Michael Holbrook Penniman Junior
Federico, o meglio Fedez, quella sera si sentiva davvero carico, era pronto a far scatenare tutta la discoteca come sapeva fare solo lui.
Era il vocalist più amato di tutto il quartiere e a lui faceva piacere, perchè finalmente aveva trovato un posto dove la gente ascoltava tutte le cazzate che diceva e lo apprezzava anche.
"Fede, tra cinque minuti iniziamo"
Cazzo, devo fare pipì pensò Fedez.
Ormai quando doveva fare qualcosa per cui si potesse essere solo un minimo in ansia, lui doveva andare in bagno altrimenti si sentiva male.
Perciò, fece una corsetta decisamente poco virile per raggiungere il bagno e poi salì sul palco, accolto dagli schiamazzi della gente in discoteca, metà della quale era già ubriaca.
Si divertì molto quella notte e non era neanche tanto stanco quando concluse il suo lavoro verso le 5 di mattina, infatti rimase più del previsto per bere qualcosa con i suoi colleghi del locale, nonchè suoi cari amici; in fondo, una ricompensa ci stava.
La discoteca si era ormai svuotata, ma quando entrò in bagno (perchè, sì, doveva andarci di nuovo) trovò un ragazzo sdraiato molto alto, dai capelli mori e arricciati, dalla quale ogni tanto provenivano dei lamenti ma non comprendeva cosa dicessero.
"Ehi, tutto apposto?"
Il ragazzo parve non sentirlo, perciò Fedez si avvicinò e gli scosse la spalla.
"Ehi?"
Due occhi gli prestarono finalmente attenzione.
"Che volere tu?"
Probabilmente era straniero, aveva un accento strano, forse inglese.
"Stai bene?"
"Mmmm, I think not."
Sì, era decisamente inglese.
"Girare tutto qui." Continuò lui.
Eh, immagino. Ormai il 70% di acqua del corpo di questo tizio si sarà trasformato in alcool.
"Ma i tuoi amici?"
"Amici? Io è venuto da solo qui."
Perfetto...
"Hai qualche soldo? Così ti chiamo un taxi."
"No, I've spent all my money per comprare da bere."
"Io al momento non ho niente, però vieni che ora chiedo agli altri come sistemarti."
Fedez lo aiutò a rialzarsi, poi lo portò nella sala dove aveva lasciato gli altri colleghi del locale, ma trovò solo due di loro.
"Ehi raga, ho trovato questo ragazzo in bagno, dice che era venuto da solo e non ha soldi per un taxi, che facciamo?"
"Che facciamo? Casomai cosa fai tu. L'hai trovato tu, problema tuo." Disse uno di loro mentre rideva.
Anche l'altro non sembrava disponibile ad aiutarlo.
"Dai raga, aiutatemi! Ma gli altri dove sono? Magari se mettiamo insieme qualche euro-"
"Se ne sono andati, tu ci stavi mettendo un'eternità in bagno quindi hanno detto a noi di salutarti. Comunque anche noi stiamo andando, ciao Fede!"
"Ma ragazzi, cosa faccio con lui??"
"Boh, portatelo a casa, di certo qui non puoi lasciarlo o il proprietario ci licenzia."
I due ragazzi lo salutarono e in pochi secondi Federico si ritrovò da solo con quel ragazzo ubriaco senza la minima idea di cosa fare.
Sbuffò, era una bellissima notte, avrebbe voluto andare a casa e rilassarsi, invece doveva occuparsi di uno sconosciuto.
"Senti, ma almeno ti ricordi dove abiti, così ti accompagno?"
"Certo! Uhm, Street... Ah no... Uhm, no, non ricordo."
Ma perchè a me!?
"Va bene tizio che non conosco, adesso ti porto a casa mia, ma domani vedi di riprenderti."
Lui non rispose, si limitò ad annuire e ad allacciare le sue braccia attorno al collo di Federico, appoggiando la sua testa sull'incavo del suo collo e chiudendo gli occhi, lasciandosi guidare da lui per camminare.
E a quest'ultimo vennero i brividi.
Inspiegabili, ma non gli diede molta importanza.
Appena Federico ebbe aiutato il ragazzo a sedersi nella sua macchina, quest'ultimo si addormentò.
Il percorso fino a casa di Fedez fu, quindi, silenzioso, se non fosse stato per quella musica che passava alla radio messa a volume minimo.
Quando furono arrivati, il ragazzo fu svegliato e accompagnato all'interno della casa.
Successivamente Fedez lo portò a letto, mentre magari lui avrebbe dormito sul divano.
Stava per andarsene quando "Resta qui please, mi sento solo" sentì.
Mh, in effetti l'idea di andare a dormire su quel divano scomodo non mi attira.
"Okay." Rispose semplicemente.
"Comunque, non so ancora come ti chiami." Realizzò Federico.
"Michael Holbrook Penniman Junior, ma puoi chiamarmi Mika." Disse lui sorridendo.
"D'accordo, io sono Federico, spesso puoi sentirmi chiamare Fedez o Zedef... beh, decidi tu."
"Fede..."
Mika chiuse gli occhi subito dopo aver pronunciato il suo nome, perciò Fedez decise di spegnere la luce e mettersi a dormire anche lui.
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Sei l'errore più bello | Midez AU
FanfictionMika e Fedez hanno due vite completamente diverse: il primo si preoccupa di rimanere con i piedi per terra per assicurarsi un futuro, il secondo preferisce divertirsi per il momento. Una cosa li accomuna, però: entrambi amano bere, chi per dimentica...
