Prologo
Anno della maturità. Pensavo fosse l'anno più brutto di sempre. Un anno così terribilmente pieno di emozioni, emozioni che ti lasciano qualcosa dentro per tutta la vita. Ora invece, a due anni di distanza ricordo quell'anno come il migliore di tutta la mia vita. Ho detto addio a quella che ero, per dare il benvenuto a una nuova me che cambia ogni secondo. Ne ho combinate cose in questi anni, ho studiato e lavorato per arrivare esattamente dove sono ora. Guardo fuori dalla finestra e vedo un mare azzurro che mi chiama, il sole è alto in cielo da un po' e la mia, ormai migliore amica salirà presto a chiamarmi per andare in spiaggia.
Helena's Pov (3 mesi prima)
La sveglia suona, la sento ma non voglio staccarla. Con la testa sotto il cuscino penso che oggi è l'ultimo giorno nella città di Firenze, che domani parto per riabbracciare la mia famiglia che non vedo da ben 6 mesi. Mi alzo di malavoglia staccando la sveglia. Nella scrivania esattamente di fronte a me, padroneggiava il mio diploma accademico preso qualche settimana fa. Lo guardai e mi sentì fiera di me stessa per la professionista che ero diventata. Accesi la macchina del caffè e notai che Marco e Laura non erano in casa.
Marco e Laura, i miei coinquilini.
Marco era un ragazzo modello, si preoccupava di tutto e tutti e non sembrava mai essere stanco, aveva i capelli lunghi alle spalle ricci e degli occhi così grandi che sembrava potessi tuffarti dentro. Avevo un sorriso smagliante, i denti perfetti grazie a suo padre che era uno dei dentisti più nominati di Napoli, città dalla quale Marco veniva. Laura invece, era una persona molto introversa e solitaria, ma passava buona parte del suo tempo con noi. Aveva dei lunghi capelli neri e una bocca rosea che le contornava il viso. Io e Marco la chiamavamo la donna senza faccia, perché Laura portava la frangetta così lunga che non riuscivamo bene a vedere i suoi occhi. Credo fosse il suo modo di isolarsi dal mondo esterno, di restare sempre sulle sue. E in effetti sembrava sfuggire a tutti, anche in accademia ma non a me e Marco.
Quella mattina tutto era così silenzioso che non mi sembrava nemmeno il posto dove ero solita essere da un anno a questa parte. Presi il cellulare. Nessun messaggio, nessuna email, nessuna chiamata. Non sapevo che dovessero uscire. Incerta presi il caffee e mi avviai verso il bagno lasciando correre l'acqua affinché diventasse calda. Bevvi il caffee, accesi spotify dal telefono posato sulla mensolina di vetro della doccia ed entrai nel mood di quello che era il mio miglior modo di iniziare la giornata non curandomi più di Marco e Laura. Uscendo dalla doccia, andai in camera mia per cambiarmi e solo allora vidi un biglietto ripiegato sulla piccola libreria accanto alla finestra. Mi avvicinai e in cima c'era scritto "Per Helena".
"Ciao Helena,
Spero che anche stamattina dopo il caffee sei entrata in doccia a cantare le tue canzoni preferite, e penso che ti aspettavi vedermi passare lamentandomi di quella musica e rimproverandoti il fatto di avermi svegliato, ma invece devo ringraziarti. Ti dico grazie perché senza te non sarei mai andato a nessuna delle lezioni ahah sai che mi piace dormire. Sono partito stanotte, non te l'ho detto perché sai che non mi piacciono gli addii e quindi ho pensato di scriverti una lettera. Lo so è da codardi ma non potevo salutarti perché non c'è l'avrei fatta ad allontanarmi da te una volta per tutte. Sai che sei come una sorella per me, vienimi a trovare a Napoli, i troverai sempre sotto il nome che conosci bene. Ti voglio bene e ti auguro il meglio.
Marco."
Ripiegai il foglietto e lo strinsi forte al petto pensando che era davvero un tesoro aver trovato un amico come lui. Chiamai Laura, nessuna risposta ma le lasciai un messaggio in segreteria sperando che mi raggiungesse presto. Lei sarebbe partita nel fine settimana mentre io, solo domani. Volevo passare almeno con lei, l'ultimo giorno a Firenze. Mi vestì e andai in accademia dove salutai tutti ripromettendo un incontro a presto. Chiesi di Laura nessuno l'aveva vista. Come sempre pensai, e me ne andai perplessa dal fatto che se non serve chissà quale potere per essere invisibile, bastava una frangetta un po' più lunga del solito. Mi avviai verso il supermercato per comprare qualcosa per pranzo e a quel punto che mi ricevetti la chiamata più attesa di sempre. Era Laura.
"Laura finalmente, dove sei"
"Ciao Helena, sono al supermercato, scusami stamani sono uscita presto a fare work out al parco e ho dimenticato di avvisarti, quindi cosa ti prendo al supermercato?"
"Anch'io son.." non feci in tempo a finire la frase che me la ritrovai davanti indecisa su quali cereali scegliere. Mi avvicinai da dietro dicendo "secondo me quelli con chicci di grano e cioccolato" attaccai. Scoppiò a ridere e mi abbracciò come se avesse bisogno solo di quello in quel momento. Comprammo due cotolette e la patatine congelate, i cereali per Laura e un pacco di kinder cereali per me. Tornammo a casa e cucinammo. Dopo pranzo andammo a prendere un caffee nel pub di fronte casa, ordinando un tavolo per la sera. "L'ultima sera deve essere perfetta" diceva Laura e quasi mi stupivo perché non era da lei voler stare in un pub che sicuramente sarà pieno di persone ubriache e fatte. Ma accettai tutto di quella serata e fu inesorabilmente meraviglioso. Dopo un anno vidi per la prima volta Laura felice e ubriaca, bevemmo tanto e finimmo anche in un after party. Fu una delle nottate migliori che avessi mai passato nella città di Firenze, e addormentandomi pensai che anch'io quella notte, a modo mio avevo scritto una parte dell'inizio di tutto e l'avevo scritta a Firenze, città piena di vita e cultura.
SPAZIO AUTRICE
Ciaooo a tutti, ecco qui il primo capitolo, aggiornerò presto ve lo prometto intanto leggete e stellinateeee <3 Vi adoroh!!!
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Dos ojos.
FanfictionMolte persone vivono il cambiamento come qualcosa di impossibile da accettare, come un qualcosa di irraggiungibile e pericoloso. Altre invece, non vedono l'ora di cambiare aria, di vedere posti e gente nuova. Helena, 18 anni trasloca nella città...
