" sicuri che tornerete?" queste furono le ultime parole che dissi ai miei genitori dopo il loro abbandono.
Avevo all'incirca 5 anni e i miei genitori, due pezzi grossi nel mondo degli affari, mi lasciarono da zia Marissa perché avevano un "viaggio" causato dal loro lavoro.
Mi lasciarono all'entrata della villa della zia e suonarono al campanello, aprii tutta sorridente una donna alta da un fisico minuto, capelli neri con dei ciuffi bianchi per la vecchiaia, tagliati a caschetto, indossava una gonna color zaffiro e una camicia bianca, il viso era abbastanza rugoso da capire che era una sulla quarantina.
E senza nemmeno prendere fiato disse tutta contenta:" Eccolo il mio nipote preferito!" lei per me era come una madre visto che la mia non c'era mai.
I miei con tanta fretta li porsero la mia valigia e le dissero a bassa voce che dovevano partire per un viaggio di qualche settimana e che torneranno presto.
Io come un ingenuo li credetti ed entrai in casa dicendo quella frase a cui non risposero:" Sicuri che tornerete?"
Crebbi un po' e compii 13 anni, a quel punto capii da solo che ormai non sarebbero più tornati e che non mi volevano.
La zia stava invecchiando e con lei anche la sua voglia di vivere, il pomeriggio stesso del mio tredicesimo compleanno un agente di polizia venne in casa e mi diede un pacco regalo, io non sapendo cosa fosse lo aprii.
Trovai un orsacchiotto con una lettera accanto.
Aprii la lettere ed essa conteneva una verità straziante:" Caro nipote, sono io la zia Marissa, so che non dovevo farlo ma ero stufa, stufa di vivere, auguri mio piccolo soldatino e mi spiace che mi sia tolta la vita così ma dovevo, non potrei dirti il perché ma ti dico solo una cosa non sottovalutare il paranormale."
Quell'ultima frase mi rimase in testa per anni, ma non solo perché si é tolta la vita? Perché? Forse ero diventato pesante? E colpa mia quindi? Avevo cosi tante domande in testa, in tanto mi trasferirono in un orfanotrofio e lì divenni quasi matto.
Lo staff non aveva cura dei bambini e ragazzi che stavano la dentro perciò io non avevo nessuno che mi regalasse affetto e amore, ero solo completamente SOLO.
Passarono all'incirca 4 settimane e la direttrice una donna sui trent'anni alta robusta e ,credo, con una vita soddisfacente mi da la notizia che una famiglia mi voleva come figlio adottivo visto che non riuscivano ad avere figli.
Ero felice che ora avrei avuto una famiglia una vera famiglia.
Il giorno dopo mi vennero a prendere: La mia nuova mamma era bassa con un fisico ben curato, indossava un maglione verde militare e dei pantaloni non tanto stretti di jeans nero.
Il padre invece era un uomo alto con dei cappelli neri, indossava una camicia azzurra e dei pantaloni grigi come le nubi in inverno, era abbastanza giovane.
Furono felici di vedermi e a dir la verità anch'io.
Mi accolsero a casa ed ero felice finché, il giorno del mio 15 compleanno mio "padre" morì a causa di un cancro.
Mi sentii frustrato, sembrava che una maledizione mi perseguitasse e che uccideva tutte le persone a me care, non sapevo che fare, avevo di nuovo perso una persona, mia madre dovette crescermi da sola.
Un giorno mentre chattavo con il mio migliore amico Theo, mi venne un messaggio strano, di solito su Whatsapp ti usciva il numero ma in questo non c'era niente. Era fin troppo strano diceva, se non mi sbaglio, così:" Non parlare con la ragazza". Che ragazza? Chi sei? Come hai avuto il mio numero? Il tempo di mandarli le domande e la chat era sparita.
Lo dissi a Theo ma lui mi tranquillizzò dicendomi che era solo uno scherzo come al solito, ma non si poteva spiegare il come fosse scomparsa così senza nemmeno rispondere.
Ricordo che quella notte mi misi il mio pigiama blu e mi sdraiai sul letto in pancia in su guardando il soffitto e ponendomi domande che non avevano senso:" Ma chi era? Ma di quale ragazza stava parlando? Ma cosa voleva da me? " finché non mi tornò in mente quella maledetta frase che scrisse la zia Marissa non sottovalutare il paranormale era assai inquietante, quella notte non riuscii a dormire così mi alzai e mi guardai allo specchio: fissavo i miei occhi azzurri con mistero, spettinai i miei capelli neri come la pece e infine risi con una risata isterica sembravo un pazzo...
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Blood Of Your Blood
Mystery / ThrillerIl giovane diciasettenne Jack, attraverso un' ombra oscura scoprirà il terrore più grande al mondo un terrore che possiamo vedere ogni giorno ma che la maggior parte di noi ignora. Riuscirà a superare il trauma della morte del suo perfetto migliore...
