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Sapete quando qualcuno a scuola a ricreazione vi ruba un pezzo di merenda, lasciandovi senza? È così che mi sono sentita per gli ultimi tre anni.

Sono Bethany Espinosa, e vivo in Canada. Questo paese per me era il più bello nel mondo, ma appena l'unica persona più importante della mia vita se n è andata, ho iniziato a trovare toronto davvero noiosa.

Infilo le cuffiette nelle orecchie, e senza nemmeno salutare mia madre, esco di casa dirigendomi alla prigione, ovvero la Toronto High School.

Shawn, il mio ex migliore amico, mi manca da morire, ma non posso dirglielo. Prima che se ne andasse, tre anni fa, litigammo. Lui poteva scegliere di restare qui da suo padre, ma decise di andarsene per "porre fine alla monotonia di toronto".

Ho cercato di perdonarlo, infondo era abbastanza piccolo per prendere una decisione, ma io sono una ragazza fin troppo orgogliosa per farlo.

Mentre cammino mi arriva una chiamata da mio fratello Matthew.
"Pronto?"
"Beth hai dimenticato il libro di fisica qui"
"Oh ma dai che sfiga" sbuffo irritata.
"Se vuoi posso portartelo"
"No, non preoccuparti."
"Va bene, a dopo"

Ripongo di nuovo il cellulare nella tasca dei jeans neri, e tolgo le cuffiette appena entro nella mia aula. Mi siedo come al solito al primo banco accanto alla finestra. Non sono come quei depressi che si mettono alla fine dell'aula.

"Espinosa butti subito la gomma nel cestino o la mando dal preside"
"Oh addirittura" dico sfacciata senza muovermi di un centimetro.
"Si, vuole vedere?"

Sbuffo per la centesima volta da stamattina, e butto la gomma, per poi tornare al mio posto.
Liam, un ragazzo abbastanza simpatico, cerca di sedersi accanto a me, ma glielo impedisco.

"Scusa ho il dolore alla gamba, vorrei poggiarla sulla sedia. Non é che puoi andare da un altra parte?" Mento spudoratamente. È solo una scusa. Mi piace stare da sola.
Da quando Shawn se n è andato sono cambiata, in peggio.

"Espinosa, alla lavagna!"
"Non ho studiato." Dico calma. La professoressa Smith mi guarda malissimo per poi annotare qualcosa sulla sua agendina nera.

Dopo circa una decina di minuti dall inzio della lezione, sento la porta della classe aprirsi.
Entra un ragazzo altissimo, abbastanza magro, con i capelli arruffati ma davvero carini, e con l'affanno.

"Ah, tu devi essere mendes, il nuovo arrivato"
"Si, buongiorno e scusate  ritardo ma non trovavo la classe" si scusa con un sorriso a 32 denti. 
Aspettate, ha detto Mendes? Non può essere. Oh cazzo è lui.

Sbianco improvvisamente quando la prof gli indica il posto accanto a me. No, no, no, no.
Si gira verso di me appena si siede. Anche lui spalanca la bocca, mentre io cerco in tutti i modi di non guardarlo.

Sento ancora il suo sguardo bruciarmi sulla pelle.
"Cos hai da guardare mendes?"
Lo guardo negli occhi cercando di nascondere un velo di tristezza.
"Non posso crederci" dice solamente sforzandosi di non sorridere.
Ma che cavolo sorride questo?

****
Appena finiscono le lezioni mi affretto ad uscire da scuola. Shawn ha provato a parlarmi più volte, ma io l'ho sempre ignorato.

Mi sento tirare per un polso, così mi giro, trovando shawn.
"Ti prego aspetta" mi implora non togliando la mano dal mio polso.
"Uno, togli questa mano. Due, no. Tre, non c'è un terzo punto"

Cerco di divincolarmi dalla sua presa, ma non ottengo risultati.
"Per favore, per tre anni ho cercato di ritornare qui da te, ma non mi hanno lasciato farlo"
Lo guardo con gli occhi di chi è triste 24 ore su 24. Ormai è questo che sono.

•back with you?• |Shawn MendesStories to obsess over. Discover now