[Omegaverse]
Un amore malato lo definirebbero molti
Ma noi lo chiameremo Addicted.
Perché?
Per via dell'incoercibile bisogno che hanno uno del corpo dell'altro.
Perché non si bastano mai come al corpo non basta un unico respiro.
Perché sono arresi e...
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Capitolo 64
Begonia
-Stai Attento-
"Fu allora che se ne rese conto. La parte del letto di JungKook era perfettamente intatta.
Fredda.
Vuota.
Il petto di TaeHyung si contrasse immediatamente. «Kook-ah...», la voce uscì roca per il sonno e per la gola secca ma nessuno rispose.
Il corridoio era silenzioso e l'appartamento completamente immerso nella penombra azzurrina della notte.
TaeHyung si passò lentamente una mano tra i capelli scompigliati e fece appena due passi oltre il corridoio prima di fermarsi.
JungKook, per fortuna, era lì. Raggomitolato sul divano. La coperta tirata fino al mento, il corpo rannicchiato su sé stesso come se avesse cercato di occupare meno spazio possibile anche nel sonno. La luce pallida proveniente dalla città filtrava dalle tende illuminandogli appena il viso stanco.
...TaeHyung tirò un sospiro di sollievo e rimase a fissarlo in silenzio per qualche secondo.
...
Quando il treno della metropolitana ripartì dalla fermata, JungKook rimase immobile accanto al finestrino, osservando il riflesso del proprio volto sovrapporsi al buio di uno dei tanti tunnel che costellavano il percorso senza riuscire davvero a mettere a fuoco né l'uno né l'altro. Erano quasi le undici e, invece di trovarsi già all'università come TaeHyung era convinto - come lui lo aveva persuaso -, aveva appena lasciato lo studio della ginecologa dove, un mese prima, sua madre lo aveva accompagnato durante il suo primo calore. Per tutta la sera precedente aveva continuato a ripetersi che si trattava di una sciocchezza, che probabilmente il suo corpo stava semplicemente reagendo allo stress, alle botte, alla paura e ai giorni infernali che aveva attraversato, ma dentro di sé aveva sempre saputo che quella spiegazione non gli bastava e che, finché non avesse avuto una risposta, non sarebbe più riuscito a pensare ad altro.
Adesso quella risposta l'aveva ottenuta ed era molto peggiore di qualsiasi scenario avesse immaginato.
Le parole della dottoressa continuavano a rincorrersi nella sua mente
...
«Non so di cosa stiate parlando» si affrettò a rispondere, cercando disperatamente di non balbettare. «Non ho sporto denuncia».
I due Alfa scoppiarono a ridere.
Una risata cattiva.
Vuota.
«Questo perché sei la nostra puttanella consenziente e nessuno ti ha fatto niente che tu non volessi, vero JungKook-ie?» Prima ancora che potesse indietreggiare davvero, YunO lo afferrò brutalmente per la mascella costringendolo a sollevare il viso. La presa era talmente forte da fargli male e ogni tentativo di liberarsi risultò inutile. «Non lo avrai detto ai poliziotti...» sibilò, avvicinandosi al suo viso, «...ma hai mandato qui il tuo ragazzo».