CAPITOLO ZERO DAPHNE

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La musica arriva fino a qui.

Ovattata, lontana, ma abbastanza forte da ricordarmi che tutti sono là. Alla festa dell'ultimo anno.

La festa organizzata da Zayn, il migliore amico di Liam. Quello che ogni anno riesce a trasformare la casa dei suoi genitori in qualcosa che sembra uscito da un film: luci nel giardino, casse enormi, gente ovunque.

Tutti ci vanno. Tutti. Tranne me.

«Non è giusto.»

La frase mi esce dalle labbra per la terza volta negli ultimi dieci minuti.

Seduta alla scrivania, tamburello la penna contro il mio quaderno. La copertina è consumata agli angoli, piena di piccoli graffi.

Dentro ci sono tutte le mie storie.

Quelle che scrivo quando la realtà decide di essere particolarmente antipatica.

«È assolutamente giusto.»

La voce di Liam arriva dalla porta. Alzo lo sguardo.

È appoggiato allo stipite con le braccia incrociate e quel sorriso divertito che usa ogni volta che pensa di avere la situazione sotto controllo.

Ha già la giacca addosso.

Capelli sistemati.

Quell'aria da diciottenne che sta per uscire a conquistare il mondo.

E probabilmente anche la festa.

«Non è giusto,» ripeto.

Liam sospira ed entra nella stanza.

«Hai sedici anni.»

«Fra due mesi ne faccio diciassette.»

«Hai sedici anni,» ripete, deciso a chiudere la questione.

«Ci saranno persone molto più piccole di me.»

«Non con i nostri genitori.»

Faccio una smorfia.

«Sono gli unici genitori della città che non capiscono come funziona la vita sociale.»

Liam si lascia cadere sul mio letto. Il materasso rimbalza leggermente.

«Oppure sono gli unici genitori con un minimo di buon senso.»

«È la festa dell'ultimo anno.»

«È la festa dell'ultimo anno per noi.»

Incrocio le braccia.

«Zayn mi ha detto che potevo andare.»

«Zayn dice sempre un sacco di stronzate.»

«Harry ha detto che non sarebbe successo niente.»

Liam mi lancia uno sguardo.

«Anche Harry ti ha detto una stronzata dal momento che non mi ha consultato.»

Sorrido appena.

È strano sentirlo parlare così di Harry.

Sono praticamente cresciuti insieme.

Ma Liam è fatto così: quando si tratta di me, anche il suo migliore amico diventa improvvisamente sospetto.

«Non è comunque giusto,» mormoro.

Liam mi osserva per qualche secondo. Poi sospira.

«Daph.»

«Mmh.»

BROKEN ICEStories to obsess over. Discover now