DISCLAIMER: Questa storia contiene tematiche di disciplina, dinamiche di potere e controllo all'interno di una relazione consensuale. Non sono presenti scene di carattere sessuale esplicito; l'attenzione è rivolta principalmente allo sviluppo psicologico dei personaggi e alle loro interazioni.
Milano, Italia.
Elena Marini sedeva alla sua scrivania, fissando il monitor davanti a sé con espressione indifferente. L'open space dell'ufficio era gremito, i colleghi intenti a digitare sui loro computer. Lei avrebbe dovuto fare altrettanto, ma il compito che le era stato assegnato era così banale che l'aveva terminato da tempo. Da quando era stata assunta in quell'azienda, quasi un anno prima, non le erano mai stati affidati compiti rilevanti, ma solo di supporto. In quell'anno aveva svolto in modo puntuale e preciso ogni lavoro che le fosse stato assegnato, ma ogni volta che chiedeva al suo capo di concederle un ruolo più attivo all'interno del team otteneva sempre la stessa, deludente, risposta.
«Non tutti sono adatti per avere ruoli importanti e di responsabilità. Tu sei perfetta per il supporto, chi se ne occuperebbe altrimenti?»
Il supporto era, in altre parole, svolgere il lavoro degli altri quando necessario senza mai potersene prendere il merito o, in alternativa, controllare il codice degli altri programmatori, preparare i materiali per le riunioni, stilare i report sullo stato dei progetti... A volte si sentiva più una segretaria che altro.
Elena sbadigliò, annoiata. Aveva lavorato così duramente per ottenere la sua laurea in ingegneria informatica e aveva anche svolto un master in intelligenza artificiale in Giappone. Era tornata in Italia piena di aspettative, pronta a mettere in pratica ciò che aveva imparato e invece si ritrovava a preparare PowerPoint.
Una notifica lampeggiò sullo schermo, riportandola al presente. Un'email dal suo capo. Apparentemente aveva convocato una riunione straordinaria per assegnare un nuovo progetto.
Elena lesse la mail senza entusiasmo. Sapeva già come sarebbe andata: avrebbero fatto una riunione, lei avrebbe proposto idee e soluzioni, e poi il progetto sarebbe stato affidato a qualcun altro. Probabilmente al collega più giovane, Luca, assunto nello stesso periodo di lei subito dopo la laurea. Nonostante fosse spesso lei a correggere i suoi errori, erano sempre a lui che venivano affidati i compiti più interessanti. Non importava quanto fosse più qualificata o che Luca le chiedesse in segreto consigli; Elena non veniva mai presa in considerazione.
La riunione si svolse esattamente come previsto. Il capo spiegò il progetto, Elena avanzò delle proposte accolte positivamente, e al momento di scegliere i membri chiave per il team, fu scelto Luca per affiancare i colleghi senior. Il sangue di Elena ribolliva mentre tornava alla sua scrivania. Automazione e intelligenza artificiale erano il suo campo, la sua specializzazione. Quel progetto era perfetto per lei. Usciti dalla sala riunione, Luca si avvicinò con aria complice e bisbigliò: «Se ho bisogno di qualche dritta so dove trovarti, vero?»
Elena infilò i documenti nel cassetto con un gesto brusco. Questa volta non avrebbe lasciato correre. Senza neanche sedersi, fece dietro-front e attraversò il corridoio a grandi passi, la rabbia che le serrava lo stomaco. Arrivata davanti all'ufficio del capo, prese un respiro profondo e bussò, chiedendosi per un istante se fosse davvero una buona idea.
«Avanti», rispose la voce dall'interno.
Elena entrò e lo trovò seduto alla scrivania, intento a digitare con espressione distratta. Un uomo sulla cinquantina, il capo incarnava il maschilismo d'altri tempi. Non era raro che lanciasse battutine a lei e alle altre (poche) colleghe donne, commentando il loro aspetto o insinuando che certi incarichi fossero troppo complessi per loro. Elena, che non era mai stata brava nei confronti, aveva sempre stretto i denti. Ma questa volta sentiva che non poteva trattenersi.
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Algoritmi Comportamentali
RomanceElena è una programmatrice brillante e impulsiva che cerca il suo posto nell'ambiente competitivo di TransTech. Seo Joon, il direttore freddo e severo, sembra determinato a metterla in riga e a mettere in luce ogni sua debolezza. Tra progetti di int...
