Alcohol

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_È solo che non mi sembra di fare abbastanza...di dare abbastanza,Yoongi hyung -

Dice Jimin buttando giú il terzo o quarto shot di soju prima che io possa fermarlo.

Lo guardo, il mento stancamente adagiato sul palmo e l'altro teso in un fiacco tentativo di bloccarlo che fallisce miseramente. Lo sta allungando con acqua, dopo tutto, penso - l'unica condizione a cui gli avrei dato accesso al liquore in settimana - e tutto considerato sembra reggerlo abbastanza bene ma è pur sempre soju e per giunta a stomaco vuoto. Meglio di come farei io, però, valuto, ponderando irritato la mia misera birra a buon mercato, una lattina già accartocciata in un angolo e l'altra tiepida tra le dita. Me ne porto un sorso alle labbra, ripensando alle sue parole; Jimin si passa il dorso della mano sul volto con stanchezza, distogliendo lo sguardo e so, senza vederlo, che è una lacrima la scia bagnata sulla sua mano una volta riappoggiata stretta sul tavolo.

_Jiminah... -

_Cosa? - chiede lui tirando discretamente sù con il naso, ma nel suo sguardo lucido trovo la conferma di quanto entrambi sappiamo quale sia veramente il problema:

_La tua maledetta autostima, Jiminah – sbotto, forse un po' piú duro di quanto era mia intenzione suonare, ma non ci posso fare nulla, pure alticcio - come sono ora - la cosa mi manda in bestia. Perché? Io mi chiedo, perché un giovane uomo dolce, generoso, volenteroso, affascinante e talentuoso come Park Jimin deve dubitare di sé a questo modo? Perché? Se solo vedesse ció che vedo io, allora forse...ma no, forse anche allora non sarebbe abbastanza. Sospiro, irritato più che avvilito, e tutto quel che riesco a fare e poggiare una mano di conforto sulla sua spalla mentre svuoto anche la seconda birra.

_Se ti amano, le Army aspetteranno. Non c'è fretta. Sappiamo tutti quanto duramente stai lavorando, Jimin – commento, abbassando un po' la voce. È tardi, cosa diavolo ci faccio ancora sveglio? Lui solleva il capo,una smorfia assente sul volto lucido, e sembra soppesare le mie dita su di sé prima di stringerle, riconoscente.

_Vale anche per me? - Alzo gli occhi, sorpreso. Neanche il tempo di sollevare la mano dalla spalla di Jimin che un Hoseok piuttosto provato si autoinvita al tavolo, facendo del nostro dongsaeng la sua sedia. Accoccolato in grembo al piú giovane, trattiene la mia mano prendendomi in contropiede mentre la sto spostando e, portandosela con scioltezza alla guancia, si allunga fino a poggiare il capo sulle mie cosce, quelle di Jimin un ponte verso il mio corpo. Lo guardo a bocca socchiusa, senza trovare alcuna valida rimostranza per farlo scostare, la pancia che sfarfalla in solitaria delizia mentre le sue labbra si posano leggere sulle mie nocche.

Anche Jimin lo sta guardando: _Aah, hyung! Certamente! - risponde al mio posto, il precedente broncio che si increspa in una faccetta amorevole. Hobi sorride di rimando, gli occhi segnati, socchiusi, la mia mano ancora stretta nelle sue.

_Come sta andando? - interrogo - per la quarta volta di oggi - già conoscendo la risposta. So da fonti sicure - ed incontri più o meno ravvicinati nel suo HopeWorldstudio - che la sua mixtape è quasi conclusa, ma, come spesso – sempre – accade, gli ultimi ritocchi sono rognosi.

_Piú a rilento di quanto vorrei... - risponde lui lanciandomi una piccola occhiata ammiccante, _Stavo facendo una pausa, ma il film mi ha sgonfiato più che attizzarmi, poi ho sentito le vostre voci.... -. Sollevo gli occhi al cielo, divertito, pizzicandogli la fronte con affetto. Lui mi lancia un'occhiata complice, poi sembra imbarazzarsi un poco e allora, guarda piuttosto Jimin, accennando con il capo al liquore in una richiesta silenziosa. Jimin non commenta neppure e prende la mezza bottiglia di soju sotto il mio sguardo preoccupato: lo hyung responsabile che è in me ha come l'impressione questi due non dovrebbero bere così tanto. Distolgo un attimo l'attenzione - lontano dagli occhi, lontano dal cuore, no? - e cerco piuttosto qualcosa di utile da dire, ma se prima ero già pessimo con i consigli, avere SeokSeok allungato a tanto cosí dal mio inguine mi ha tolto ogni eventuale scintilla di ispirazione residua. Torno a voltarmi pigramente verso di loro e spalanco gli occhi: Jiminie si è scolato un'altra lunga sorsata del liquore e, a giudicare dalle proteste di Hoseok, intento ad agitarmisi in grembo, lui non ha neppure ancora assaggiato la sua parte. Allungo un braccio, ma desisto. Sono troppo stanco per lottare. D'altronde ho aperto io l'alcol per Jimin, il ragazzo sembrava proprio averne bisogno.

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