prologo

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Primavera, 1998
Will's pov:

"Caro diario, sono anni che non poso la mia penna sulle tue pagine, considerando che non ti scrivo da quando avevo 13 anni (adesso ne ho 17), non che io non volessi ovviamente, solo che negli ultimi 3 anni é successo di tutto che non ho avuto neanche il tempo di respirare. Partendo dall'inizio, due giorni dopo il mio compleanno , quando ho smesso di scriverti, io, Lucas, Dustin e Mike abbiamo incontrato una ragazza più o meno della nostra età uscita da un laboratorio di psicopatici dove usavano i bambini come cavie. Si rivelò immediatamente una ragazza particolare e con qualche rotella fuori posto, ma sicuramente molto carina e premurosa, e nel giro di due anni diventò la mia sorellastra. Ti starai chiedendo 'com'è possibile?' mio padre come sai a gennaio dell' '88 se ne andò di casa perciò era frequente che da noi passasse Hopper, un poliziotto di quartiere ovvero amico di mamma dal liceo, ma che poi si rivelò essere di più di un semplice amico di infanzia. Fin da subito si prese cura di Jane, la ragazza scappata dal laboratorio, diventando, quindi, mia sorella.
Andando avanti con gli anni, a scuola il bullismo continuava, perciò, per distrarmi da tutti i commenti negativi e spintoni che ricevevo quotidianamente, mi misi a studiare giorno e notte, ottenendo voti eccellenti e vari crediti, per questo poi ottenni anche varie borse di studio per il college.
Si, é vero, trascurai un po' i miei amici e la mia vita sociale, ma rimarrò per sempre legato a loro, sempre legato a Mike. Mike, Mike, Mike, Mike, Mike. Nella mia testa ormai c'è solo Mike. Micheal Wheller. In continuazione. Non-stop. Ventiquattro ore su ventiquattro. Sette giorni su Sette. 365 giorni su 365. 60 secondi su 60. Nonostante lo studio, la stanchezza, lo sport o la scuola, non riesco a non pensare a lui. Ogni suo gesto mi fa venire i brividi. Anche quando sbadiglia resta sempre infinitamente attraente. Ormai sono diventato uno psicopatico. Collego qualsiasi cosa a lui. Una volta sono andato ad associare il colore dei corvi ai suoi capelli. Sono spacciato. É evidente che non potrò mai essere più di un semplice migliore amico, ma io mi accontento, eccome se mi accontento. Solo che da quella sera alla festa di Natale pareva che voleva essere tutto fuorché amici. Ho ancora il ricordo impresso nella memoria. Erav-"

"Will? Sei sordo o cosa? É la quinta volta che ti chiamo per andare a mangiare, é tutto ok?" mi disse Jane spalancando di colpo la porta e guardandomi dall'alto in basso con uno sguardo preoccupato.
"Si-cioé scusa, é tutto ok ero solo preso dai compiti" inventai una scusa abbastanza plausibile, credo.
"Uffa, stai sempre con il naso in mezzo ai libri.. qualche volta esci pure un po' con noi che ci divertiamo tutti insieme" sbuffò cadendo di peso sul mio letto e guardandomi.
"C'é Mike che mi chiede sempre di te, sto iniziando a pensare che tu gli possa piacere veramente."
"Sì, questo neanche nei miei sogni più fantasiosi può accadere"
"Fidati, un'attimo che vi dichiarate e già finite al letto" mi rispose guardandomi maliziosamente.
"Magari..ASPETTA ASPETTA, TE DOVE LE HAI SENTITE QUESTE COSE??!" dissi scandalizzato.
"Will, guarda che ho 15 anni, non sono più piccola queste cose le so ormai, e poi me lo ha detto Max".
Ecco, ci risiamo, Max deve tenere la bocca apposto qualche volta. Liquidai velocemente la conversazione e andammo a mangiare, facendo una piccola gara a chi arrivava prima al tavolo in corridoio, e ovviamente finì che cascai rovinosamente per terra come un mongoloide avendo i calzini meno adatti per correre in casa di tutto il mondo.

