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1 capitolo

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"Jade svegliati, dai."
"Dai Jade, se non ti alzi ora ti dovrai fare la strada a piedi per arrivare a scuola."
Apro piano piano gli occhi e guardo mio padre.
"Ora mi alzo papà"
"Ok tesoro, ma sbrigati, non vorrai far tardi il primo giorno nella nuova scuola vero? Lo sai che la prima impressione è la più importante."
Mi schiocca un bacio in fronte e si dirige verso la porta.
"Chiudi la porta per favore papà"
"Certo." Prende la maniglia e invece di abbassarla e poi tirare, la tira e basta, quindi il risultato è la porta socchiusa.
Cosa non capisce di 'chiudi la porta'? Uff.. che nervoso.
Vabbé, sarà meglio alzarmi, non ho voglia di sentire le sue urla da qua, amo mio padre, ma avvolte mi sembra una vecchia zitella di paese.

Mi alzo dal letto e mi guardo allo specchio, sempre il solito, capelli neri, pelle cadaverica, occhi neri arrossati e gonfi.
Di corporatura sono normale, sono alta 1,65 e peso 55 kg, non sono grassa ma non sono neanche una stecca.
Vado in bagno e inizio a lavarmi i denti e nel frattempo inizio a pensare cosa mettere, potrei mettere i vestiti che presi con la mamma un po'di tempo fa, vorrei vestirmi diversamente dal solito, come dice mio padre 'la prima impressione è tutto.'
Entro in doccia e inizio a pensare, mi dispiace andare in una nuova scuola, ma per fortuna non sono in una nuova città, prima abitavo verso la campagna, mentre ora abito in centro, nelle zone più trafficate.
Faccio tutto quello che devo fare ed esco dal bagno.

"Papà, sono pronta andiamo?"
Sbuca dal salotto e mi fa segno di uscire di casa.

~.~.~.~.~.~.~.~

Ed eccomi qua, davanti alla mia nuova scuola.
"Tesoro, se non ti trovi bene basta mandarmi un messaggio o chiamarmi e io vengo subito a prenderti."
"Va bene papà buona giornata" schiocco un veloce bacio sulla sua guancia e mi dirigo verso la scuola.

Ansia. Ansia. Ansia
Provo solo ansia in questo momento.

Attraverso il cortile della scuola, sentendo lo sguardo di alcune persone su di me, sposto i capelli in avanti cercando di coprire il più possibile il mio viso ormai dello stesso colore dei semafori.
Varco l'entrata e mi guardo attorno, cercando qualcuno o qualcosa che mi possa consigliare dove andare.
I miei occhi incontrano la piantina della scuola e velocemente mi incammino verso essa.

Allora, quello dovrebbe essere il punto in cui mi trovo e quello il cortile.. ah no, è la palestra.. e no, non è vero, è la mensa e..

Mi distraggo sentendo una risata dietro di me.
I miei occhi incontrarono uno sguardo castano incorniciato da dei capelli dello stesso colore ma più chiari raccolti per metà da una coda.
"Hai bisogno d'aiuto?"
"Cosa te lo fa pensare? Anche se in effetti.. mi servirebbe proprio."
"Beh.. forse dal fatto che stavi fissando la piantina della scuola facendo delle smorfie strane e dicendo cose incomprensibili come 'ma che.. ah ma.. si.. già..nai..cafu..mmh.si..eh.' e poi ti sei girata. Comunque sarei lieta d'aiutarla se me lo permette" mi dice la ragazza ridacchiando ogni tanto e facendo un mezzo inchino. Dai, almeno sembra simpatica.
"Ne sarei molto felice, comunque stavo cercando la segreteria, devo prendere gli orari.. sai com'è essendo nuova.."
"Oh certo, vieni seguimi"
"Comunque piacere, Jade" porgo la mano.
"Io sono Madison" me la stringe.
Arriviamo davanti ad una piccola stanza e madison bussa.
"Avantii"
"Oh dio... buona fortuna, c'è Catherine" mi guarda triste.
"Ma che.. " non riesco a finire perché la stessa voce di prima mi interrompe.
"Ho detto avantii"
Entro e mi avvicino alla donna, sarebbe pure bella se non avesse il rossetto storto tutto sbavato, e non stesse fissa a masticare una gomma, e a strizzare un occhio.
"Mi servirebbe l'orario, sono nuova e mi chiamo Jade Martinez"
Lei guardandomi e continuando a masticare fastidiosamente la cingomma mi passa il foglio.
"Grazie" e scappo fuori, non la sopportavo più.

