L'indirizzo era quello giusto, se doveva credere al suo informatore. Visto da fuori sembrava un edificio abbandonato, ma Rosalinda sapeva che non poteva essere così facile.
L'uomo a cui dava la caccia era come un fantasma: sapeva far perdere le sue tracce con grande abilità, rimanendo nascosto pur trovandosi in bella vista.
Ma i giorni di libertà di Fortress, nome in codice dell'hacker a cui dava la caccia da tempo, erano finiti.
Rosalinda era decisa a portarlo fuori dalla sua tana in manette.
L'ispettrice di polizia scese dall'auto che aveva parcheggiato a pochi metri dall'edificio. Non aveva informato i colleghi della sua scoperta.
Aveva un conto in sospeso con Fortress, a causa di certe foto sottratte dal PC di sua sorella e diffuse su alcuni siti a pagamento.
Maria Giulia le aveva realizzate con l'aiuto di un'amica fotografa, ma alla fine aveva deciso di tenerle per sé invece di pubblicarle sui profili social.
Ma quello era il meno. Fortress sottraeva somme di denaro da conti correnti di imprenditori ed ex parlamentari, usandoli per fare la bella vita.
Rosalinda aveva giurato a sua sorella di prendere quel criminale e fare sì che pagasse per tutto quello che aveva fatto.
La poliziotta si mosse furtiva e raggiunse la porta del magazzino. Non dovette forzarla, ma visto il buio all'interno fu costretta a tirare fuori la torcia dalla tasca interna della giacca di pelle.
Una volta dentro poté constatare lo stato di abbandono, ma questo non significava nulla.
Gli hacker non erano famosi per la pulizia dei pavimenti o lo spolvero dei mobili.
Dopo un'esitazione iniziale, la mano di Rosie andò alla fondina legata alla cintura dei jeans ed estrasse la pistola.
Fortress non risultava armato, ma avendo scelto di compiere un'azione solitaria era meglio essere prudenti.
Quando sembrava che avesse fatto un buco nell'acqua, una luce soffusa proveniente da una porta socchiusa attirò l'attenzione della poliziotta.
Rosalinda spense la torcia e si avvicinò silenziosa come un gatto all'uscio socchiuso. Spalancò la porta con un calcio ed entrò.
La stanza era vuota, eccetto per una brandina messa accanto a una parete e una piccola scrivania sulla quale era poggiato un portatile con lo schermo acceso, la fonte di luce che l'aveva attratta lì dentro.
La sedia rovesciata a terra indicava una fuga precipitosa, in aggiunta al fatto che il PC era incustodito e non c'era bisogno di password per sbloccarlo.
Rosalinda recuperò la sedia e la rimise al suo posto, sedendosi davanti al PC. Era certa che Fortress non avesse fatto in tempo a ripulire il portatile.
Avrebbe potuto avvisare i colleghi e farlo esaminare dagli esperti, ma la curiosità di vedere cosa c'era sopra prese il sopravvento.
Fu in quel momento che vide il microfono. Era uno di quei modelli usati dai telecronisti, probabilmente Fortress lo usava per inviare comandi vocali al PC.
Rosalinda pensò che avrebbe funzionato anche con lei, se fosse riuscita a memorizzare la sua voce. Avvicinò l'apparecchio per esaminarlo.
"Ma cosa..." gridò quando un fortissimo sbuffo di fumo fuoriuscì dal microfono, entrando nei suoi polmoni.
Rosalinda cadde all'indietro con la sedia per sottrarsi al getto, ma ben presto capì che era troppo tardi.
Qualunque cosa avesse inalato, stava già facendo effetto. Rosie riuscì a girarsi a pancia sotto sul pavimento, ma le gambe non rispondevano più ai suoi comandi e le braccia pesavano un quintale ciascuna.
La vista si stava annebbiando al pari dell'udito, infatti non si accorse dei passi sul pavimento, finché nel suo campo visivo sfocato apparvero un paio di scarpe.
"Ciao Rosie, finalmente ci incontriamo. Sapevo che non avresti resistito alla tentazione di sbirciare tra le mie cose. Perdona il mio piccolo scherzo, ma so bene quanto sei impulsiva e chiusa al dialogo".
Rosalinda provò un brivido di paura ed eccitazione. Fortress era lì davanti a lei. Doveva alzarsi, recuperare pistola e manette infine...
"Questa la prendo io, è un miracolo che non sia partito un colpo quando l'hai fatta cadere a terra". Rosie capì che l'hacker le aveva preso la pistola e maledisse la sua decisione di non aver chiamato rinforzi.
"Non fare sforzi, hai respirato molto gas e tra poco dormirai come una bambina. Non ti farò del male, sai che non sono un tipo violento".
La sua voce era così diversa da come l'aveva immaginata. Bassa e dal suono armonioso. Era un uomo sicuro di sé e in quel momento lei era alla sua mercè.
"Come avrai capito, sei stata attirata in trappola. Ma io voglio solo parlare con te, quindi ascolta bene. Capisci quello che sto dicendo?"
Rosalinda riuscì a fare un cenno con la testa, ma poi la fronte si posò sul pavimento. Chiuse gli occhi e ascoltò le parole di Fortress.
"Smetti di darmi la caccia. Sei una brava poliziotta, ma non hai speranze di prendermi. Ora sei così debole che potrei farti di tutto, ma non sono un mostro. Ti lascerò andare e spero che ricambierai la cortesia".
Sentì che Fortress si era inginocchiato accanto a lei. Annusò nell'aria un profumo delizioso e capì che si trattava di Fortress. Tutto quello che credeva di sapere sulla sua preda era sbagliato.
"Allora Rosie, qual è la tua risposta?"
Anche se sconfitta, la poliziotta era decisa ad arrestarlo, ma scelse di giocare d'astuzia.
Con la fronte sul pavimento riuscì a piegare il capo per dire sì.
"Hai fatto la scelta giusta. Spero che tu sia sincera o dovrò punirti se scoprirò che hai mentito".
Punirla? Chi si credeva di essere, suo padre?
Non era più una bambina. Avrebbe voluto urlarlo a Fortress, quando lui la prese in braccio.
Nel suo stato di sonnolenza, Rosalinda percepì la forza fisica di Fortress. Le braccia che la sostenevano erano solide e muscolose, come il petto contro cui era poggiata.
"C-chi sei?" disse in un sussurro strozzato mentre le palpebre si serravano e lei scivolava in un dolce oblio.
"Il tempo delle domande è finito. Riposa".
Rosalinda tentò una debole protesta, ma dalle sue labbra uscì un sospiro. Quando furono fuori dal magazzino, era già addormentata.
Fu caricata nella sua auto sul sedile anteriore dall'uomo che avrebbe dovuto arrestare.
Lui le allacciò la cintura e le sfilò dalla tasca le chiavi dell'auto.
"Ti piacerà la nostra destinazione".
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Diventare Sua
RomanceRosie è una giovane poliziotta che sta seguendo un caso difficilissimo, riguardo un hacker conosciuto come Fortress. Lei crede di poterlo incastrare, ma Fortress ha in serbo una bella sorpresa per lei... Rosie imparerà presto come un uomo può strav...
