Capodanno a Londra

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A dicembre, Rita le propose di accompagnarla a Londra per Capodanno.

"Mi ha invitata Nin, la cinese per la quale lavoro part-time. Le ho già detto che porterei un'amica. Ci ospita in albergo, in una suite e manda la limousine a prenderci all'aeroporto. Secondo me ci divertiremo. Se non vieni, non ci vado nemmeno io."

"Non ho voglia di trascorrere la fine dell'anno a casa sua. Hai detto che la bambina ha cinque anni."

"Figurati! È un'ottima padrona di casa, o inviterà da lei o andremo a qualche festa. Conosce tanta gente."

Arrivate a Londra, ad attenderle trovarono un uomo, profilo da ex impero britannico, che sventolava un foglio con i loro nomi.

"Non ha un look da autista di limousine" rilevò Sofia.

"Non cominciare a fare la principessa sul pisello. Non abbiamo piselli, al momento.

E poi sei un'ospite. Taci e ringrazia."

"Hai ragione, ma non lo è, e non lo sarà mai."

L'uomo le fece accomodare in una comune macchina, vetusta e bisognosa di verniciatura. A fatica riuscì a chiudere il baule coi loro innumerevoli bagagli. Evidenti le tracce di ammaccature.

"Secondo te dobbiamo dargli la mancia o si offende? E quanto?"

Fu l'argomento principale del tragitto. Oltre a quello, discussero su come dividersi e occupare i vari spazi della suite, per stare comode e non intralciarsi. Conclusero di dargli cinque sterline della loro cassa comune, che gestiva Rita. Sofia non voleva occuparsi di conti anche in vacanza, e poi la sua amica era più veloce nel fare i cambi.

Arrivate all'hotel, bello, in una zona centrale, Rita rimase fuori con l'autista e Sofia andò alla reception per avvisare del loro arrivo. Dalle vetrate vide l'amica, rossa in viso, parlare concitatamente con l'uomo, nella cui mano era spuntato un martello. Uscì in tempo per notare che Rita stava infilandosi in tasca le cinque sterline, riprese con mossa rapida.

"Si è offeso?"

"Ma che offeso! Era sorpreso. Gli ho dato i soldi. Gli ho detto thank you. Lui mi ha steso la mano con il palmo aperto, stavo per stringergliela, pensando fosse un saluto. Invece ha cominciato a recitare: "thirty pound please, thirty pound please". Quando ho realizzato, stavo quasi per addormentarmi con quella cantilena, mi sono ripresa la mancia. Sto cesso di limousine non era stata pagata. Speriamo che almeno l'albergo lo sia. Avremmo speso meno col taxi."

"Nin è stata comunque gentile. Avrà pensato che non ne avremmo trovati. Ma il martello? Ho pensato che volesse colpirti."

"È il suo apriti sesamo per il baule. Tre colpi ben assestati e sono riapparse le nostre valigie, che temevamo entrambe di non rivedere se non con l'uso della fiamma ossidrica."

Cominciarono a ridere, smettendo un'ora dopo in camera, immaginando quali altre sorprese avrebbero avuto. La suite era una normale camera con bagno, di salotti e salottini neanche l'ombra. Probably, equivoci di differenti idiomi.

"Sarà meglio che t'informi cosa intende organizzare per l'ultimo dell'anno. Date queste premesse non prevedo nulla di buono. Dopo tutto lei è cinese, non ha le stesse nostre tradizioni. Neanche aspettative, in quanto già sposata."

"Ma il marito è inglese e fa il pittore, comunque questa sera andiamo a casa loro. Ha invitato a mangiare anche la sua amica di Singapore, un'eccentrica miliardaria indonesiana, e un artista portoghese."

L'edificio dove abitava la loro ospite aveva la tipica struttura inglese, a due piani bassi e stretti con giardinetto sul retro, uguale a tutte le altre della via. Carino, niente di particolarmente lussuoso. L'arredamento interno era ancora più anonimo. Anzi, singolare perché nel soggiorno, se si escludeva l'albero di Natale e un tavolino orientale, non c'erano altri mobili. Rimasero forzatamente tutti in piedi a sorseggiare champagne. Il locale più arredato e accogliente della casa era nel seminterrato, dove scesero per il pranzo. Il tavolo era posizionato nella veranda. Una serra, piuttosto, data la quantità di piante appese al soffitto e sparse sul pavimento.

Champagne: due single a CapodannoWo Geschichten leben. Entdecke jetzt