Prologo

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3 Febbraio 2006

Logan ed Astrid avevano quasi sei anni e stavano tranquillamente passando la giornata a giocare tra loro, aspettando l'inizio della scuola elementare per entrambi.

«Logan, mi passi la mia bambola?» chiese pacatamente Astrid mentre il suo amico stava giocando con le sue macchinine giocattolo, immaginando di farle volare lungo il grande giardino di casa Brown.

«Ecco, tieni. Ma non vuoi giocare con me alle macchinine?» chiese il maschietto leggermente triste che la sua amica non stia giocando con lui. Gli angoli della sua piccola bocca rosa con delle labbra sottili si piegarono verso il basso.

«Ti va di dipingerci la faccia? Così almeno siamo contenti tutti e due!» propose la bimba, guadagnandosi un grande sorriso da parte di Logan.

Presero i colori a tempera che Astrid teneva sempre nella sua sacca a scacchi rosa che serviva a contenere i propri giocattoli.

La bambina con i capelli biondi raccolti in due codine iniziò a dipingere la faccia del moretto, facendo dei segni astratti, usando tutti i colori che aveva con sé e riempiendogli la faccia di questi.

Poi Logan dipinse sulle guance della bimba tante piccole nuvole e un sole sulla fronte.

«Adesso sei bellissima!» disse lui alzando le braccia al cielo e scuotendole con un grande sorriso, rivelando delle finestrelle tra i vari denti, segno di aver perso qualche dentino da latte da poco.

«Bambini, vi ho portato la merenda!» arrivò la mamma di Logan, Karen, con occhi neri, come quelli del figlioletto, che davano una sorta di luce, a modo loro, al viso pallido ma non troppo magro e con i capelli ramati ma palesemente tinti, che con un vassoio in mano pieno di fette di torta al cioccolato preparata da lei e due bicchieri di spremuta di arancia, si avvicinò ai due bambini.

«Oh cielo! Bimbi che avete combinato?» chiese Karen, nascondendo una risata che le stava per scappare.

«Ci siamo fatti belli!» rispose entusiasta Astrid, usando un'espressione tipica della sua mamma.

La mamma di Logan non riuscì più a trattenersi, così scoppiò in una fragorosa risata, sia per i volti dei bambini che per la frase di Astrid.

«Vado a prendere la macchina fotografica, aspettatemi!» urlò Karen correndo verso la porta d'ingresso di casa sua. Era sempre stata una signora un po' folle, ma in senso positivo. Aveva un cuore grande e tutti le volevano bene.

Cinque minuti dopo, aveva scattato una bellissima fotografia dei due bimbi che si stringevano in un tenerissimo abbraccio, con le facce e le mani tutte piene di colore e i vestiti anche un po' imbrattati di esso.

1 settembre 2009

Era il nono compleanno sia di Logan che di Astrid.

Decisero di festeggiarlo assieme a tutti i loro amici, preparando una festa a dir poco stupenda, agli occhi di un bimbo, a casa di Astrid. C'erano palloncini ovunque, un tavolo pieno di dolci per tutti e in più un lunghissimo tavolo per la cena, la torta e le bibite. In più vi era uno striscione, situato all'entrata, dipinto dai due bimbi su cui vi era scritto "Benvenuti alla festa di Logan ed Astrid".

La torta era al cioccolato, il gusto preferito di entrambi. Portava sopra la scritta "Tanti auguri" fatta in un qualche tipo di glassa.

Anche in questa occasione, Karen e stavolta anche Josie, la mamma di Astrid, fecero tantissime foto all'evento che avrebbero poi messo nei loro rispettivi album dei ricordi.

Gli album dei ricordi di Josie e Karen avevano quasi le stesse fotografie, visto che le due mamme e migliori amiche se le scambiavano sempre. Li avevano creati perché volevano che da grandi i loro bambini si ricordassero della loro splendida amicizia e dei momenti più belli della loro infanzia. Non gli si poteva dire che non fosse un'iniziativa molto carina.

Astrid e Logan stavano dall'inizio della serata insieme, parlando e giocando a palla o altro. Erano proprio inseparabili quei due.

