2. Primo giorno di scuola

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Sono passati due giorni dal nostro arrivo a Berlino, è una città bellissima e piena di belle persone. Siamo riusciti a visitarla tutta, i suoi monumenti sono molto belli.

Oggi è il primo giorno di scuola e siamo, almeno io lo sono, in ansia, sono preoccupatissimo e Gabry sta cercando di calmarmi ma non ce la faccio, ho troppa paura che non mi riconosca, anzi, che mi riconosca.
Ho paura che mi rinfacci tutte le promesse che le ho fatto ma che non ho mantenuto, ho paura che mi urli contro, ho paura di come possa reagire quando mi riconoscerà e se mi riconoscerà.

Ancora tra i miei pensieri prendo lo zaino e assieme a Gabry vado a scuola.

Il cortile è pieno di gruppetti di ragazzi...saranno almeno 200 persone e bisogna prendere in considerazione anche quelle che devono ancora arrivare e quei pochi che sono già all'interno dell'edificio. È una struttura molto grande bianca e piena di vetrate.

Appena varchiamo la soglia e mettiamo piede dentro la scuola tutti gli sguardi si poggiano su di noi. Mi sento a disagio e in imbarazzo quindi prendo Gabry, il quale era ancora immobile, per il braccio e ci avviamo verso la segreteria.

-Buongiorno- diciamo appena troviamo la segreteria.
-Siam- cerchiamo di dire i nostri nomi ma veniamo interrotti dalla segretaria -Voi due dovreste essere Luca e Gabriele giusto?-
-Si siamo noi-diciamo all'unisono io e Gabriele.
-Ecco, tenete, questo è il vostro programma scolastico e questa è la piantina della scuola-
-Grazie e arriverci-

Io e Gabry ci avviamo verso la nostra classe.

Dopo esserci persi almeno quattro volte e aver chiesto informazioni a tutte le persone che incontravamo finalmente la fortuna è dalla nostra parte e riusciamo a trovare la classe con 10 minuti di ritardo.
Bussiamo e entriamo nella classe, tutti ci guardano.
-Buon-g-giorno- dico molto in imbarazzo, non sono abituato a tutti questi sguardi posati su di me, non mi piace stare al centro dell'attenzione e penso che Gabry la pensi come me visto che è rimasto impalato a guardare il resto della classe.
-Buongiorno voi due dovreste essere Luca e Gabriele vero?-
-Si, siamo noi-
-Su non fate i timidi entrate, prego là in fondo ci sono due posti liberi accomodatevi!- ci invita gentilmente l'insegnante
-O-ok grazie- detto ciò ci sediamo ai nostri posti sotto lo sguardo dei nostri nuovi compagni anzi, dei tre quarti della classe che, per la cronaca, è formato da sole ragazze.
-Bene ragazzi loro due sono Luca e Gabriele i vostri nuovi compagni di classe- detto ciò le ragazze urlano un -Benvenuti!!- seguito da degli sguardi maliziosi. Io e Gabry ci guardiamo preoccupati mentre ci tratteniamo dalle risate.

La prof inizia la spiegazione da capo così che anche io e il mio amico possiamo capire l'argomento.

Poco dopo qualcuno bussa alla porta ed entra un ragazza dai lunghi capelli neri con occhi blu mare. È bellissima...poi mi ricordo...ecco la ragione del perché sono qui, del perchè siamo qui, il perché delle mie preoccupazioni e la ragione della mia ansia. È appena entrata in tutto il suo splendore la mia piccola Rebecca, anche se non è più tanto piccola. Ripenso a tutto quello che le ho fatto passare da piccola e mi sento dannatamente in colpa.

Lei era sempre stata la ragazzina sfigata che tutti prendevano in giro ma io ne ero follemente innamorato e per non farlo vedere la prendevo in giro assieme agli altri.

Eravamo vicini di casa finché lei, circa 9 anni fa, ha dovuto trasferirsi qui a Berlino per il lavoro di suo padre.

È cambiata tantissimo dall'ultima volta che l'ho vista ora sembra...sembra...molto felice e spensierata.

-Buongiorno prof sono venuta ad avvisare i nuovi arrivati che il preside vorrebbe incontrarli- un suono dolce che esce dalle sue labbra il quale mi risveglia dallo stato di trans dove, a quanto pare, si trovava anche Gabry.
Mentre lui distoglie lo sguardo da Rebe io continuo a guardarla imbambolato, lei si gira e i nostri sguardi si incontrano; un brivido mi percorre la schiena e il suo sorriso sembra spegnersi leggermente ma poi dice -Siete voi due Luca e Gabriele?- entrambi facciamo di si con la testa.
-Bene venite con me- non ce lo facciamo ripetere due volte e la seguiamo verso l'ufficio del preside.

Everything changesWhere stories live. Discover now