SERVIZIO FOTOGRAFICO

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Ero terribilmente in ritardo.
Correvo così veloce per i marciapiedi di New York, che sembrava ci fosse alle mie spalle Samara in persona, pronta ad uccidermi. Non potevo permettermi di essere in ritardo, non questa volta. Aumentai il passo. Ero quasi arrivata, dovevo solo girare l'angolo. Nell'esatto momento che svoltai, il cellulare mi vibrò. Cavolo ma chi era adesso? Lasciai perdere, e mi diressi dritta verso il servizio fotografico che mi stava aspettando. Una volta dentro l'edificio, presi l'ascensore e andai al primo piano. Erano tutti pronti, fotografo, vestiti, truccatori.. Mancavo solo io. Entrai a testa bassa, notai subito il volto del mio agente. Cazzo, sapevo già quello che mi avrebbe detto. Cercai di evitarlo, e andai dritta dalla truccatrice. "Cosa hai combinato?" Sentii il mio agente venire verso di me. In che senso? Adesso che cosa voleva? "Perché ti sei tinta i capelli di rosa?" Ah era per quello. Non era nemmeno arrabbiato per il mio ritardo, ma per i miei capelli. "Ti piacciono? Gli ho fatti ieri sera!" L'espressione di Mark cambiò drasticamente. "NON CI POSSO CREDERE!" Perché era così nervoso? Erano bellissimi i miei capelli. "Mark rilassati, fidati che vanno bene!" Vidi Mark andare verso il fotografo. Notai che bisbigliavano fra di loro. Il fotografo mi fece poi un cenno. I capelli erano approvati. Feci l'occhiolino a Mark, e la truccatrice iniziò a truccarmi. Una volta fatto trucco e parrucco, ero pronta per le foto. Queste poi sarebbero state inserite in un giornale di moda, per sponsorizzarne gli abiti. Finito il servizio ero davvero esausta. Presi il resto delle mie cose, e andai nell'area buffet. C'era di tutto e di più, mi sarei divorata il tavolo dalla fame che avevo. Presi cinque pizzette, tre pezzi di gnocco, dieci biscotti al cioccolato, una banana, due barrette, un bicchiere di Fanta. Preso tutto, tornai verso la mia postazione. "Buon appetito!" Mi disse l'altra modella che faceva il servizio con me. "Grazie!" Notai che lei stava mangiando delle semplici verdure crude, senza nient'altro. Feci una smorfia. "Perché mangi quella roba?" "Il mio agente mi ha messo a dieta, sono ingrassata!" La squadrai per bene, e risi. "Certo, perché sei obesa!" Lei mi guardò in modo perplesso. Non aveva capito la mia battuta? "Tieni, mangia!" Dissi passandogli una pizzetta. Lei non la prese subito, era indecisa. Alla fine però l'afferrò. Gli feci un gran sorriso, e ci mettemmo a mangiare insieme. Da lì a poco, passò il suo agente. "COSA STAI FACENDO?" Disse strappandogli la pizzetta dalle mani. Rimasi sconvolta dalla scena che vidi. Mi alzai di getto. "Non si tratta così la pizza!" Lui si voltò e mi guardò come se io fossi una stupida. "Ah tu saresti l'altra modella? Ho sentito parlare di te. Il tuo agente è Mark? Beh si vede, non sei in perfetta forma tesoro mio!" Come aveva osato offendermi in quel modo? Non ci vedevo più dalla rabbia. Cercai di trattenermi, ma qualcosa in me voleva uscire, saliva sempre di più, non potevo controllarmi. Da lì a poco il vomito uscì dalla mia bocca. "Merda, non dovevo mangiare pizza e biscotti insieme!" Dissi ripulendomi la bocca. "AHHHHHHHHHHHH" Un urlo riempì la stanza. Avevo ricoperto di vomito l'agente. Istintivamente mi scappo da ridere, ma il tutto venne interrotto dall'arrivo di Mark. "PYPER CHE CAZZO È SUCCESSO?!"
"E QUESTA SAREBBE LA TUA MODELLA? COMPLIMENTI MARK, DAVVERO COMPLIMENTI." Disse l'agente per poi correre nei bagni. Mark si voltò verso di me. Non mi aspettavo di certo commenti positivi per quanto appena successo, ma non l'avevo fatto nemmeno apposta, era uscito e basta, sono stata solamente ingorda. "Perché devi sempre creare casini?" Sinceramente non lo so perché ogni volta, quando c'ero io nelle vicinanze, dovevano succedere sempre cose di questo genere, era davvero un mistero. Mark sbuffò e mi disse di andare a casa, e che per oggi avevamo finito. Non dissi nulla, mi cambiai al volo e uscii fuori. Oggi era stata una lunga giornata, volevo solo andare a casa, e farmi una bella doccia rilassante. Mentre camminavo, ricordai della chiamata avuta questa mattina. Quindi presi il telefono dalla borsa. 20 chiamate perse. Merda. Ma chi era lo stalker che mi aveva cercato per tutta la mattina? E chi poteva essere se non quel pazzo di mio fratello, Lucky era sempre il solito.

SONO INNAMORATA DI MIO FRATELLO Stories to obsess over. Discover now