Frammenti d'infanzia (prologo)

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Mi guardo allo specchio e penso 'che schifo che mi fa quell'uomo'. Neanche finita la frase sento la sua voce, pesante e notevolmente di un uomo ubriaco e fatto di chissà quale droga al momento, che mi urla -Muoviti troia, non ho mica tutta la vita per portarti a battere a me servono i soldi.- Non rispondo cammino svelta, su quei tacchi alti troppo grandi per me e quel vestito "provocante", lui lo definiva così. Per completare mi obbligava a mettere delle calze a rete e intimo "sexy". Con i miei capelli ricci e scapigliati e un trucco forse troppo pesante per una bambina di 10 anni, ma questo non importa a nessuno.
Dovrei essere spaventata all'idea di dove mi sta facendo portando e soprattutto a fare cosa. Mi sta portando, trascinando per strada, a fare la puttana, a far abusare i quarantenni/cinquantenni del mio corpo minuto, per quei soldi che a lui tanto servivano per alcol e droghe che a volte mi costringeva a consegnare.

I miei pensieri vengono fermati bruscamente quando la macchina, che probabilmente ha sbandato per tutto il tragitto, spegne il motore. Due mani sporche e grandi mi prendono per il collo e mi scaraventano sulla terra umida dei margini della strada, illuminata dai pochi lampioni che permettono alle persone di notarmi.
Non avevo paura di tutto questo, ormai la mia era routine, una routine di una bambina costretta al peggio, che a soli 8 anni è stata tolta la verginità da un uomo più fatto del proprio padre. E poi destinata a questo schifo.

-Ed..Dai che pppa..lle alzatii- mi rimbomba la voce di mio padre,che io neanche più definivo tale. Balbettava e rideva istericamente.

Si allontana con la sua macchina malandata e mi abbandona lì al mio destino, un'altro giorno.. stessa storia.

QUARTA MACCHINA DELLA SERATA

Ero stanca, affranta e morta oggi un po' più degli altri giorni, ogni giorno di più. Mi siedo su un qualcosa trovato lì a terra, non ci faccio caso. Quando l'ennesima macchina svolta nello spazio in cui mi trovo, mi drizzo in piedi..

Dentro questa macchina vedo qualcosa di insolito, che non mi capita mai quando sono qui a """"lavoro"""". Una famiglia? Non ha senso. Mi avvicino per capire, confusa e per niente spaventata. Abbassano il finestrino e nel secondo prima che l'uomo apra bocca squadro la famiglia composta da 4 persone. Il padre: uomo magro, non tanto alto, un bel portamento e mano ferma, potrebbe essere un dottore o anche un avvocato. Castano e un po' di barbetta. La madre: donna elegante, con un sorriso stupendo, ha due fossette molto evidenti e i capelli lunghi e biondi fanno contrasto con i suoi occhi scuri. Il ragazzo: dovrebbe avere sui 17 anni, carino ha il portamento del padre e gli occhi della madre.
La piccola: somiglia a me quando avevo 5 anni solo con i capelli scuri.

-Cosa ci fai qui?- mi chiede una voce seria e notevolmente sicura.

-Lavoro- rispondo intimorita dall'uomo .

-Sali perfavore, non meriti questa vita in così giovane età.-

Esito, non sono sicura di volerlo fare, cambierà tutto, non so cosa succederà, cosa ne sarà di me se salgo.

Decido alla fine di aprire lo sportello e di prendere posto al fianco della piccola, che mi sorride mostrando i denti da latte caduti sul davanti. Non ricambio il sorriso, sono titubante e abbastanza scossa dalla mia decisione.

Per tutta la durata del viaggio non ho parlato con queste persone, ho solo pensato a tutto quello che sarebbe successo dopo. Quando mio padre, quel mostro, non mi troverà lì con i soldi che dovevo guadagnare per la sua droga. Inoltre ho pensato alle persone che si trovano in questa macchina, cosa ne faranno di me? Perché mi hanno portata con loro? Volevano semplicemente togliermi di lì? Vogliono che lavori per loro? Mi getteranno per strada? Mi prenderanno con loro? Ho mille interrogativi, mille pensieri. Quest'ultimi vengono fermati di botto per via della frenata brusca, si volatilizzano. Alzo lo sguardo, era ormai l'alba, strada trafficata, grattacieli, taxi, gente che cammina ovunque presi al telefono o di fretta per via del lavoro, doveva essere una grande città. Il ragazzo mi apre lo sportello e io sussulto, scendo e seguo gli altri, senza parlare. Mi trovo davanti al cancello di una casa abbastanza grande, la definirei quasi una villa. La mia vita cambia da questo momento...

SPAZIO AUTRICE

Salve gente, questo è l'inizio della mia nuova storia, so che non è tanto, non c'è molta azione ma mi serve lo slancio per il tutto. Questa è l'introduzione alla storia, che sarà una storia basata sul passato della protagonista, ma ovviamente mista a amicizie, amore e cazzate adolescenziali.

SPERO VI PIACCIA!!

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⏰ Last updated: Jun 12, 2017 ⏰

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