PROLOGO AMETISTE

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Il Cosmo di Ametiste non era nato nel lusso o tra gli onori, ma nel silenzio desolato del gelo.La sua storia ebbe inizio nel villaggio gelido di Mōne, un piccolo avamposto dove la vita si misurava in gradi sotto zero.
Abbandonata neonata, fu deposta sul freddo altare di una piccola chiesa locale.
Il suo pianto era un suono fragile che l'ex Cavaliere d'Argento, Kryos, Custode della zona, percepì come un'increspatura nel suo Cosmo, di solito placido e controllato.Kryos si precipitò, e nella chiesetta trovò la bimba in fasce.
Non appena la sollevò, la piccola smise di piangere e, guardandolo con occhi grandi e limpidi di un azzurro che ricordava i ghiacciai, cominciò a sorridere.Quel semplice atto ruppe la corazza di Kryos che a sua volta rivolse alla piccola creatura un enorme sorriso. Decise all'istante di tenerla e di allevarla, non solo come allieva, ma come la fi glia che non aveva mai avuto.Negli anni, la bambina, che crebbe con l'abilità strategica e la forza marziale del suo padre adottivo, divenne l'allieva migliore.
La sua mente era un computer infallibile, il suo controllo del Cosmo così meticoloso da renderla letale in battaglia.Atena stessa, dalla lontana Grecia, percepì la sua essenza, e il suo Cosmo fu designato come il prescelto per ereditare l'Armatura di Acquario.
La Lezione nel GhiaccioUn giorno, un emissario di Atena, si recò Mone per annunciare che la dea greca aveva scelto Ametiste, ormai una bellissima e stupenda ragazza, come cavaliere d'oro. La sua abilità sia spirituale e fi sica aveva fatto si che Ametiste fosse la candidata perfetta per rappresentare la costellazione.
Kryos sentendo la notizia dall'uomo, fu invaso da un'ondata di orgoglio, tant'è che corse nell'arena che in quel momento era popolata dagli allievi in procinto di allenarsi e annunciò la novella con un sorriso enorme.
Molti ne rimasero sorpresi perche' erano abbastanza convinti che il candidato idea per questo compito fosse Styx, un altro allievo di Kryos, riconosciuto per la sua forza in battaglia.
Nessuno si sarebbe aspettato che una ragazzina sempre solitaria e sempre persa nel suo mondo, potesse essere chiamata a cavaliere.
Styx, sentendo la notizia e vedendo il sorriso orgoglioso sul volto del maestro non prese bene la scelta divina.
La sua rabbia era visibile a chilometri di distanza, e Ametiste se ne accorse ma non mosse un muscolo. Il ragazzo invece con aria furiosa, si diresse verso di lei.
<<Farò cambiare idea alla dea e a Kryos, ci vediamo stasera qui. Vediamo se sei davvero degna dell'armatura ragazzina>>.
Ametiste accettò, non con rabbia, ma con la fredda consapevolezza del dovere.La notte calò e tutti gli allievi si ritrovarono a esultare nell'arena il nome del loro amico, convinti della sua vittoria, visto che molti di loro non avevamo mai visto Ametiste combattere.
Lo scontro iniziò e Styx si scaglio contro la ragazza con una ferocia inaudita, voleva dimostrare a tutti i costi di essere più meritevole di lei. Ma la forza non sempre è un bene.
La battaglia finì in appena due mosse: Styx cadde a terra, svenuto, la sua forza brutale annullata da una strategia impeccabile e da un colpo mirato che non aveva lasciato spazio all'errore.
Kryos che arrivò all'arena di corsa, avvisato da un abitante vide solo l'ultima parte dello scontro e li capì.
Ametiste non aveva accettato per dimostrare la sua superiorità, ma aveva lasciato nel suo compagno un insegnamento, cosa che perfino Kryos non era stato in grado di fare.
Kryos si lasciò andare in un sorriso. La sua allieva prediletta, la sua fi glia adottiva, l'aveva appena superato.Styx si risvegliò nel letto di Iris, la migliore amica di Ametiste, una ragazza dal cosmo curativo. Il suo risveglio frustrato ma illuminato.
Capì il suo errore, capì perche' Ametiste era stata scelta da Atena.
Ora cominciava a comprendere perche' quella ragazza, cosi solitaria e taciturna se ne stava in disparte.
Studiava tutto ciò che la circondava con un'attenzione maniacale.
Dalla porta della casa, fece irruzione un loro compagno che con voce rotta dal fi atone annunciò l'imminente partenza dell'amica. Styx scostò le coperte, doveva assolutamente ringraziare e salutare l'amica, Iris lo seguì, Arrivarono al punto di incontro, erano tutti li, Ametiste affiancata dall'emissario, stava cominciando a salutare tutti.
Iris la sua migliore amica, si gettò tra le sue braccia con grosse lacrime agli occhi.
<<Abbi cura di te, mi raccomando. Scrivi spesso e fammi sapere come stai>>Ametiste le accarezzò la testa e fece un cenno con la testa.
Si avvicinò Styx, mantenendosi a debita distanza, si inchinò in segno di gratitudine.
<<Grazie per aver accettato la mia sfida, ora posso affermare di non essere degno. Ma adesso so qual è il mio punto debole. Grazie Ametiste>>.
La ragazza sorrise in maniera amichevole e gli porse la mano in segno di amicizia, la strinse senza pensarci due volte.Arrivò il saluto più pesante, quello con il suo maestro.
Si posizionò davanti all'allieva e l'abbracciò.Quell'abbraccio aveva un calore cosi strano per lei che non l'aveva mai provato, era il calore di un padre.
<<Nessuno in questo momento è più fi ero di me, sei la figlia che non ho mai avuto>>Kryos sussurrò queste parole all'orecchio di Ametiste che, non appena le udì, i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Il momento purtroppo era giunto, doveva andare, il grande tempio di Grecia attendeva il suo Acquario, così dopo un ultimo saluto, la ragazza partì alla volta del Grande Tempio.

Il momento purtroppo era giunto, doveva andare, il grande tempio di Grecia attendeva il suo Acquario, così dopo un ultimo saluto, la ragazza partì alla volta del Grande Tempio

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