Capitolo 1

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Metto il cappellino nero della Obey, mi scruto per un'ultima volta allo specchio, e esco da camera mia.

- Sei pronta?- urla mio fratello dal piano di sotto.

- Si! Cosa voci?! Ti sento!-

Scendo gli ultimi gradini delle scale e arrivo in cucina.
La mamma sta preparando qualcosa nel forno, il babbo legge il giornale e mio fratello Anthony aggeggia con il telefono.

- Cosa c'è per colazione?- chiedo.

- Briosche. Va bene?- dice la mamma.

- Si- mi accomodo al mio posto e tamburello con le dita sul tavolo.

- Hai finito?- Anthony mi rivolge una sguardo della serie "credi di essere simpatica?".

Sbuffo.

- Mamma, ma i bagagli ce li dobbiamo portare con noi?-

- No. Cavoli, Megan, non ti ricordi mai nulla! Li ho consegnati ieri al tizio del campeggio con l'autobus.-

Ah già. Oggi io e mio fratello partiamo per il campeggio. Non che sia stata una mia idea,eh.
Solo che nostra madre era stufa di vederci girare per Miami senza fare nulla, e quindi ci ha iscritti entrambi a "L'edera in sacco a pelo", un campeggio estivo.

Praticamente, in questo campeggio, si fanno delle attività sportive e gite.
È tutto quello che so. Bisognava mettere in valigia tutto il necessario (vestiti, asciugami, saponi) e anche costumi da bagno e ciabatte.
E poi, c'è una cosa bruttissima.

È PROIBITO PORTARE IL TELEFONO.

Io ci vivo, con il mio telefono! Come faccio a stare senza per due mesi e mezzo!

Mia mamma sforna le briosche e le mette sul tavolo.
Ne prendo subito una e ci soffio sopra.

Improvvisamente si sente un "beep-beep" proveniente da davanti a casa nostra.
- È il pullman per il campeggio?- chiede Anthony.
- si- risponde mamma.

Ci fiondiamo verso la porta urlando
- Ciao, ci vediamo tra due mesi!-
e poi ce ne andiamo di casa.

Parcheggiato davanti a noi c'è un autobus a due piani che ha tutta l'aria di essere vuoto, escludendo l'autista.

Io sono la prima a salire dentro al veicolo. L'autista mi fa un cenno e io sorrido.

- Scusa, chi sei?-
Mi porto una mano al petto dallo spavento. Alla mia destra c'è una donna alta e truccata vistosamente. I capelli sono di colore biondo platino. Tinti,ovviamente.Ha in mano un bloc-notes e una penna.

- Sono Megan Black.-

La bionda annuisce e fa un frego sul bloc-notes.

- Di che anno sei?- chiede.

- 2001-

- Okay, allora vai pure al piano di sopra.-

Salgo le scale e mi accomodo su uno dei sedili in fondo al piano superiore.

Dopo qualche secondo appare mio fratello, che si siede accanto a me.

L'autobus parte e io, non sapendo cosa fare, mi metto a canticchiare.
Con la coda dell'occhio vedo il riflesso di uno schermo sul finestrino del bus.
Mi volto alla velocità della luce e colgo Anthony in flagrante.

- Sbaglio, o il telefono andava lasciato a casa?-

Lui alza le spalle: - Oramai l'ho portato-

Pff. Tipico da parte sua. È maledettamente testardo. Se vuole fare una cosa la fa. Non importa chi glielo impedisce.

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