La storia di tanti

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Mamma ci ha detto che non siamo bravi ragazzi. Dobbiamo stare a casa, al riparo dalla nostra pazzia.
Siamo stati fatti con l'oro della rabbia, delle urla e dei pugni.
Mamma ha ragione, ma non del tutto, il mondo, fuori e dentro casa è un inno all'odio; noi solo nuotiamo tra la massa e la folla in maniera tale da non annegare.
E ci sentiamo suicidi, vomitiamo perchè speriamo il nostro corpo diventi bello.
Stiamo in preda all'insonnia, la notte, divorati dai demoni e dai fantasmi; seduti difronte all'armadio temendo che gli scheletri che vi sono nascosti escano fuori.
Mamma ha detto che oggi si torna presto, la notte non è sicura, non si torna a casa soli.
Il mondo è sbagliato.
Mamma ha detto di togliere il trucco nero, sembriamo tristi; il mare non finisce se continuiamo a piangere.
Sono tutte bugie già dette, le sappiamo a memoria noi, mentre cercate di fingere che tutto vada bene e noi non abbiamo problemi a mostrare il petto vuoto divorato dalle iene.
C'è qualcosa che non va.
Mamma ha detto di non piangere, di non bere, di non dire parolacce.
Mamma vuole che diventiamo bravi ragazzi, cosi come ci ha insegnato da piccoli.
Li si che eravamo belli, sorridenti nelle foto di classe, quando scrivevamo le poesie e lei le appendeva al frigorifero e quando doveva prendere qualcosa le leggeva ogni volta e sorrideva.
Adesso le poesie sono nascoste, centomila volte più belle di prima e le facciamo leggere agli sconosciuti, perchè fra tutti loro ci sarà qualcuno che le capisca, e le teniamo nascoste, lontano dal giudizio delle persone che non ci apprezzano.

(Skull)

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