Prologo

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Non era la prima volta che la cena finiva in un litigio. No, succedeva troppo spesso ormai. Ma questa volta sarebbe stata l'ultima. Non avrei sopportato un giorno di più.

Fu così che iniziai a organizzare la mia fuga: volevo scappare di casa.

Già... quante volte un adolescente pronuncia questa frase, quante volte vorrebbe andarsene. Ma io avevo deciso sul serio! Nulla poteva più farmi cambiare idea. Non sopportavo più questo mondo. Finalmente mi ero deciso; era arrivato il momento di cambiare.

Il mio più grande sogno era sempre stato quello di approdare nel mondo dello spettacolo e diventare così una star. Non volevo intraprendere nessun'altra strada: soltanto questo mi avrebbe reso veramente felice. Molteplici volte affrontai l'argomento col mio adorato ragazzo, col quale ero fidanzato già da un anno, e che non accettava la mia scelta, ma ben presto arrivai alla discussione definitiva dal momento che, navigando in Internet, trovai la scuola dei miei sogni a Milano, la mitica Scuola di Arti Sceniche MilanoCittà: una scuola superiore che insegnava recitazione. L'avessi scoperta prima, avrei subito scartato quello schifoso liceo linguistico sperduto nella provincia di Torino.

"Cos'hai detto, scusa?!" mi urlò contro lui.
"Voglio iscrivermi in quella scuola. È la mia grande occasione per riscattarmi con tutti quei deficienti che mi hanno sempre sfottuto per il mio modo di essere!!!" replicai io, con tutta la rabbia e tutto il rancore che avevo in corpo. Mi riferivo, ovviamente, al fatto di essere sempre stato discriminato dai miei compagni delle elementari e delle medie per il mio rapporto di amicizia con le ragazze e, soprattutto, per la mia omosessualità.
"Questo significa che il nostro futuro andrà tutto in un cassonetto della spazzatura!" ribatté lui. Ancora non capivo perché non accettasse il mio sogno! O forse non volevo capire!
"Ma perché non cerchi di comprendermi?!"
"Non ci riesco, Ale! Mi dispiace. Ci ho provato, sai?! Mi sono detto che finalmente saresti felice, apprezzato, che avresti realizzato il tuo più grande sogno... ma nulla da fare! Diventeresti una persona totalmente diversa!"
"Questo lo dici tu!"
"Il mondo dello spettacolo è corrotto! Tutto il sesso che gira... la droga... per non parlare del successo!"
"Ho i miei principi, io! Non mi farei mai corrompere e non userei mai sostanze stupefacenti!"
"Trovati lì quando qualcuno ti offrirà della coca e tu dirai: 'Sì, dai! Sballiamoci!'"
"Proprio non mi conosci, allora! I miei principi sono appunto: niente droga!!! Non potrei mai buttar via così la mia vita! Tesoro... ti prego! Non posso scegliere!"
"Ale, sei fragile. Ti vedo, ti conosco. Devi scegliere!"
"Io voglio andarci! Lasciami fare quello che voglio! Ti prego, Chris. Non posso rinunciare a te, ma non voglio neanche escludere questa possibilità! È la scuola dei miei sogni: tutto quello che ho sempre sognato è racchiuso in quell'edificio!"
"Mi dispiace, Ale. O la scuola e il successo... o me!"
Una lama tagliente mi squarciò il cuore. Mi scese una lacrima. Chris sapeva fin da quando ci eravamo conosciuti che il mio più grande sogno era quello di entrare nel mondo dello spettacolo, così come trovare il grande Amore... e lui mi stava facendo questo?! Scegliere tra le due cose più importanti della mia vita?! Come poteva farmi questo!
Subito non sapevo cosa rispondere, ma poi pensai che, se mi avesse amato veramente, non mi avrebbe posto quella scelta difficile. Così la mia risposta fu: "Questo vuol dire che non mi ami abbastanza!"
Si girò di scatto verso di me, sbigottito.
Io continuai: "Non ce la faccio. È un'occasione troppo allettante per rinunciarci così su due piedi. Ora ti dico io... mi dispiace!".
Avevo veramente pronunciato quelle parole?! Ero disposto a rinunciare al grande Amore della mia vita?

