In quest'era di tecnologia tutto ciò che ci circonda sono astrattezza e incapacità di sviluppare empatia, è già ! empatia, parola che si ha paura di pronunciare, perché ci rende deboli e ci fa sentire un po troppo normali, in questa società dove il ciò che è normale non ha più senso di esistere, oggi non si è normali, questa parola è in via d'estensione, oggi si è smart, Yang, parole belle che ci fanno sentire integrati, in una giostra pericolosa senza cartelli di pericolo, il ragazzo ama la solitudine... spesso si affaccia dai balconi della città, non per ammirarla ma per perdersi nel buio dei suoi colori, non ama la luce ma ama scorgersi, fino a quasi toccarla, ma ha paura! troppa incertezza per poter andar oltre, con l'anima a pezzi come un mosaico di emozioni da ricomporre, ma il ragazzo invisibile è troppo incline a ricostruire se stesso, il ragazzo invisibile non ha amici, i suoi amici sono scrittori dall'animo manipolato dalla tecnologia, che li rende schiavi di emozionarsi e percepire la realtà, cosi da renderli quasi integrati con essa, come se gli amici fossero internet, tutti collegati! ma non in rete! nell'animo! Quell'animo mascherato dalla mancanza del suo specchio, gli occhi, sempre più obiettivi di una telecamera che non riusciranno mai a zoomare nel cuore... ci si perde nel buio e nelle ombre di questa civiltà sviluppata... o almeno cosi dicono, il ragazzo invisibile ama viaggiare, ama il frastuono delle partenze e benedice il dolce cantar delle campane, avvolte guarda dal occhiello della porta, altre non alza nemmeno lo sguardo per porgere la sua attenzione alla vita, il ragazzo invisibile non sa cos è la religione, vede solo morte e distruzione, nn capisce, si fa qualche puzzle di idee ma non riesce ancora a capire, vede solo odio e lacrime, il ragazzo invisibile smette di mettere sfondi su Facebook, in memoria di attentati religiosi, non sa più cosa fare, cosa credere, cosa pensare, cosa dire, sa solo che chiuso in quella stanza nessuno lo toccherà mai! si sente al sicuro! a tal punto da affondare la sua frustrazione su quella tastiera, che da innocente cercava di immetterlo nella community, è già community... perché questa è la parola che sostituirà società, si cosi sarà , ne sono convinto, il ragazzo invisibile di colpo diventa invincibile, quella tastiera amica che dapprima lo ha istruito e poi condannato, mostra i muscoli alla community, diventa cattivo, ma in realtà non sa cosa sia la cattiveria, in fondo ha sempre vissuto tra il penombra della sua camera e il corridoio, il ragazzo cresce, diventa un piccolo grande uomo da tasti facili, la vita gli scorre tra le mani come le parole che scrive, su quella maledetta tastiera, consumata in ogni sua informazione, che gioco strano la vita, il ragazzo invisibile continua a fissare il vuoto ma non sa il perché, sa solo il perché non vuole più stare tra noi è arrivato al capolinea molte volte, troppe, quei pensieri lo hanno cresciuto, lo hanno plasmato, è diventato uomo, si nasconde ancora dietro al ciuffo mal riposto, non ha ancora acceso la luce, non ha ancora spento il computer, sente solo il ronzio del silenzio mente tutto gli scorre attraverso, il ragazzo crede nel nulla ed e profondamente attratto dal niente, troppo scuri i colori che lo circondano, spesso si chiede se è lui che non va e si risponde sempre di si, chiede pareri solo a se stesso, non gli interessano quelli degli altri, che sente ma non ascolta è immerso nel suo io digitale, preferisce parlare con la sua tastiera e qualche amico immaginario, lui si che lo capisce con tutte quelle GIF di risate a crepapelle, ride, scherza, fa battute, mentre sul suo viso c'è una lacrima che scorre, crede di sentirsi compreso, accolto a qualsiasi ora della notte, ma in realtà dall'altra parte ci sono solo entità finte che lo faranno sentire bene solo perché non lo si guarda negli occhi, ma lo si scruta attraverso il suo ego, la sua identità è macchiata dalla tecnologia, il ragazzo invisibile scorge attraverso quella tastiera, vuole capire, ormai stufo di quella sedia che gli ha fatto compagnia per tutta la vita, il ragazzo invisibile decide di aprire la porta, di incontrarsi con una di quelle persone che si è portata avanti nella conoscenza via pc, l'altra persona accetta e si danno appuntamento, lui è li! prima del mondo con la sua barba grigiastra, aspetta ore e ore ma ad attenderlo è un messaggio al pc da ore già inviato, in quella cartella d'emergenza li vicino al cestino, lei ha mandato quelle scritture cariche di se, il ragazzo invisibile deluso arriva a casa, legge la lettera e scopre che dall'altra parte lui aveva scritto per anni ad una ragazza invisibile come lui, il ragazzo invisibile perde tutto quello che non aveva mai conquistato, ma nel buio trovato, preso dallo sconforto prende a pugni la tastiera, si proprio lei, che lo aveva fatto diventare grande e invincibile, mettendogli addosso quella corazza di finzione, scappa via lontano da tutto e tutti, si ferma nei pressi di un ponte, ammira il vuoto sotto di esso, si scorge, non sa cosa fare, quell' incertezza di essere che lo ha perverso tutta la vita... di colpo si avvicina lei ! Si guardano negli occhi si scrutano attraverso, le loro anime si macchiano di colori luccicanti, i loro cuori sembrano sincronizzati sulla stessa frequenza, la ragazza invisibile abbraccia il ragazzo invisibile, appaiono per la prima volta.. l'uno dentro l'altra...
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Il ragazzo invisibile
Short StoryIn questa nuova era tecnologica troppo spesso si scompare...
