Kilig – Tagalog, una lingua delle Filippine
La vertigine che si prova quando si incontra la persona per cui si ha una cotta.
Una settimana, una settimana che ero a Londra e ancora non avevo trovato uno straccio di lavoro per poter andare avanti. Forse non ero il massimo della simpatia, questo lo sapevo già. Ma i clienti dovevo servirli, mica sposarli. Il Daily Express aveva pochi annunci, e la maggior parte richiedevano la presenza di un uomo. Forse per i miei modi potevo sembrare anche io uno scaricatore di porto; togliendo il forse.
La mia cioccolata calda tardava ad arrivare, nonostante l'avessi ordinata più di un quarto d'ora prima, e la mia pazienza era veramente sottile in quell'ultimo periodo. Avevo un'altra settimana per trovarmi un lavoro e una sistemazione o sarei dovuta rientrare in Italia, e pensare di avere ancora a che fare con quel posto mi faceva venire il volta stomaco. Il telefono continuava a vibrare sul tavolino, ma con mia mamma non avevo sicuramente voglia di discutere alle cinque di un giovedì mattina apparentemente soleggiato.
Non mi avrebbe rovinato anche questa giornata.
Ero l'unica nel locale, e quando alzai lo sguardo per vedere chi stesse camminando nella mia direzione ringraziai Buddha per aver donato un sorriso gentile alla cameriera che subito mi fece dimenticare la lunga attesa. La ringraziai gentilmente e risposi al telefono, stufa di quella situazione.
"Sono le cinque di mattina, cosa vuoi?"
"Sentirti, come procedono le cose, quando hai il volo di ritorno?"
"Non lo ho, sto cercando un lavoro. Lo sai che non ci torno."
"La nonna sta male, devi tornare."
"No, non devo." Forse ero troppo fredda, ma sapevi che mia nonna stava bene e non mi sarei affatto abbindolare dalle parole di una madre troppo possessiva.
"Distruggerai la nostra famiglia."
"La distruggerò se torno, stanne certa."
"Sei così testarda, a volte vorrei non fossi nata."
"Ma vaffanculo." E riattaccai, stufa e con le lacrime agli occhi. Cominciai a fissare il tavolo nella speranza di non cominciare a singhiozzare.
Un libro, ci vuole il mio libro preferito e giuro che non verso nemmeno una lacrima.
Ma il mio libro non c'era, era rimasto in albergo, e allora mi servivano un foglio ed una penna per poter sfogarmi scrivendo qualcosa. La chiesi alla cameriera gentile, che mi portò un intero blocco e qualche penna "hai lo sguardo di una che deve dire tanto." Si giustificò. E cominciai a scrivere, tanto, forse troppo. Passarono due ore e io ero lì, a scrivere, con una cioccolata calda ormai fredda e le lacrime che scendevano nonostante cercassi di fermarle.
Fu il campanello ad interrompere il mio lavoro da amanuense, e anche il rumore di una tazzina che cadeva a terra. Alzai lo sguardo, non l'avessi mai fatto, e due gemme verdi entrarono nel mio campo visivo. Risucchiai un respiro e passai una mano sotto l'occhio destro, togliendo i residui di lacrime.
Harry Styles.
Non poteva essere lui, anni e anni a diventare matta per lui e nel momento in cui avevo dato un taglio alla mia vita fatta di pazzie per i cantanti lui sbuca davanti ai miei occhi.
Mi alzai di scatto, recuperai i miei fogli e i miei sentimenti e pagai la cioccolata calda. Gli passai vicino, respirando il suo odore e notando solo più tardi la presenza di Anne, sua madre. Mi sorrise cordialmente e ricambiai, senza fermarmi un secondo di più.
Non potevo ricadere in quel baratro. Dove la vita di un personaggio famoso era più importante della mia. Dove la mia ossessione sembrava quasi malata, e il mio amore quasi finto. Non potevo illudermi come tutti quegli anni, passati nella speranza di addormentarmi tra le braccia della persona che pensavo di amare.
Non ci s'innamora di chi canta ciò che provi, l'amore non basta per amare.
Non si può amare soltanto con la voglia di amare.
Uscii dal bar, e mi addentrai nella caotica Londra che si era ormai svegliata del tutto. Passai la mia giornata cercando un lavoro, e verso sera ero riuscita a racimolare qualche colloquio.
Forse era solo l'inizio di qualcosa di bello.
(Giovedì 6 luglio, 2017 5.24am)
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L'amore non basta per amare. || h.s. ||
Teen FictionCi vuole tempo. Non puoi non esserci mai. Per amare ci vuole una storia. Da fare e raccontarsi. Non puoi non aver voglia di parlare. Non puoi parlare sempre. Una storia da fare insieme. Non puoi trovare tutto pronto. Arrivare quando tutto è fatto.
