Jordan
«Papà, che palle, quanto dura 'sto volo?!»
«Jordan, lasciami dormire...»
Ciao, sono Jordan James Anderson, per alcuni JJ. Ho 17 anni e sono un giocatore di badminton — sì, proprio lo sport con la racchetta leggera e il volano. Se non si fosse capito dal cognome, sono il figlio di JJ Anderson junior... che in teoria sarebbe JJ Jr. A.? Non so cosa avessero in mente i miei nonni.
In questo momento ci stiamo trasferendo a Chicago. Mio padre ha spostato la sua azienda negli Stati Uniti, lasciando quella di Londra a qualcun altro. Io invece ho trovato un nuovo club sportivo che mi ha fatto una proposta per il badminton.
Tra poco inizierò l'università — Economia e Finanza — e, onestamente, mi sto cagando addosso. Sarò anche mezzo americano, ma l'accento londinese non credo mi abbandonerà mai... chissà cosa mi diranno quegli infami americani.
Una cosa "interessante" di me: non ho la minima idea di che fine abbia fatto mia madre. È come se non fosse mai esistita. Ogni volta che chiedo a mio padre del mio "altro genitore", cambia discorso. Non c'è traccia di lei in nessun documento. Zero. Nulla.
Ho formulato qualche teoria:
aveva una relazione, ma lei non voleva figli;
sono adottato (se trovassi il certificato di nascita lo capirei);
madre surrogata (poco probabile);
l'ha messa incinta per sbaglio e lei mi ha mollato a lui.
Tutte ipotesi plausibili...
Ma ormai ho smesso di cercare. Se il destino vuole che la incontri, accadrà.
Mi metto comodo, sbuffo. Non c'è un cazzo da fare. Chiudo gli occhi e mi addormento. Mancano sei ore al volo... morirò giovane.
Jake
«Papàààà, che palle, quando inizia 'sta cerimonia?»
«Jake, non fare lo stupido. Vai a sederti nella mia postazione.»
Sbuffo e me ne vado.
Mio padre è un wedding planner. Oggi si sposa un suo caro amico.
Quindi: 15% di sconto, soldi persi e io invitato per forza.
Una cosa positiva però c'è: mio padre ha chiuso la sua relazione due mesi fa. Se fossero durati di più, il suo ex sarebbe stato sicuramente invitato e io avrei dovuto passare la giornata con lui. Per fortuna non è successo. Non mi sono mai piaciuti i suoi fidanzati. Mai.
Gli ho sempre chiesto di mia madre. A 14 anni ho iniziato a tormentarlo. Un giorno ha perso la pazienza e mi ha detto che non era una madre quella che stavo cercando, ma un padre. Ci sono rimasto di sasso. Poi ha aggiunto che capita, è raro, ma capita.
A 16 anni mi diede finalmente una risposta. Mi chiese cosa volessi, mi offrì una macchina, ma io rifiutai e chiesi la verità.
Mi raccontò del suo rivale al liceo, di quella notte insieme, e del fatto che non potevano stare insieme. Così io finii in sua custodia... credo. Non ho capito tutto perfettamente.
Ad oggi non so ancora chi sia mio padre biologico. So solo che è un atleta professionista — sport sconosciuto — e che è famoso. Potrei dedurre che abbia gli occhi verdi, visto che mio padre li ha azzurri come l'oceano.
Comunque: io sono Jake John Anderson. Il cognome è del mio altro padre, ma con tutti gli Anderson nel mondo... vallo a capire chi è. E non ho capito perché non me lo abbia mai cambiato.
Inizierò l'università di Economia e Finanza. Gioco a badminton — passione nata dal nulla. Il mio idolo è JJ Anderson, il più forte di tutti. Mi fa sorridere che abbiamo lo stesso cognome. Alcuni mi chiamano JJ. Ma ogni volta che nomino JJ a mio padre, sembra infastidito. Esagera proprio.
Faccio parte di un club sportivo molto famoso, e sono il migliore lì dentro. Ho vinto medaglie, coppe e un paio di tornei... ma non ditelo in giro.
Gioco singolo da un anno perché non trovo un compagno decente.
Sospiro, metto via questi pensieri e "mi godo" il matrimonio.
Se questa confusione può essere definita matrimonio.
YOU ARE READING
Twins
Short StoryJ.J (junior) era un' atleta professionista famosissimo di badminton con il record di 100 tocchi senza mai fermare il volano, ad oggi ha una azienda ereditata dal nonno. James è un famosissimo wedding planner conosciuto in mezza america, la sua carri...
