Capitolo 1

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Wendy: "Non ti dimenticherai di me, vero Peter?"

Peter: "Io? Dimenticarmi di te? MAI!"

<E tu Louis? Ti dimenticherai di me? Quando saremo grandi e forse lontani km?>

<Io? Dimenticarmi di te? Mai e poi mai, anche se dovessi dimenticarmi di chiunque, mi ricorderei sempre di te.>

E fu così che iniziò una splendida amicizia. Un'amicizia che durerà negli anni finché un giorno....

Mi sveglio di soprassalto, dopo l'ennesimo incubo. Ormai da parecchio questi si ripetevano e sempre uguali mi perseguitavano. Mi alzo dal letto, e vado a farmi una doccia fredda per svegliarmi. Dopo essermi preparata scendo al piano di sotto a fare colazione e capisco subito che qualcosa non va: sul tavolo trovo, impilati l'uno sull'altro, dei pancakes con la nutella. Sta per succedere qualcosa, mia madre prepara i pancakes solo quando sa che qualcosa sta per stravolgere tutto. Per fortuna riesco a non farmi notare e sgattaiolo velocemente fuori dalla porta. Vado dritta al bar dove solitamente io e Louis, il mio migliore amico, ci incontriamo; arrivo lì col fiatone per la corsa e, dalla vetrina, lo vedo mescolare pensieroso il suo solito cappuccino. Mi dirigo perciò verso di lui e appena mi nota cerca di forzare un sorriso, ma, quando ormai arreso al fatto che quel sorrisino non poteva convincermi che era tutto apposto, si lascia cadere sulla sedia frustrato.

<E' mai possibile che non ti si possa nascondere niente?!?!?!> dice con tono disperato.

<Beh, questo lo sai già da tempo, ma ora dimmi perché hai quell'aria?> gli rispondo io preoccupata che i miei incubi possano d'un tratto diventare reali.

<Che aria avrei? Comunque sono solo preoccupato per Abby. Sta con un nuovo ragazzo, e da fratello maggiore, ho il diritto di essere preoccupato per la mia sorellina.> Dice fingendo di cercare di capire cosa mi passa per la testa, ma il suo tono non mi convince del tutto. Sa da tempo del nuovo fidanzato di Abby, perché proprio adesso gli importa così tanto?

<Vabbè apparte i tuoi dilemmi esistenziali, cosa mi racconti amico?> dico cercando di apparire il più normale possibile, ma dentro di me sentivo che qualcosa non andava.

Dopo aver fatto colazione e aver chiacchierato, insieme andiamo a scuola, ma quella strana sensazione che qualcosa stia per accadere, mi perseguita per tutto il giorno. Dopo una lunga ora di latino e due fantastiche ore di letteratura inglese, mi ritrovo a mensa con i miei amici. Certo non ho con loro lo stesso rapporto che ho con i miei amici a Miami (loro sono più di una famiglia per me) ma sono comunque simpatici e alla mano. Dopo essere tornata a scuola, mi rifugio in camera mia per ascoltare un po' di musica e riflettere. Tutto il pomeriggio non faccio altro che fissare la prima foto che ho di me e Louis sulle note di "Just a dream". Quella strana sensazione che mi stringe lo stomaco è sempre presente e non so come fare per mandarla via, e così tra un pensiero e l'altro mi addormento.

Stesso incubo, stessa sensazione nello stomaco, stessa mattinata grigia. Dopo essermi preparata scendo giù in cucina dove non trovo nessuno se non un bigliettino di mia madre in cui mi dice che aveva accompagnato il mio fratellino a scuola e che sarebbe poi andata a lavoro. Esco allora di casa e un cosa mi colpisce subito: la macchina dei genitori Tomlinson non c'è e le serrande sono tutte abbassate, solitamente loro sono sempre a casa la mattina. Vabbè magari sono andati da qualche parte; cercando di non pensarci troppo mi incammino verso il bar. Una volta arrivata, mi accorgo che Luis non c'è, allora mi siedo al nostro solito tavolo e ordino anche per lui. Quando la cameriera torna, lascia sul tavolo la mia cioccolata e una lettera ma, prima che possa chiederle spiegazioni, sparisce dietro il bancone. Noto che sulla lettera c'è scritto il mio nome. Riconosco subito la scrittura di Louis, così la apro.

Just a dreamWhere stories live. Discover now