Capitolo 1° - Solo un incubo

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«Ancora te, di nuovo» iniziò così un altro incubo, uno dei tanti.
«Mi stai annoiando, sai?».
La mia bocca emise solo gemiti, niente di più.
«Ti stai ancora prendendo gioco di me? Ah ah ah, adesso cosa dovrei farci con te, preferisci la gola tagliata o gli occhi fuori dalle orbite?»
Lo fissavo, non mi importava cosa volesse fare o cosa mi avrebbe fatto, tanto era solo un incubo.
«SMETTILA DI FISSARMI O TI TAGLIO SIA LA GOLA CHE GLI OCCHI!».
Et voilà, ecco il suo punto debole.
«NO, PIANTALA! BASTA!».
Iniziò a scomparire, come sempre, del resto.
«LO SAI ANCHE TE CHE LUI NON SI FERMERÀ COSÌ FACILMENTE!».
Già, lo sapevo, ma che importanza aveva?
«Lui non è solo un incubo...».
Scomparse...
Cosa intendeva con "Lui non è solo un incubo"?
Improvvisamente sentii una risata che echeggiò per tutta la "stanza degli incubi", come la chiamavano loro, e mi ritrovai improvvisamente in camera mia.
Erano le 8.54, ero leggermente in ritardo.
«Cazzo, devo muovermi».
Mi misi le prime robe che trovai nel mio armadio e mi diressi velocemente in macchina.
«Devo muovermi» e partii.
Il telefono squillò, era il mio capo.
«Buon giorno Capo, mi spiace per il ritardo ma-»
«Senti Jonas, sei fortunato che io conosca la tua famiglia e tu mi stia a cuore, ma la prossima volta che mi arrivi in ritardo sei fuori, capito?»
Mandai giù il groppo che avevo in gola.
«Certo signor Allus, non lo farò mai più».
«Lo spero».
Chiuse la telefonata bruscamente, non lo avevo mai visto così incazzato.
«Si premette una bella giornata» dissi fra me e me.
Finito di lavorare mi diressi verso casa, anche se non avevo un gran che da fare.
Da quando mi sono trasferito è stato tutto più complicato, niente era più come prima, il lavoro, i soldi, la famiglia, la casa... Insomma, queste erano le ragioni per come mi sentivo e per gli Incubi che vedevo, che ascoltavo e che mi terrorizzavano.
Li vedevo ovunque, da casa mia fino al locale che frequentavo, dove ho conosciuto Lei, la ragione per cui mi alzo ogni mattino, la ragione che mi tiene ancora in vita e lontano dalla morte.
L'avevo salvata da un ladro, che per poco non mi pugnalava, insomma, non un semplice "ladro di borsette".
Eravamo amici e per poco fidanzati.
Solo tempo dopo avrei capito chi avevo salvato.
E con chi avevo davvero a che fare.

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⏰ Last updated: May 24, 2016 ⏰

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