Tutti quanti cerchiamo sempre di essere perfetti,inutile negarlo,diventare i figli che tutti i genitori vogliono,diventare una persona da cui prendere esempio,o magari provare a non deludere nessuno.
C'é chi ci prova e ci riesce,ma c'é anche chi ci prova e fallisce;ma non sempre é così male come sembra.
<<A breve arriverà un nuovo studente...quindi,é quasi inutile ripeterlo,vi chiedo di far fare a questo collegio,e a noi educatori, una bella figura...>>spiega la Hooks mentre passeggia avanti e indietro per l'aula con i suoi occhiali che penzolano dal collo;ha ragione,è inutile ripeterlo,ogni volta la stessa storia, basta far finta che i ragazzi piú grandi non scappano da queste quattro mura quando non sono guardati,cercare di essere disciplinati e non maleducati,e avere sempre il sorriso stampato in faccia come ebeti;potrebbe essere facile per dei normali adolescenti,essere spensierati,liberi e pure viziati,ma non per me;svegliarsi e trovarsi di fronte delle pareti grigio spento non é divertente,alzarsi obbligatoriamente alle 8.00 del mattino pure il week-end neanche ,e non trovare una persona che si dedichi solamente a te tantomeno;d'altronde non sono l'unica,tutti quanti hanno un passato crudele alle spalle,ma io ,forse,per i primi anni di vita passati qui dentro ,sono quella che ne risente di piú,dopo la morte di mia sorella i miei genitori si erano trasformati,avevo solo tredici anni all'epoca,e lei era malata gravemente,e in cuor mio, sapevo non ce l'avrebbe fatta,sarebbe andata in un posto migliore,così mi hanno sempre detto,ma mi ricordo che fú uno schock, i miei genitori non parlavano piú se non perché erano obbligati e facevano le cose meccanicamente,l'unica cosa che riuscivano a fare con volontà era rimproverarmi;ogni errore una sgridata,ogni risposta sbagliata uno schiaffo,sembrava non volessero piú sentir nominare la parola "figlio",peró c'ero ancora io a casa con loro ,e probabilmente, non aveva nessuna importanza.
Ci fú una svolta solo all'ennesimo errore,decisero che non mi avrebbero piú sopportato,e quindi chiamarono in questo posto, mi ci inserirono ed ora eccomi qua;inutile dire che persi la mia vita,le mie abitudini,i miei amici,ma loro peró non ci pensarono ,erano stati così egoisti,che decisi di espellerli dalla mia persona,li chiusi in in angolo buio e dimenticato del mio cervello ,e buttai la chiave.
<<signorina Perry si é addormentata?>>solo la voce acuta della signora che mi ritrovo come "educatrice" ,riusce a farmi distrarre dai miei pensieri,<<non mi chiami con il mio cognome,é mancanza di rispetto verso i miei creatori...>>rispondo scimmiottando la frase che per anni mi aveva ripetuto mio padre facendo sghignazzare Elettra,la mia vicina di banco e compagna d'inferno,<<non le rispondo neanche>>la Hooks si ferma,punta i suoi piccoli occhi nei miei,<<sappia solo che deve seguire la lezione per gli esami iniziali...>>si gira verso la lavagna intenta a scrivere qualcosa,non riesco a capire cosa,non sto prestando attenzione,come neanche il resto della classe,<<e proprio una rompi scatole quella>>mi bisbiglia Elettra nell'orecchio.
Ha ragione e mancano ancora due ore alla fine della tortura,<<guarda il lato positivo,tra esattamente centoventi minuti ce ne andremo da qui e potremmo mangiarci le delizie della mensa>>le rispondo ironica,rotea gli occhi e sbuffa tornando a guardare il quaderno pieno di scarabocchi senza senso;Elettra è stata la prima persona che ho conosciuto,ha una storia più triste e dolorosa della mia,ma sembra averla dimenticata,anche se a volte si perde negli angoli piú remoti del suo mondo,è piu grande di me, quindi,di conseguenza potrà uscire prima da qui e io non ho idea di che fine farò senza di lei,oltre a lei non parlo con nessuno,conosco ragazzi di vista e ogni tanto li saluto ma niente di concreto,lei invece, conosce piú gente,è qui da più tempo e si sà,il tempo cambia l'andamento delle cose,nell'arco di un giorno sono piombata alla Black&White e ho conosciuto lei,in tre anni frequento poche persone e lei fa il contrario,io provo ancora rancore e lei sembra impassibile,non sempre il tempo cura le cose,specialmente se ogni gesto che fai ti riporta alla tua vita precedente.
<<dopo passo in camera tua
e studiamo insieme...>>Elettra ha il vizio di autoinvitarsi nella mia stanza,certo,non c'é nessun motivo per cui io non debba autorizzarla ma mi irrita lo stesso,<<okay, tanto non posso ribattere,oramai sei residente da me >>la fila della mensa procede piú veloce del solito,probabilmente non c'é del buon cibo e gli alunni non lo prendono,oppure c'é ne poco e in un attimo ti ritrovo servito,preferiscoo di gran lunga la prima opzione.
Ovviamente questa stanza non ha nulla in particolare:pareti arancioni,come le tute dei detenuti dei film,molto incorraggianti per cambiare,tavoli rotondi in legno e altrettante sedie di legno intorno,noiosa e deprimente,forse una sola cosa la rende"diversa",le tute delle cuoche,non amano fare conversazione con noi e probabilmente ci servono il cibo solo perché sono obbligate,ma le loro tute sono davvero strane,di un color azzuro ciano,spiccavano tra l'arancione delle pareti e i colori sobri dei nostri vestiti,erano quasi "fantasiose",anche se la fantasia in questo posto devi lasciarla all'entrata nell'istante stesso in cui varchi la soglia,come biasimarli peró,degli indisciplinati costretti a stare qua dentro come possono usarla la fantasia?;il lato negativo dell'accelleramento della coda é l'aumento della mia voglia di vomitare,in un batter d'occhio ci troviamo davanti ad una cosa orribile,del cibo senza neanche un'identificazione è frullato e posizionato in scomparti diversi, sicuramente andato a male,mentre il lato positivo non c'é,non sempre se ne trova uno nelle cose e io non sono una persona fortunata,Elettra peró ha constantemente fame e probabilmente solo un terremoto potrebbe distrarla da quel coso di colore giallo;prende tutte le cose disponili e comincia a dirigersi verso il nostro tavolo,in fondo alla stanza;la guardo finché un rumore mi distrae,la cuoca,con la sua incalcolabile delicatezza,mi butta tutti i tipi di cibo,se così si può chiamare,sul vassoio schizzandomi il maglioncino nero,alzo lo sguardo e la trovo a fare la finta indaffarata con altri vassoi, la solita espressione sulla faccia,é inutile stare lì a fissarla indignata,perdo solo tempo,mi incammino dalla mia amica cercando di far attenzione a non sbattere contro uno di questi adolescenti affamati,ma,come al solito, la sfortuna oggi é da quelle parti e la prossima vittima sono io.
A/U
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Scusate eventuali errori di scrittura💫
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Teen FictionJace e Rebekah. Passato diverso. Futuro involontariamente congiunto.
