Stavo camminando da circa mezz'ora, nel vano tentativo di trovare un locale di mio gradimento.
Milano di notte era ancora più bella, così decisi di concedermi qualche minuto in più per osservare il Naviglio grande e i suoi graffiti.
Uno di quelli raffigurava lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie, il mio cartone preferito da piccola. Sorrisi a quel buffo e insolito graffito e proseguii.
L'aria pungente mi solleticava la gola. In quel periodo dell'anno diviso a metà, dove c'è chi si vestiva ancora con roba estiva e chi invece era già pronto per l'inverno.
Milano non era il solito paesaggio che vedevo nella mia vecchia città, ma mi strasmise la stessa solitudine che ero abituata ad ammirare e in qualche modo farmi sentire a casa.
Mi ero trasferita da qualche giorno, dopo il ritorno dalla Grecia ho cercato di allontanare il più possibile la mia vecchia vita.
Perché? Non è facile affrontare una rottura dopo 6 anni, per giunta in vacanza insieme, per una ragazza appena conosciuta.
Si, Andres mi aveva tradita per una miserabile ma bellissima Greca e io cosa potevo farci se non lasciare tutto e tutti?
Ed ecco spiegato il motivo per cui mi sono ritrovata a girare tutte le sere in cerca di divertimento, o almeno era quello che speravo.
Le serate però, non sono andate come avrei voluto, troppi porci in giro e io troppa voglia di ubriacarmi. Mettermi in situazioni scomode era la mia specialità, ma questa notte sentivo che sarebbe stata migliore.
A svegliarmi dai miei pensieri fu una canzone, la mia canzone! Il gruppo che la stava suonando era incredibilmente bravo da quel poco che sentivo e mi sorprese la velocità che ci misi per arrivare al locale come se lo conoscessi, come se ci fossi stata già un milione di volte.
Stavano suonando "castle of glass" dei Linkin Park e il cantante scandiva ogni singola lettera come se fosse sua la canzone, era bellissimo.
Subito pensai fosse un piccolo tributo al cantante del gruppo, Chester Bennington morto da pochi mesi e mi sentii stupida nel aver corso per sentire la fine di una canzone, o per meglio dire, La Canzone. Ma poi, guardandomi in giro, notai che in realtà il gruppo era il tributo stesso a Chester, quindi decisi di sedermi, ordinarmi una birra e godermi la musica.
I Linkin Park sono stati per me la mia via di fuga, il mio grido di rivolta, aiutandomi nelle situazioni più brutte, il quale io, mi ritrovavo sempre.
Il locale era molto piccolo, si chiamava "the rock pub", infatti, c'erano appesi al muro molti manifesti di band musicali rock e varie chitarre elettriche autografate. Il design richiamava l'attenzione, curato nei minimi dettagli con pareti in mattone scuro e tavolini vintage in legno.
Dopo un paio di canzoni e la birra finita, mi venne in contro un ragazzo, alto occhi verdi e pieno di tatuaggi. Il solito stronzo che ti offre un drink e poi pretende di portarti a letto, e quella sera come tutte le altre sere, non mi interessava. Notai un sorriso sincero e un vassoio in mano e capii che era solamente il barista. Mi porse un bicchiere di birra pieno e prese quello vuoto.
«scusa, ma io non ho mai ordinato un'altra birra.» Sorrisi, nonostante l'evidente imbarazzo.
Lui tranquillo rispose che mi era stato offerto da un componente del gruppo e che per tutta la sera ero a posto, sorrise di nuovo e si allontanò.
Ora si che il mio imbarazzo era arrivato alle stelle, bevvi un sorso di birra ghiacciata, nonostante le temperature basse che Milano offriva a ottobre, mi diede sollievo e mi cullai tra le note della canzone che suonavano ora.
Mi girai a guardare la band, erano quattro ragazzi sui venticinque anni, ricoperti da tatuaggi ma diversi tra loro.
Il ragazzo alla batteria aveva i capelli lunghi e entrambe le braccia tatuate, nonostante l'apparenza trasandata, era vestito bene, con una camicia bianca tirata su dalle maniche e un paio di jeans neri. Il chitarrista invece era più curato, capelli tirati indietro dal gel, un velo di barba e una maglia degli AC/DC. Il secondo chitarrista era simile al primo un po più alto e più muscoloso, pensai subito fossero fratelli o parenti. Mentre il cantante era un ammasso di muscoli, sotto la luce bianca dei proiettori si intravedevano due occhi chiari, azzurri o addirittura trasparenti. La camicia sbottonata e nera metteva in mostra una striscia di muscoli dell'addome perfetti e un tatuaggio coperto in parte ma poteva essere un leone o qualcosa di simile. Mi ritrovai a fantasticare su quel tatuaggio e mi sentii diventare un fuoco, all'improvviso il locale si fece caldo, molto caldo ma sembrava che solo io me ne accorgessi. La vista di quel ragazzo perfetto e sconosciuto mi mosse qualcosa dentro, così profondo che mi ci vollero almeno 10 secondi prima che ricominciassi a respirare.
'Camilla calmati è solo un altro bastardo che, se nel caso ti venisse a parlare, ti lascerebbe dopo un paio di settimane'.
Eppure l'idea di aver ricevuto un pass al coma etilico da parte di uno di quei bellissimi ragazzi, mi faceva impazzire, ma decisi comunque di non andare oltre a quella birra.
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Canta per me un'ultima volta. (Wattys2018)
RomanceCamilla è una ballerina e un'attrice di talento. Nicholas è il sexy cantante di una band emergente. Hanno la stessa passione per la musica, e lo stesso gruppo preferito: i Linkin Park. Hanno le stesse paure e gli stessi sentimenti. Ma si dovranno sc...
