CAPITOLO 1

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"NO NO NO CAPPERO!!"

Sto urlando contro me stessa in camera mia , chi mi vedrebbe potrebbe pensare ad una scena comica, ma è tutt'altra cosa.

Ho sporcato la mia unica camicetta pulita che dovevo mettere per iniziare la scuola.

Di solito non ci tengo molto al mio aspetto, me ne sbatto di essere la perfetta ragazza tutto trucco e corpo al vento.

Ma oggi volevo essere più carina del solito, mi sono svegliata anche prima per iniziare a prepararmi a questo "ultimo primo giorno ".

Posso sembrare stupida, perché qualunque persona sana di mente, si cambierebbe camicia, il problema è che non ho più vestiti.

Non ho fatto il bucato perché la lavatrice ha deciso di abbandonarmi e di voler prendersi una pausa, ma non credo sia momentanea.

Sono rimasta a corto di maglie, camicie e felpe, ciò che mi rimane è una canotta molto scollata, che potrei sempre abbinare ad una tuta.

L'unica soluzione, ma mi va bene così. Dovevo pensare ad un piano di riserva.

Incavolata, mi vesto, con ciò che ho a disposizione.
Il risultato mi sorprende, devo dire che non sto troppo male, è sempre meglio che andare a giro nuda o in costume.
Ringrazio me stessa per essermi truccata decentemente per una volta.

Prendo lo zaino e ci metto dentro tutto il necessario per questa mattina, anche se in realtà non dovrei portare niente, essendo il primo giorno, ma voglio essere preparata.

Vado in cucina e mi preparo un caffè accompagnato da due Gocciole.

Mangio ma per poco non strozzo, non mi sono accorta che manca meno di 30 minuti al suono della campanella, e di sicuro avrò perso il pullman.

Prendo lo zaino, telefono, borsello e chiavi e mi fiondo per le scale del condominio.

Non faccio nemmeno in tempo ad uscire dalla porta di casa ,  che vedo passare davanti a me lo scuolabus.

Caspiterina, l'ho perso.

Mi avvicino alla strada, non provo nemmeno a correre perché so che sarebbe inutile, e non intendo nemmeno farla a piedi , perché non riuscirei ad arrivare entro la prima ora.

Allungo una mano, un taxi si ferma ed entro, do le indicazioni e mi appoggio al sedile aspettando di arrivare davanti scuola.

Non ci vuole molto, giusto il tempo di vedere gli altri studenti entrare nel portone principale.

Pago il tassista e mi dirigo anche io verso la mia classe. Proprio in perfetto orario al suono della campanella.

La mia classe si trova al secondo piano, non è distante da raggiungere.
Salgo le scale, anzi corro, voglio trovare il posto migliore.
Odio dover stare sempre davanti, però mi ritrovo ogni volta nel banco vicino alla cattedra. Stavolta No!

Corro, corro, accidenti a queste rampe maledette. Noto la mia classe in lontananza, la porta è ancora aperta, sono in tempo. Non vedo nessuno fuori, o sono tutti dentro o ancora non sono arrivati, ma non credo proprio.

Entro dentro la stanza , ma per mia grande fortuna, inciampo sui miei stessi piedi , proprio davanti alla cattedra .

Inutile dire che tutti iniziano a ridere di gusto, alcuni battono le mani sopra i banchi, altri si lanciano occhiate divertite.

Mi rialzo in fretta, bella figura di cacca,  e io che volevo iniziare  al meglio.

Chiedo scusa al professore che mi fissa divertito. Per fortuna almeno lui non si è messo a ridere.

Mi metto a sedere all'unico posto libero, davanti alla cattedra.

Il professore inizia a parlare :
" Bene, ora che vi siete messi tutti a sedere, senza altri incidenti" guarda verso la mia direzione.

Mi vorrei sotterrare.

"Possiamo parlare di questo ultimo, ma indimenticabile anno. Come sapete avrete la maturità, non voglio farvi venire  l'ansia, ma se non vi mettete  a capo fitto sullo studio fin da subito,  non potrete  andare avanti.
Non sarò troppo duro con i voti quest'anno, cercherò di aiutarvi il più possibile, ma dovrete meritarvelo.
Detto ciò, fate quello che volete, oggi è il primo giorno, l'importante è che non facciate casino, non voglio guai"

Il prof di italiano mi è sempre stato simpatico, ho sempre avuto un debole per lui, probabilmente perché mi ricorda mio padre.
Un uomo indipendente, acculturato, sfacciato a volte, insomma mi ispira, mi ha sempre trasmesso tranquillità.
Anche se devo dire che a volte è duro, ma so che lo fa per noi, per il nostro futuro. 

Mi giro verso la classe, vedo alcuni miei compagni riuniti in gruppo a parlare, altri invece stanno da soli al telefono.

Mi alzo e vado dritta al banco di Sophie, la mia migliore amica.

È la prima volta che la rivedo dopo due settimane, abbiamo passato l'intera estate insieme nella casa in montagna dei suoi nonni, fino ad inizio settembre.

Le voglio un mondo di bene, sembro sdolcinata , ma è così.
C'è sempre stata, in qualunque occasione, nei momenti belli e brutti.
E in assenza dei miei genitori, per via del lavoro, c'è lei a tenermi compagnia, dal primo giorno di liceo.

"Allora mia piccola acrobata, come stai ? " dice ridendo, alludendo all'incidente avuto poco prima.

"Ma come sei simpatica...sto una favola. Stamattina ho sporcato la camicia che volevo mettermi, ho perso il pullman, mi sono rotta un ginocchio e cosa peggiore, sono al primo banco come ogni anno" Dico esasperata.

" E dai, non fare la tragica, stando al primo banco puoi ammirare meglio il prof di italiano, guarda che bocconcino che è !!"  Dice tirando un sospiro.

" Si una goduria , sei te quella innamorata di lui, non potevi andare te al mio posto, e io al tuo ? All'ultimo banco ? " .

" No no grazie, preferisco stare qui in fondo" dice ridendo.

Le tiro uno schiaffetto nel braccio, poi prendo una sedia e mi metto accanto a lei .
Passiamo la prima ora  a chiacchierare e ad aggiornarci sulle notizie e spettegolare.

Al suono della campanella, mi rimetto al mio posto, mi accorgo solo ora che accanto a me non c'è nessuno.
Così starò più tranquilla e nessuno mi darà fastidio.

Aspetto l'arrivo del prof di matematica, e quando arriva si mette a fare l'appello, cosa non fatta dal professore di italiano.

Purtroppo il mio cuore perde un battito quando sente un nome in particolare.

" Dove è Asher Cobs ? Non è venuto oggi ? " chiede rivolgendosi alla classe.

" Prof mi stava cercando ? " si sente una voce provenire dall'ingresso.

Ed eccolo lì, la rovina della mia vita.

Asher in piedi, davanti alla porta,  che si sfila gli occhiali da sole e accenna un sorriso al prof.

~Innamorarsi del ragazzo sbagliato~Stories to obsess over. Discover now