Era mio zio, avevo solo 15 anni, mentre lui il doppio, se non di più.
Non pensavo sarei arrivata a questo punto. Non avrei mai potuto minimamente pensarlo.
Ero comunque una 15enne e Luke mi dava delle attenzioni, e anche se non erano attenzioni positive, erano pur sempre attenzioni da un uomo più grande di me. Quindi, non m'importava, anzi, ne volevo sempre di più. Come una droga. Non pensavo alle conseguenze, non volevo.
Ma avrei dovuto, perché tutto ciò non doveva succedere.
Ogni estate la stessa storia.
Zia Amber viene da noi per le vacanze estive da quando si trasferì a Seattle dalla sua "fiamma" del momento, 5 anni fa. Dopo che si lasciarono, però, volle restare lì, per ragioni a me ignote.
E non si presenta mai senza un uomo al suo fianco. Sempre diverso.
Sono sempre stati dei cinquantenni ricconi, un po' strano per una appena trentenne. Ci ho fatto l'abitudine, ma resta comunque un comportamento da.. prostituta?
« Non vedo l'ora che arrivi Amber! » batte entusiasta le mani mia madre.
Sono veramente felice del fatto che zia abbia rifiutato l'offerta di mamma di rimare tutti i 2 mesi a casa nostra. Insomma, non è perché mi stia antipatica, anzi, ma perché mia madre con lei, sembra.. come dire.. una tredicenne?
Mi limito a roteare gli occhi « Mi ha detto che hanno comprato la villa dietro casa, così potremo andarla a trovare tutti i giorni. Tu non sei felice, Eveleen? »
Sono fottuta.
« Chi si porterà dietro quest'anno? » chiedo, annoiata. Già dal fatto che abbia comprato una villa del genere, è ovvio non niente sia cambiato dagli ultimi 5 anni.
Anche senza vedere la sua faccia, mi immagino che sia abbastanza arrabbiata e seccata dalla mia domanda, infatti la risposta che ottengo è « E' un ragazzo della sua età, e penso che sia molto presa da questa relazione, quindi smettila di trattarla come se fosse una- » lascia in sospeso la frase.
« Prostituta? » concludo un secondo dopo, al posto suo.
Allungo il collo sistemandomi meglio sul divano, per vedere la sua reazione. Come immaginavo, è infastidita e contraddetta. Ma non spiaccica parola, capendo che, in fondo, ho ragione.
Se ne va via, lasciandomi sola in salotto. Un sorriso si forma sulle mie labbra, rendendomi conto di aver finalmente inzittito mia madre, aprendole gli occhi.
Allungo la mano, afferrando il mio iPhone 6 riciclato da mio padre.
Lo sblocco e mi ritrovo un messaggio da Jennyfer, la persona che rende la mia estate un po' meno merdosa da quando ci conosciamo.
Tra dieci minuti al parco davanti la villa dietro casa tua, ci stai?
Ci sto
Digito velocemente, alzandomi. Velocemente pettino i lunghi capelli neri lisci, che mi arrivano ormai sopra il sedere, facendo una riga in mezzo e riapplico un po' di mascara.
Spazzolo velocemente i denti. Indosso un top bianco che lascia il mio piercing all'ombelico ben visibile, e dei pantaloncini del medesimo colore, che risalta la mia lieve abbronzatura.
Infilo le vans e metto su una spalla il mio zainetto con dentro soldi, chiavi ecc. Avviso mia madre che esco e afferro il mio telefono, uscendo di casa.
In 5 minuti sono davanti al parco. Sorrido ai vari ricordi che vagano per la mia mente di me in questo parco. Ci sono un bel po' di giostre, ormai rovinate nel corso degli anni. Sparsi nel prato ci sono dei fiori, che rendono l'ambiente più vivace.
Bambini giocano felici, mentre i genitori sono seduti sulle panchine di ferro arrugginito.
Sblocco il telefono per controllare l'ora. 18:35
Jennyfer è in ritardo. Come al solito.
Mi guardo attorno, cercandola, ma la villa davanti la grande strada cattura la mia attenzione. Lo striscione 'Vendesi' non c'è più, e davanti alla casa, c'è una macchina dall'aspetto decisamente costoso parcheggiata, da cui escono una donna ed un uomo.
La donna parla, e dalla sua voce squillante, capisco che si tratta di Amber e il suo compagno.
Sono già arrivati?
Amber spalanca l'enorme cancello nero di ferro, ma subito dopo sposto lo sguardo sul ragazzo, che apre il cofano della macchina rivelando numerose valigie rigorosamente Gucci.
Insomma, Amber se l'è scelto bene. Anche questa volta.
Osservo meglio l'uomo dall'aspetto giovane. Il suo profilo è praticamente perfetto, la mandibola è contratta e dalle sue braccia muscolose sporgono alcune vene. I capelli biondi incorniciano il suo viso e indossa una T-shirt e dei bermuda Adidas, che fasciano perfettamente il suo corpo. Al polso è impossibile notare il suo Rolex in oro. Inutile dire che sia veramente sexy.
Mi vergogno del mio stesso pensiero, dandomi un pugno mentale, subito dopo. Dio, come posso pensare certe cose del fidanzato di mia zia, e chissà, magari futuro zio?
Sussulto come mi accorgo che ha notato che lo stavo fissando, dopo sembra chiamare Amber, senza togliere lo sguardo da me.
Merda.
Lei lo raggiunge, affiancandolo. Anche lei sposta lo sguardo su di me, sorridendomi, continuando a parlare col suo ragazzo. Mi tranquillizzo alla presenza di zia, finché non mi fa segno di venire là.
Faccio un bel sospiro, e con passi rapidi, attraverso la strada, avanzando verso zia.
Me la trovo davanti, con un'abbronzatura finta sulla pelle, un vestitino floreale dal tessuto costoso, e un paio di occhiali da sole tra i capelli biondi. Devo ammettere che se li mantiene bene 30 anni.
« Oddio Evie! Quanto sei cresciuta! Non ti riconoscevo manco! » mi saluta calorosamente, strattonandomi in un abbraccio, a cui non ci metto molto a ricambiare.
Sento mancarmi l'aria, e il ragazzo affianco a noi sembra accorgersene, infatti richiama Amber, che si scusa subito dopo, rompendo l'abbraccio.
« Siamo appena arrivati e non vedo l'ora di vedere tua madre, dici che gli manco? »
« Certamente, zia »
« Ti ho già detto di chiamarmi Amber! Zia mi fa sentire vecchia » inclina leggermente la testa.
« Giusto, scusa. Se volete posso aiutarvi con le valige » indico le valige. Voglio rendermi utile in qualche modo.
« Non preoccuparti, tesoro. Luke, che fai? Non ti presenti? » da un leggero schiaffo sulla spalla del ragazzo.
Luke. Ecco come si chiama. Sposto lo sguardo verso di lui, che rotea gli occhi, e solo ora noto il cerchietto metallico che circondo il lato destro del suo labbro anteriore.
« Eveleen Sanders » gli porgo la mano, che subito dopo stringe.
Ci guardiamo negli occhi. I miei marroni con i suoi blu.
« Luke Hemmings »
Non doveva assolutamente succedere.
words: 1036
STAI LEGGENDO
my uncle ↝ Luke Hemmings
FanfictionEra mio zio, avevo solo 15 anni, mentre lui il doppio, se non di più. Non pensavo sarei arrivata a questo punto. Non avrei mai potuto minimamente pensarlo. Ero comunque una 15enne e Luke mi dava delle attenzioni, e anche se non erano attenzioni posi...
