SOARING HEARTS: Prologo

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Quanto era difficile decidere cosa portare in valigia. Significava fare delle scelte difficili, determinando quali ricordi e quali emozioni, e quali oggetti, sono davvero importanti. Ciascuno rappresentava un legame speciale per Mavi, con il suo periodo all'estero.

Era estate. Avrebbe fatto ritorno in Europa, dove l'aspettava Dustin. Il pensiero di rendere ogni singolo momento unico, e indimenticabile, con suo fratello, la stava opprimendo da giorni.

Sarebbe partita solo per un paio di settimane, però una volta tornata avrebbe significato tornare a passo con il suo percorso universitario. Con gli esami. E porsi la classica - ma esistenziale - domanda: "È questo che voglio fare?".

"Affronta il rischio o perdi l'occasione" è stata una citazione che aveva letto la prima volta all'interno del Museo Moco di Amsterdam. Quella citazione era impressa nella sua mente e le ricordava che accogliere le opportunità era fondamentale per la crescita.

C'era il sole ad Incheon. Giurava di aver dimenticato che forma avesse il Sole, dato che ad Incheon pioveva in continuazione. Quando succedeva era come se la città si fermasse, diventava lenta e agitata. In realtà, era una visione di Incheon che variava da persona in persona. Una piccola percentuale di abitanti riteneva noioso vivere lì. Tuttavia, vivere in qualsiasi città poteva risultare noioso.

Però il sole, a volte, sapeva essere così curativo.

La valigia era pronta. L'aveva trascinata fino all'ingresso, prendendo un grosso respiro. Aveva indossato le scarpe, la borsa ed era uscita di casa. Non aveva ancora pranzato. Così aveva pensato bene di fare un salto al convenience store, prendere uno di quei triangoli di riso con carne di maiale e salsa piccante, mentre da bere una confezione di latte aromatizzato alla banana. La combo lasciava a desiderare ma, nel complesso, per duemila won il gioco valeva la candela.

Saranno state le quattro del pomeriggio quando è entrata nella caffetteria. L'attendeva una giornata di lavoro lunga ed estenuante.

Trascorsi dieci minuti, aveva sentito aprirsi la porta scorrevole del negozio. Un gruppo di giovani studenti si era riunito intorno al bancone e il più alto di loro si era avvicinato spavaldo a lei.

«Annyeonghaseyo» aveva detto facendo un inchino.

Senza guardarlo aveva recitato la stessa frase che ripeteva a tutti. «Serve lo scontrino per ordinare.»
«Voglio solo una birra.»
«Allora devi andare in cassa e mostrare un documento che dimostra che sei maggiorenne.»
«Andiamo» l'aveva pregata, «guardami. Dimostro più della mia età. Avresti detto mai il contrario?»
Così l'aveva squadrato. «No, eppure te l'ho chiesto. Quindi grazie per avermelo appena confermato.»

Hai giocato male la carta, Chris, aveva sentito dire dagli amici di lui dietro le spalle.

Chris, però, non aveva demorso. Appoggiando una mano al bancone aveva piegato il busto verso di lei. «Non sarai un po' troppo severa con me, noona*?»

Mavi si era bagnata il palato divenuto secco con un po' di saliva e aveva deglutito.

Quindi era fatta, aveva creduto Chris. Ad ogni modo, quel giorno aveva imparato a non dare per scontato nulla. Soprattutto a non sottovalutare quella barista sexy - dai tratti orientali e l'accento strano - perché lei non era come tutte le altre. Infatti, la sua risposta era uscita con una naturalezza letale. «O fai come ti ho detto, o di fronte c'è l'altro bar che non si preoccupa di vendere gli alcolici ai ragazzini

Chris si era lasciato scappare una risata nervosa, soffiandole sul viso. «Ma chi ti credi di essere? Mia madre?»

E per la prima volta nella giornata, lei aveva alzato gli occhi - dal taglio semi occidentale, un colore più chiaro rispetto a quello tradizionale asiatico, che li rendeva straordinari, quasi unici - in quelli grandi, da cerbiatto e color carbone, di lui.

SOARING HEARTS: Vuoi volare con me?Stories to obsess over. Discover now