15 settembre 2011

La prima media per Logan ed Astrid era iniziata da poco meno di un mese e, come ci si poteva aspettare, avevano quasi tutti i corsi in comune.

Stavano facendo i compiti di matematica insieme, visto che Logan era molto bravo in questa materia, mentre Astrid aveva qualche lacuna.

«Logan, ho paura» si confidò Astrid.

«Di cosa?» chiese cauto lui.

«Di chi mi può prendere in giro o delle ragazze cattive, come nei film. Sai a scuola ne ho viste tante.»

Astrid stava iniziando ad avere le prime insicurezze dell'adolescenza, è una cosa normale per tutte le ragazze e donne ogni tanto non sentirsi bene con se stesse, ma quando succede alle ragazzine di questa età, tutte le emozioni sono amplificate, nel bene e nel male.

Quello che stava accadendo ad Astrid era che stava iniziando a preoccuparsi dell'opinione delle altre persone.

«Non preoccuparti, avrai sempre me accanto» le disse Logan con un sorriso rassicurante.

Lui stava crescendo e, secondo il parere della ragazzina e non solo, stava diventando molto più carino.

«Me lo prometti?»

«Certo, farò così anche al liceo, se ne avrai bisogno. Ci sarò sempre.»

«Grazie» rispose Astrid timidamente.

30 ottobre 2015

«Astrid!» Logan chiamò la sua migliore amica mentre passeggiava per i corridoi del loro liceo, la West Phoenix High School.

«Ciao, Logan!» lo salutò la ragazza, con un sorriso gentile sulle labbra.

«Ti ricordi quel concorso per la borsa di studio a Londra di cui ti avevo parlato? Mi sono deciso a farlo, è domani alle 16, non vedo l'ora!» le disse l'amico.

Logan, anche se non lo dava affatto a vedere per via della sua vita sociale attiva e del suo amore verso la pallacanestro, era uno dei più intelligenti della scuola. Se la cavava soprattutto in matematica e fisica, era veramente bravo.

«Fai bene! In bocca al lupo» disse e corse ad abbracciarlo forte.

Astrid era cotta di Logan, quindi di conseguenza sarebbe dispiaciuta di una sua possibile partenza, qualora vincesse la borsa di studio, ma non poteva dirglielo perché non sarebbe stato giusto chiedergli di non realizzare il suo sogno, sarebbe stato un comportamento da egoista. Ed Astrid non era egoista, lei voleva solo il meglio per il suo amico, così decise di mettere da parte i suoi sentimenti per lui e sostenerlo sempre, qualunque sia la sua scelta. Perché sapeva che lui avrebbe fatto lo stesso.

26 gennaio 2016

«Non ci credo!» urlò Logan mentre era steso sul letto di Astrid, che nel frattempo era seduta alla scrivania mentre stava faceva qualche compito e balzò sulla sedia stessa all'urlo dell'amico.

«Che cos-» Astrid non ebbe neanche il tempo di porre la domanda che lui la prese in braccio e iniziarono a girare su se stessi.

«Astrid, mi hanno preso per andare a Londra, starò lì due anni!» esclamò il ragazzo, ormai con la barba che ricresceva dopo la rasatura, più che contento.

Il cuore di Astrid in quel momento si spezzò in migliaia e migliaia di pezzettini, ma si impose almeno di fingere di essere felice per il suo migliore amico.

«Quando parti?»

«A giugno, appena finirò questo anno scolastico.»

«Sono fiera di te» gli disse semplicemente abbracciandolo e stringendolo, forse più di ogni altra volta.

Spazio Nora

Ciao a tutti, questo è il prologo della storia, serve per illustrarvi un po' il rapporto tra Astrid e Logan, spero non vi abbia annoiato troppo!
Inoltre questa parte è narrata al passato ed in terza persona, ma il resto della storia verrà narrato in prima persona ed al presente da Astrid, ma non escludo la possibilità di qualche missing moment con il Logan's pov 😏

Spero che continuiate a leggere questa storia, baci!

*ribadisco che il nome della protagonista sembra quello della solita bimba tumblr, ma a me piace da impazzire*

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