Mi accorsi solo dopo com'era conciata Jane. Aveva un vestitino primaverile bianco con tutti fiori ricamati di qualsiasi colore immaginabile, con tutti i capelli mossi messi un una cipolla disordinata che le cadevano dappertutto sul viso, che era truccato con un filo di ombretto turchese e un po' di rossetto.
"Ehy, sbaglio o oggi non é pasqua" dissi rivolto a mia sorella. "Simpatico" rispose facendomi una smorfia "Lasciala in pace William" disse sogghignando mia madre.
"Devo uscire dopo con i ragazzi, mi ricordavo di avertelo già detto, te vieni?" mi ricordò poi sorridente.
"E ci devi andare conciata così?" dissi evitando la sua domanda. "Questo si chiama stile, William, e poi dobbiamo andare al centro commerciale e questo é il mio vestito da centro commerciale" rispose con un tono da finta snob e io mi misi a ridere mentre lavavo i piatti e sparecchiavo.
"Vieni si?" sarei venuto volentieri se non ci fosse stato anche Mike "Daiiiii, ti prego ti prego ti prego ti prego" Jane iniziò con la sua cantilena mettendosi i ginocchio e pregando che venissi.
"Ok ok fammi solo decidere cosa mettere"

Mente mi vestivo, forti flashback di quella sera di Natale apparivano come piccoli ricordi di un secondo che venivano e scomparivano in un attimo, causandomi un mal di testa allucinante. Ancora riuscivo a sentire la sua pelle sulla mia e quella sensazione di adrenalina indimenticabile che mi faceva ribollire il sangue nelle vene. Da quel giorno, ogni volta che io e Mike stiamo anche solo a 2 metri di distanza, si riesce a percepire un disagio quasi palpabile, dove i nostri occhi si incastrano quei due minuti in più del dovuto per poi non guardarsi più per tutta la giornata. Non riusciamo più a parlare. É evidente che qualcosa non va tra noi due e questa cosa mi uccide.

Alla fine optai per dei jeans lunghi con una felpa leggera, visto che non faceva poi così caldo, e una maglietta a maniche corte di mio fratello, ora in college, perché ormai le mie non mi stavano più essendo cresciuto di parecchio, anche per il fatto che inizia ad andare in palestra, nell'ultimo anno.
Adesso tutte le mie magliette le prende Jane (pensando di farlo di nascosto quando é evidente che le prende lei visto che il mio guarda roba si sta dimezzando) e questo mi fa sentire..bene. Proprio come un fratello maggiore. Sorrisi involontariamente fin quando mia sorella urlò di darmi una mossa.

Uscimmo velocemente e in meno di 15 minuti arrivammo al centro commerciale dove tutti ci stavamo aspettando fuori. Ovviamente la prima persona che notai fu Mike. É come se tutte le persone intorno a lui iniziassero a perdere colore mentre lui diventa sempre più luminoso nella mia testa. Indossava un paio di pantaloni larghi che gli cadevano sotto le converse nere e bianche,tutte scarabocchiate, visto che gli stavano larghi in vita, anche se portava una cintura, e infine aveva una maglietta bianca,che gli stava a pennello, con la giacca a quadri rossa arrotolata in vita. Era perfetto. I suoi capelli erano raccolti in una coda bassa scoprendo le orecchie piene di orecchini.
I suoi occhi si posarono subito sui miei e in mezzo secondo tutte le farfalle che avevo nello stomaco si liberarono. Anche qui il nostro scambio di sguardi durò fin troppo a lungo..

⚠️importante⚠️
ciao a tutti!! questa storia l'ho scritta un paio di anni fa ma solo adesso mi sono accorta che era la storia più cringe e scritta male del mondo perciò ho deciso di modificarla usando come base questa senza scriverne un'altra daccapo (anche perché l'idea che ho avuto della storia in generale due anni fa non mi dispiace per niente).
Poi ho voluto ambientarla negli anni 90 per una questione personale ma anche di stile, canzoni etc che mi ispirava di più. Continuano però ad avere 16/17 anni quindi, ad esempio, Will che é nato nel 1971, nella mia storia é nato nel 1981 e così per tutti gli altri personaggi.
Spero di riscrivere questa storia in poco tempo e meglio di prima ma soprattutto spero vi piaccia 🫶🏻.

i tuoi bellissimi occhi verdi~bylerStories to obsess over. Discover now