1. Il profumo dei libri

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Clara amava il silenzio delle mattine in libreria. Prima che arrivassero i clienti, prima che il telefono squillasse o che qualche bambino si perdesse tra gli scaffali, c'era un momento - breve ma prezioso - in cui poteva respirare l'odore della carta, dell'inchiostro, della polvere sottile che il tempo lasciava sui sogni.
Si infilò dietro il bancone con la tazza di caffè ancora fumante, sistemò i capelli dietro l'orecchio e accese il computer con un sospiro. Era lunedì, e come ogni lunedì, il mondo sembrava più lento. Fuori, il cielo era grigio, e le prime gocce di pioggia iniziavano a tamburellare contro le vetrate.
<< C'è qualcosa di rassicurante nella pioggia,>> pensò Clara, mentre sfogliava la lista delle novità arrivate. I titoli le scorrevano davanti agli occhi senza lasciare traccia, finché una voce la riportò alla realtà.
<< Scusi... è ancora aperto, vero?>>
Alzò lo sguardo. Davanti a lei c'era un uomo. Alto, cappuccio abbassato, occhi scuri e profondi. La pioggia gli aveva incollato qualche ciocca di capelli sulla fronte. Aveva il respiro affannato, come se avesse corso per arrivare lì.
Clara sorrise, sorpresa. << Siamo appena aperti, in realtà. Ma si, certo. Entri pure.>>
Lui si guardò intorno, come se cercasse qualcosa di specifico. Poi si avvicinò a uno scaffale e prese in mano un romanzo di Murakami. Lo sfogliò con attenzione, accarezzandone le pagine come si fa con qualcosa di importante.
<< È un buon libro,>> disse lei, quasi senza pensarci.
Lui si voltò. I loro occhi si incontrarono. Solo un attimo. Ma bastò.
<< Me l'hanno detto. Mi serve qualcosa che non parli troppo forte.>>
Clara lo osservò incuriosita. <<Murakami non parla. Sussurra.>>
L'uomo sorrise appena. <<Perfetto.>>
Pagò, ringraziò e uscì, lasciandosi la porta alle spalle con un piccolo suono di campanello.
Clara restò immobile per un attimo, con le dita appoggiate al bancone. C'era qualcosa in quello sconosciuto che le aveva lasciato una traccia sottile, come una frase scritta a matita sul bordo di una pagina.
Non sapeva ancora che sarebbe tornato.

Ovunque Sei TuWhere stories live. Discover now