PROLOGO

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«Vedo tutto rosso.»
Il sangue è ovunque. Non si ferma.
Mi scivola tra le dita mentre premo goffamente sul suo petto. Non so cosa fare.
«Oddio... ti prego, fermati.»

Aspetta.
Aspetta.
Aspetta.

Parlo al sangue come se potesse ascoltarmi.
Ma diventa sempre più freddo. Come il suo corpo.

Lei non respira.

Le mie mani tremano, impacciate.
La fisso, poi appoggio lentamente la testa sul suo petto, cercando un battito che non c'è più.

È troppo tardi per pentirsi.
Sono stato io a lasciarla sola.
lo a voltarle le spalle.
lo a far finta che sarebbe andato tutto bene.

Il sangue si raffredda.
E con lui, anche me.

Mi resta solo una sensazione di impotenza, cruda e nuova.
Il rimorso mi scava lo stomaco.
E il senso di colpa...
mi pugnala alle spalle - proprio come ho fatto io con lei.

Perdendo la cognizione del tempo, era rimasto in ginocchio, immerso in quella pozza rossa.
Un tempo che sembrava eterno, eppure breve. Come se si fosse congelato nel momento esatto in cui il cuore della donna si era fermato.

Il silenzio era palpabile.
Il ragazzo non si muoveva, tenendo tra le braccia un corpo ormai freddo.

Poi, un suono lieve. Dei passi.
Il loro rumore si faceva sempre più nitido. Una figura si stava avvicinando.

Lui non si volto.
I suoi sensi, affinati da anni di addestramento, avrebbero dovuto reagire.
Ma ormai erano annebbiati dal dolore.

«Tutto questo potere... e hai lasciato sola questa vecchia a morire come un cane.»

La voce era maschile. Sprezzante.
Lo stava deridendo.

Il ragazzo non parlò.
Non provava né rabbia né paura.

L'uomo si fermò alle sue spalle. Il volto nascosto da un velo nero. il sorriso era visibile, tagliente come la lama che impugnava, le labbra gli tremavano, come se faticasse a trattenere le risate. Si stava godendo ogni singolo secondo della scena.

Poi smise di sorridere.
Alzò il braccio.

Il colpo fu secco. Pulito.
Nessuno schizzo di sangue. Nessuna resistenza.

La testa del ragazzo cadde.
Rotolò lentamente, fino a fermarsi accanto a quella della sua maestra.

«Che pena... addio, piccolo prodigio. Goditi il silenzio che hai creato.»

Furono le ultime parole che udi.
I suoi occhi rimasero aperti, fissi su quel volto che non avrebbe mai dimenticato.
Fu quella, l'ultima immagine che vide.






salve a tutti ho appena iniziato a scrivere il libro, il titolo è ancora provvisorio.
cercherò di pubblicare il più possibile, nonostante questa sia solo una stesura provvisoria.
spero che questa storia possa appassionarvi 💫💫

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