Snowflake
Noi crediamo di condurre il destino,
ma è sempre lui a condurre noi.
Denis Diderot, Jacques il fatalista e il suo padrone, 1773
Era il 5 Dicembre e i primi fiocchi di neve si posarono sull'asfalto con grazia e delicatezza. La loro discesa sembrava così lenta e inesorabile che la ragazza s'incantò per qualche istante davanti alla finestra catturata da quei minuscoli coriandoli di ghiaccio che danzavano nell'aria leggiadri.
- Nevica! Venite a vedere! - urlò senza staccare gli occhi dalla finestra eccitata come una bambina. La neve le era sempre piaciuta, così fredda ma allo stesso tempo capace di riscaldare i cuori grazie alla sua bellezza e all'atmosfera che riusciva creare.
Qualche istante dopo udì dei passi veloci e due teste l'affiancarono, una biondissima e l'altra di un bel castano intenso, mentre due braccia le cinsero i fianchi.
- Finalmente – mormorò il biondo alla sua destra puntando i suoi occhi azzurri sul vetro che si era leggermente appannato per la differenza di temperatura che c'era tra l'interno della casa e l'esterno.
Stettero così, tutti e quattro gli abitanti di quel piccolo appartamento nel centro di Londra, in silenzio ad ammirare la discesa della neve che lentamente dipingeva le strade e i tettucci delle auto di bianco.
La ragazza sentì delle mani fredde accarezzarle il collo, scostarle lentamente i lunghi capelli castani dalla spalla destra e poi delle labbra morbide posarsi su di essa, ormai libera, coperta solo da un leggero strato di stoffa che era stato accuratamente spostato.
- Andiamo a letto – sussurrò il ragazzo dietro di lei stringendola più forte in quell'abbraccio che pareva urlasse in cerca di un po' d'amore.
Quel giorno non avevano litigato come invece era successo il giorno prima e quello prima ancora ma la sensazione che la cosa più solida che aveva avuto nella sua vita si stesse per sgretolare continuava a tormentarla.
- Sam.. - sussurrò ancora il ragazzo che aveva sciolto l'abbraccio ma che aveva afferrato la sua mano per trascinarla con sé. Solo in quel momento la ragazza distolse lo sguardo dalla neve per tornare alla realtà ed incontrare gli occhi del suo fidanzato, con cui aveva trascorso sei anni della sua vita. Occhi di un azzurro intenso che le ricordava il colore del mare, occhi che aveva amato tanto.. e adesso?
- Notte Liam, notte Niall – scoccò un bacio sulla guancia ai due ragazzi che fissavano ancora la neve attraverso lo spesso vetro della finestra e si ritirò in camera dove il suo fidanzato la stava già aspettando.
Stava in piedi vicino all'armadio aperto, cercando chissà cosa, e la ragazza ne approfittò per infilarsi sotto le coperte e affondare la testa sul cuscino.
Circa un minuto dopo il letto cigolò e un braccio le circondò la vita facendola girare così si ritrovò quei due profondi occhi azzurri a pochissimi centimetri.
- Sei ancora arrabbiata? -
- Lou, non mi va di parlarne -
- Sei ancora arrabbiata.. - borbottò il ragazzo abbassando lo sguardo, l'unica cosa che la teneva ancorata a quell'amore ormai troppo vecchio e usato, pieno di cose non dette, i suoi occhi.
Sentì una mano scorrere dal suo collo fino ad arrivare al colletto della sua camicia.
Primo bottone.
E le labbra del ragazzo si posarono su quelle di lei, con foga.
Secondo bottone.
Le labbra scesero lungo il suo collo mentre le mani trovarono i suoi fianchi per stringerli con forza attirandola verso di lui.
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Lights will guide you home
FanfictionCredete nel destino? Quante volte avete pensato che una cosa via sia successa solo perché era già scritta? Il destino esiste. Gioca con le vite delle persone, le unisce e le separa, le fa innamorare e le fa soffrire. Il destino non ti dirà cosa far...