Mi giro per guardare madison "quella non è una donna, è un lama uscito male"
Sorride scuotendo la testa per poi prendere i miei orari.
"Allora, sei in 2 C, e oggi è... martedì, sono quasi le 9, quindi ormai siamo in ritardo, ti conviene entrare dopo, hai la Parker ora, insegna geografia, ed è una palla, soprattutto se sei in ritardo, ti romperebbe soltanto"
Annuisco con la testa.
"Io però vado se non ti dispiace..."
"Vai io intanto metto le cose nell' armadietto."
"Va bene, dopo vengo io a prenderti davanti alla tua classe così andiamo a mensa insieme"
Dopo corre verso una meta a me sconosciuta.
Il problema ora è, come arrivo in classe?
Manca mezz'ora alla prossima ora, sarà meglio che inizi a cercare la classe, l'armadietto lo cercherò dopo.

"1 F.. 1 G.. 1 L.. 2 A.. 2 B.. 2 C.." sussurro trovando dopo minuti interminabili la mia classe.
Guardo l'orario e noto che mancano ancora 10 minuti, io cosa faccio ora?
Di certo non mi sposto da qua, non riuscirei mai e poi mai a ritrovarla.
Vabbe, aspetterò un po'.

Finalmente la campanella per il cambio lezione suona ed io entro in classe.
Mi fissano tutti e spontaneamente abbasso lo sguardo verso il pavimento.
Prendo un respiro profondo poi alzo la testa per guardare un po' la classe alla ricerca di un posto in cui sedermi, intercetto un banco in seconda fila e vado a sedermi.
Sento ancora lo sguardo degli altri addosso.

'sono una nuova allieva non un mostro, non c'è bisogno che continuiate a fissarmi' vorrei dire, ma non ho avuto ne il coraggio ne il tempo dato che un uomo entra in classe, indossa una camicia azzurra sistemata all'interno dei pantaloni grigi.
"Buongiorno ragazzi, io sono il professor Ezra Fitz, e insegnerò a tutti voi la letteratura." Avanza verso la lavagna scrivendo il suo nome con una calligrafia elegante.
"Allora, qualcuno di voi sa dirmi cosa è la letteratura?" Ci guarda tutti con sopracciglia alzate aspettando una risposta.
"Sù non siate timidi, tu, in terza fila, mi sapresti rispondere?" Chiede al ragazzo dietro di me.
"Beh.. è la storia di qualcuno raccontata su un foglio".
"Mm.. si ma no.. non è così quello che cerco.. prova tu, si tu, in seconda fila, davanti al ragazzo che ha appena risposto, tu cosa diresti?" mi chiede.
"La letteratura è l'insieme di diverse opere scritte fino ad oggi, e come disse Asor Rosa, non tutto ciò che è scritto è letteratura, per diventarlo, un testo scritto dev'essere mosso da un'intenzionalità precisa e da una conseguente logica strutturante" cerco di usare un tono di voce normale dato che sono molto timida, se non si fosse capito.
"Brava, molto interessante, vedo che le piace la letteratura signorina..."
"Jade, Jade Martinez"
Annuisce fissandomi in un modo inquietante per poi abbassare lo sguardo e dirigersi con uno scatto verso la cattedra.

"Bene ragazzi, peperoncino  ha parlato, chi continua?"

Peperoncino? Davvero?! Che senso ha avuto dire il mio nome se non lo usa? Ma che poi, peperoncino?

Un ragazzo da fondo alza la mano.
"Scusi ma lei non dovrebbe insegnarcele queste cose?"
"E perché lei non mi lascia fare il mio lavoro come voglio?"
Una camomilla non ti farebbbe male tesoro.
"Bene, non rispondete? Fate quello che volete e presentatevi a peperoncino, è nuova giusto? Su allora, non fate i maleducati e presentatevi" di nuovo tutti gli occhi puntati su di me.

Una ragazza dai capelli biondi e occhi azzurri si avvicina, è molto bella devo ammetterlo.
"Piacere Alison Di Laurentis, ti ricordi di me?"

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