Mi hai sfiorata, mi hai sussurrato parole dolci. Mi hai toccato, mi hai accarezzata, guardandomi con i tuoi vispi occhi, come a tastare il territorio o come a capire in quale buia caverna ti stessi addentrando.
Hai capito e hai osato; sei entrata prima all'interno di me, delle mie sensazioni. Eri sotto la mia pelle, c'erano i tuoi morsi, i tuoi baci e i tuoi tocchi. Qualcosa poi ha catturato la tua curiosità: il mio cuore. L'hai preso fra le mani, con la delicatezza di chi ha paura di rompere un oggetto di porcellana, lo hai sfiorato con le tue piccole labbra e gli hai sussurrato che sempre al sicuro l'avresti tenuto.
Il tempo non si sa cosa fa, ma qualcosa ha smosso. Hai preso a scavare dentro di me prima piano, quasi non facendomene accorgere, e poi sempre più rudemente come se cercassi altro; come se non ti bastasse ciò che avevi preso.
In subbuglio mi hai messo lo stomaco, le mie farfalle sono scappate.
Urli, urli e ancora urli parole che mi feriscono; parole che privano di battiti il mio cuore, che fanno incrociare le mie corde vocali in un nodo che mi rende impossibile respirare e che mi fanno piangere nella speranza che tutto ciò finisca.
Io l'ho vista. Io l'ho vista quella crepa e ho avuto paura, tanta da scappare da te e dal tuo essere rude.
Tu sei venuta a prendermi e con le lacrime hai risanato quella crepa. Segnando per sempre il mio cuore e lasciando un altro po' di te dentro di me.
Poi di nuovo, e di nuovo ancora e così, finché la crepa ha finito con il non ripararsi più.
Avevo capito. Questa volta eri tu a non bastarmi e sono stata io ad andare via e a cacciarti quando sei ritornata, dimenticando di darti ciò che di te era rimasto incastrato in me.
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all the love. xx
