PARTE 1. VIBRAZIONI

43 2 3
                                        

In un punto indefinito dell'universo, esisteva un pianeta chiamato Universalis.
Esso era la dimora di esseri speciali, entità del cosmo prive di forma e di materia, ma composti da energia vibrante.
L'universo pulsava in ogni istante e ogni vibrazione veniva intercettata e catturata da questi esseri, che a loro volta rispondevano con una frequenza uguale.
Questo processo rilasciava un'enorme quantità d'energia, che permeava tutto l'universo.
Ciò permetteva allo stesso di continuare ad espandersi in maniera uniforme, senza danneggiare il tessuto spazio temporale.
Così come un musicista scrive le note sullo spartito per comporre le proprie melodie, essi facevano risuonare la loro frequenza attraverso ogni stringa del cosmo.
Un giorno però qualcosa li scosse, una vibrazione diversa da qualunque altra stava minacciando di rovinare quell'enorme spartito che avevano riempito con cura dall'alba dei tempi. Era contorta, poco armoniosa e non seguiva nessuno schema logico. Si muoveva in maniera caotica, come un piccolo pezzo di legno in balia della corrente dell'oceano.
In quell'enorme intreccio cosmico inziarono a crearsi le prime increspature, minacciando l'intero universo di collassare.
Gli esseri non riuscivano a comprendere né sapevano in che modo rispondere.
Erano talmente assorbiti da quella frequenza, che ogni altra vibrazione iniziò a disperdersi nel vuoto cosmico, indebolendo la struttura stessa.
La situazione degenerava e urgeva un correttivo nell'immediato.
Così gli esseri contattarono un uomo dalle capacità straordinarie, che fosse in grado di contrastare quel fenomeno.

Stephen Strange ricevette un messaggio mentre leggeva un testo antico sull'utilizzo delle rune primordiali. Si trovava all'interno del piano astrale, mentre il suo corpo fisico riposava disteso sul letto.
Il messaggio apparve sotto forma di stringhe di luce ed era una richiesta d'aiuto.
Rimase sbalordito fin da subito, non tanto per il contenuto, quanto per l'energia che lo componeva.
Era la prima volta che veniva in contatto con un simile potere. Inoltre non proveniva dal suo universo e questo lo incuriosì.
Per lui era normale incanalare forme di energia universali per poter lanciare i suoi incantesimi, ma mai ebbe a che fare con una firma energetica tanto pura. Così annuì alla richiesta d'aiuto, perché voleva scoprire a tutti i costi chi fossero quegli esseri in grado di manipolare una tale forza.
Non appena accettò, si materializzò davanti a lui un portale a forma di chiocciola, abbastanza grande da poterci entrare senza difficoltà. Era traslucido, ed emanava dei lievi bagliori colorati, che seguivano le linee curve della forma a spirale.
Lo attraversò e in un istante venne catapultato dall'altra parte del portale.

Il bar Strange e le battaglie di Sukuna Stories to obsess over. Discover now