Cap 83: Big Shot Dr. John

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( Vi propongo un pezzo che, forse, molte di voi non comprenderanno. L' autore ha una voce come pochi e il groove di questo pezzo é inquietante da quanto è sensuale. Buon ascolto)

Mi sveglio in questo giorno alle porte, nonostante abbia dormito solo poche ore mi sento bene.
Ho letto da qualche parte che innamorarsi fa bene al corpo e alla mente. Il corpo produce endorfine e un'invitante benessere si muove lentamente dentro. È qualcosa che assomiglia alla morfina, letale prodotto chimico, l'effetto schiaccia il malessere, cancella le quotidiane insicurezze, gonfia l'anima.
È il mondo che gira attorno a me, non io attorno a lui.
Mi preparo e mi sembra di camminare un metro da terra, penso a Nicolas in ogni cosa che faccio, lo vedo ovunque e tra poco sarà qui.
Scopro un nuova eccitazione prendersi a mangiarsi i miei atteggiamenti, di solito, eccessivamente posati.
Sorrido mentre penso al letargo dal quale mi sono svegliata, la mia prima primavera spinge alle porte e pronta attendo una calda estate.
Sento il battere gentile di Nic all'ingresso, i passi leggeri di Eve corrono ad aprire ed io, svelta, finisco di vestirmi.
Nicolas sorseggia caffé in cucina, appoggiato al bancone, osserva i miei Jeans stretti nei punti giusti, gusta le forme invitanti del mio corpo come riuscisse e camminare sotto i vestiti. Arrossisco un poco, avvio i miei capelli lunghi in una coda maldestra. Prendo la tazza accanto al lavandino e mi servo la colazione affamata.
Nicolas porta le mani in tasca dei suoi pantaloni usurati, la camicia bianca pare non adatta al suo abbigliamento, si scontra con il suo aspetto ribelle. Ci rifletto su e considero il fatto che Nicolas non potrá mai essere inserito in un perimetro ben delineato, tutto di lui è una contraddizione. Osserva le persone con attenzione e trae le sue conclusioni eppure osservare lui è impresa assai ardua.
"Eve" dice sicuro.
Eve armeggia con uova e bacon ai fornelli, lo guarda perplessa.
"Che cosa c'è Nicolas?" gli risponde nonna sorridente.
"Vorrei portare Anna via con me questo Weekend. Mi dai il tuo permesso?" la guarda con quegli occhi avvolgenti e capisco subito che Nic conosce perfettamente l'effetto che fa sugli altri.
Sa essere estremamente convincente.
"Nicolas!" Eve lo guarda allarmata.
"Solo due giorni. Sai che ti puoi fidare di me. La porto alla National Gallery, è una visita utile al suo programma di studi. Prendilo come un piccolo viaggio d'istruzione" le mette persuasivo la mano sulla spalla.
Eve resta qualche istante in silenzio.
"Che dirò a tua madre?" chiede poi guardandomi.
Rimango in silenzio, attenta all'ascolto ma il pensiero che nonna possa negarmi il permesso mi rende nervosa.
"Potrai dirgli che era un'uscita prevista dal College" dico guardandola con occhi dolci.
"Tu stai facendo un guaio Nicolas. Quando mio figlio verrà per le vacanze di Natale stenterá a riconoscerla" dice indicandomi.
"Visiteremo solo la città. Ho sempre sognato di poter vedere Londra. E sarò con lui" continuo usando il mio tono più convincente.
"È questo che mi preoccupa" risponde Eve riempiendo il piatto.
Nicolas mi guarda perplesso, la abbraccia appoggiando la testa alla sua spalla e io riesco a pensare a quanto vorrei che il suo petto fosse appoggiato alla mia schiena, non alla sua.
"Eve" la sua voce è lenta e calda "Sai chi sono. Anna, con me è al sicuro. Forza. Non farti pregare" continua cullandola un poco.
"Va bene " sentenzia lei poco sicura poi si volta verso di me e con un dito più deciso di lei mi indica seria.
"Parlerai tu con tua madre. Non mi prenderò la responsabilità di dire una bugia. Intesi?"
"Intesi" sorrido compiaciuta.
L'ultima cosa che mi preoccupa è dire a mamma di questo viaggio, se dovessi farlo guardandola negli occhi non credo ne sarei capace ma farlo sapendola lontana è semplice.
Giustifico il mio poco nobile comportamento nella consapevolezza che sará un Weekend istruttivo, non so ancora dove mi porteranno le conoscenze di Nic ma qualcosa imparerò certamente.
Ogni luogo inesplorato mi concederá nuova esperienza e le esperienze, mi è noto, fanno crescere.
Un sottile doppio senso percorre i miei pensieri, Nicolas mi guarda serio e istintivamente mi chiedo quali piani abbia in serbo per me.
Attendo paziente di scoprirli.
Prendo la borsa sorridente.
"Sono pronta" dico guardandolo.
"Lo sei davvero?" risponde malizioso raggiungendo l'ingresso.
Mi chiudo la porta alle spalle e vedo gli occhi di Eve seguirci nella nostra uscita, qualcosa, nelle ultime parole di Nicolas pare averla turbata.
Non me ne preoccupo, hanno turbato anche me.

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