Eravamo ancora a cena, col piatto di merluzzo del Murray ancora pieno davanti ai nostri occhi, quando notammo nonna Meg guardare intensamente davanti a lei, quasi senza sbattere le palpebre.
Giusto cinque minuti prima stavo discutendo con la mia adorata cugina Gwendolyn su quali famiglie si fossero contese il trono durante la guerra delle due rose. Ovvero, lei me l'aveva chiesto per mettermi in ridicolo, mentre io avevo risposto qualcosa tipo «Quella del quindicenne pieno di brufoli con cui ti scrivevi fino a pochi secondi fa, o quella di Edward Cullen? Ehi, non eri tu quella che leggeva solo libri dal 900 in giù?»
Mi ero beccata un'occhiataccia dalla madre di Gwen, zia Christine. Non era nemmeno mia zia, aveva solamente sposato zio Andy, ma secondo mia mamma era educato. E ovviamente la cara saccente Gwendolyn Anderson non può essere toccata, è lei quella intelligente della famiglia, io la pecora nera. «Parla lo spaventapasseri! Credi di essere migliore di lei? C'est impossible» aveva cercato di deridermi, ma, ahimè, quando era arrabbiata marcava il suo accento francese. Perciò, invece che dire spaventapasseri, uscì dalla sua bocca uno stridulo 'Spaventapassrì', che mi fece ridere ancora di più.
Mamma Annie mi rimproverò, ma la beccai sghignazzare.
Né lei né zia Christine avevano avuto fortuna in amore, tra fughe e divorzi. Così, quando avevo solo 5 anni, ci trasferimmo insieme a loro e nonna Meg, rimasta solo in un'enorme è vecchia casa, piena di passaggi segreti e quadri dei nostri antenati. La casa mi è sempre piaciuta, le coinquiline no.
«L'educazione è una cosa fondamentale, Liv» mi riproverò di nuovo zia Christine, pronunciando 'educassione'. <<Dovresti ricordartelo, siccome lo studio non è tuo forte.>>
Non prendevo voti alti come quelli di Gwendolyn, ma di certo sapevo il fatto mio. Evidentemente senza un A+ in tutte le materie non ero ai livelli di mia cugina, quindi nemmeno della famiglia.
«Nonna» la richiamai. «Potresti passarmi il sa..»
Lasciai la frase a mezz'aria, vedendola con gli occhi sbarrati. Teneva saldamente la forchetta in metallo verticalmente, quasi stesse per incominciare a batterla sul tavolo e incominciare a cantare 'We will rock you'.
«Nonna?» riprovai, ma ancora niente, era impassibile.
Mi alzai di colpo, andando di fianco a lei. Respirava ancora fortunatamente.
Perché diavolo nessuno non stava facendo niente per aiutarla?
Sobbalzai quando sentii la sua voce più rauca del solito. «Che bel fiore»
Guardai spaventata tutte le altre (eh già, certe volte una famiglia di quasi sole femmine non è facile da gestire), ma sembravano non preoccuparmene. Come se per loro fosse completamente normale.
Guardai mia madre, che aveva uno sguardo compressivo, ma non preoccupato.
«Liv! Liv» incominciò ad urlare, e fu allora che la scossi ripetutamente.
Si svegliò addolcendo i tratti e la voce. «Oh, ciao Liv»
La sua voce serena di un'ottantenne mi fece tranquillizzare ma continuavo a non capire. «Mamma?»
Alzò le spalle. «Era una visione.»
Strabuzzai gli occhi, soprattutto vedendo che anche Gwen era tranquilla ed aveva ricominciato a mangiare. «Perché lo dite come se fosse una cosa normale!?»
Mamma aprì la bocca, ma zia Christine la precedette. «Cos'hai visto?»
«Un quadrifoglio» incominciò a raccontare nonna. «Un petalo si staccò e tu lo raccolsi, ma nel frattempo il terreno sotto i tuoi piedi continuava a girare, fino a che sei caduta è svanita nel nulla.»
Ok, sta diventando inquietante.
Intanto finalmente zio Andy entrò dalla porta. Ormai era diventato quasi un padre per me. «Non preoccuparti mia cara» mi rassicurò. «La maggior parte delle volte sono solo cose senza senso. Non è detto che debba succedere niente di simile, è del tutto infondato.»
Mi convinsi a darle ragione, eppure avevo ancora i brividi.
«Voi siete matti» dissi, facendo per tornare in camera. Ma infondo ero parte anche io di quella famiglia, volente o no.
«Ha avanzato del merluzzo? Le visioni mi fanno venire fame.»
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«Un quadrifoglio che cambiava la terra sotto i piedi?» chiese al telefono Juliet.
«No Rose, la terra cambiava e.. basta. Dovevi vedere la faccia di Meg!»
La sentii ridere e lasciai andare un po' il mio nervosismo. «Siete la famiglia più strana che io abbia mai incontrato.»
«Dovrei prenderlo come un complimento?»
«Fai come vuoi»
Sentii dei rumori dal piano di sotto. «Nonna ha fame, vieni a fare i pancakes?» mi domandò Gwen.
Sbuffai. «Devo andare, ci vediamo domani Juls.>>
Scesi lentamente le due rampe di lunghe scale, mentre canticchiavo una canzone in testa. 'Hello, I've waited here for you, everlong'
«Quante uova abbiamo?» chiede mia madre, contrapposto ad un «Accendi la tele» di zia Christine.
Per una volta, obbedii a zia Christine e la voce di un telecronista ravvivò le mura.
Poi andai a prendere le uova e risposi con un «Otto» ad alta voce.
Incominciai a prenderne due, quando sentii dire '5 seconds of summer' e mi fermai davanti alla tele.
«La notizia sta sconvolgendo ragazze da tutto il mondo. La band formata da Luke Hemmings, Michael Clifford, Calum Hood e Ashton Irwin, sembra aver fermato il loro tour mondiale. Quest'ultimo infatti, si trova all'ospedale di Sydney in coma, insieme al l'affetto dei suoi cari e della sua band. I medici non sanno spiegarsi il crollo improvviso, ma appena avremo notizie vi faremo..»
«Frittata?» chiese mamma quando mi caddero le due uova dalle mani, spaccandosi per terra.
«Oh guarda nonna, grazie a Liv ora ce ne sono solo 6 di uova.» commentò Gwendolyn. La guardai di sottecchi, sistemarsi la sua chioma biondo platino in una treccia laterale. Odiosa.
Nonna mi passò uno dei suoi fazzoletti ricamati fatti di stoffa sotto un occhio. Non mi ero neanche accorta di stare piangendo.
Probabilmente non erano la mia band preferita, ma ogni volta che sentivo qualcosa del genere ci rimanevo male. Nessuno si meritava quelle cose, tanto meno il dolce Ashton!
«Piccola, passerà» mi tranquillizzò togliendo il fazzoletto e grattandosi la sua nuca di piccoli boccoli grigi, i quali mi hanno sempre fatto tanta tenerezza. «Adesso però facciamo i pancakes. Ho già detto che le visioni mi fanno venire fame?»
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Bad Dreams / / 5sos
FanfictionLiv Martin fa parte di una strana famiglia allargata nei dintorni di Sydney. Quando trova il chitarrista Michael sgattaiolare nel letto della sua odiata cugina con cui è costretta a condividere la casa, ne rimane allibita. Soprattutto quando per sba...