Le menti creative sono strane, le più bizzarre ma allo stesso tempo originali. Io appartenevo alla categoria, quindi era normale per me porre una condizione del genere.

Mi chiese con uno sguardo colmo di lacrime: "Rinunceresti così a noi due?!"
Io ebbi il coraggio di dire: "Sì!" e deglutii.
Il mio cuore avrebbe potuto esplodere da un momento all'altro: la delusione era troppa. Io amavo Chris più di me stesso e per colpa del mio sogno me lo stavo lasciando scappare sotto gli occhi. Ci tenevo troppo però a sentirmi realizzato all'interno di quella scuola.

Ogni scelta che si fa nella vita, ovviamente, ha una sua conseguenza e così, non appena comunicai alla mia famiglia che avevo rotto col mio ragazzo (che amavo più di me stesso – ma questo evitai di dirlo –), subito vollero farmi il lavaggio del cervello con frasi abominevoli del tipo: "Vedi... non può funzionare con un ragazzo! La tua vita è accanto a una bellissima ragazza!" Tipica frase di chi continua a sperare che il proprio figlio gay trovi la via dell'illuminazione con una persona di sesso femminile e diventi così etero. Come facevano a non capire che gay si nasce e non si diventa?! Cosa non è chiaro nella definizione di "gay"?
Io comunque ribattei: "Questo mai! Mi vengono i brividi al solo pensiero!"
Il che era vero. Non avrei avuto un rapporto con una ragazza per nulla al mondo. Neanche per compiacere i miei!

Passarono i mesi e la mia vita era ormai finita sull'orlo del baratro. Commettevo un errore dopo l'altro e non potevo assolutamente continuare così.
Stufo di questa situazione, dissi alla mia migliore amica, lesbica tra l'altro, le mie intenzioni: "Ho deciso di andare in quella scuola a Milano senza informare i miei!"
Lei, sarcasticamente, rispose: "Ma bravo, proprio la scelta giusta! Buttare nel cesso quattro anni di liceo per ricominciare tutto da capo!".
"È quello che voglio, gioia! Mi dispiace lasciarti, ma non ce la faccio più! Ora sono completamente solo! Con Chris è finita per sempre... "
"Grazie per la considerazione! E io chi sono? Ci sono altre soluzioni, Ale. Potresti prima diplomarti e poi iscriverti in quella scuola!"
"Beh, alla fine noi non ci vediamo al di fuori dell'ambito scolastico. Un altro anno e mezzo a casa non riuscirei a reggerlo! Sono stufo! Non ce la faccio più! Ho bisogno di cambiare vita!!! In positivo questa volta..." Mi scese una lacrima, pensando a cosa mi era successo nei mesi precedenti...
"Non voglio che tu te ne vada! Come farò senza di te!?" Sembrava quasi supplicarmi, nonostante la frase sprezzante che avevo pronunciato poco prima: "Ti prego, resta!" continuò.

La decisone ormai era presa, sarei fuggito quella sera stessa.

"Stasera prenderò i soldi che ho messo da parte e poi finalmente andrò alla ricerca della felicità!"
"Questa è la cosa più stupida che tu possa fare!"
"Loro pensano solo a se stessi e al giudizio della gente! Ma chi se ne frega di cosa pensano le altre persone! Ora mi dedicherò soltanto a me stesso! Andrò in quella scuola, dove ci sono le stanze per gli studenti, e troverò un lavoro al suo interno! Ho già fatto domanda..."
"La vita non è un film! La fai troppo facile, Ale..."
"Ho già chiesto informazioni. Dopodomani inizieranno le prove di ammissione. Devo farlo!"

Nessuno mi avrebbe mai fatto cambiare idea. Volevo a tutti i costi raggiungere il mio scopo. Soprattutto ora che avevo rinunciato all'amore! E questo amore non l'avevo mai più sentito! O almeno così credevo!


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