I. Inevitabile

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Potevo innamorarmi di tutti, di qualsiasi persona volevo.

Mi avrebbero accettata ricambiando, sarei rimasta nel mio silenzio.

Eppure ho ti incontrato e quel giorno la mia quiete venne rotta.

Potevo innamorarmi di tutti, di qualsiasi persona desideravo, ma ti ho scelto.

Sei entrata nel mio mondo rompendo la mia bolla e facendomi udire un rumore nuovo.

~~

Sei del mattino.

La sveglia suona e mi sveglio distratta da questo pensiero.

-Che strano sogno...- mi dico portandomi le mani davanti al volto.

Mi giro in continuazione nel letto cercando di prendere il telefono per fermare quell'assordante e fastidioso suono.

Bip, bip, bip.

Dalla rabbia butto per terra il telefono che però continua a vibrare.

-Dannazione, spero che non si sia rotto.- dico alzandomi di peso dal letto.

Faccio colazione con del latte, mi faccio una doccia, mi sistemo i capelli in un semplice codino, mi lavo i denti e infine mi precipito davanti allo specchio per scegliere cosa indossare.

-Primo giorno di terza superiore, di già?- mi chiedo da sola.

Punto sempre alla solita opzione: dei cargo e una maglia oversize, diversi bracciali, la mia collana preferita e i miei soliti anelli.

Il telefono vibra di nuovo sul comodino per l'arrivo di un messaggio, è Megan.

<Ehi, quanto ci metti a prepararti? Ti sto aspettando davanti al solito bar>

Me ne ero completamente dimenticata.

Preparo al volo lo zaino, controllo di avere tutto ed esco in fretta da casa per raggiungerla.

Dopo 10 minuti la raggiungo salutandola con un leggero cenno della mano, mi chiede se voglio mangiare qualcosa e rifiuto.

-Allora Est, magari è questo il tuo anno fortunato, no?- mi chiede sorridendo portandosi una mano sotto al mento.

-No.- rispondo sbrigativa e fredda guardando altrove.

Una voce maschile arriva in lontananza chiamandoci in modo goffo e senza dubbio irritante.

-Eccovi qui, donne. Megan ed Ester, le mie preferite, come state? Pronte per il primo giorno?-
ci chiede sorridente con una mano dietro la testa e l'altra appoggiata sullo schienale della sedia della mia migliore amica.

Ha fatto troppe domande.

-Scusa Morgan, ma stavamo parlando di cose da donne, ti dispiacerebbe lasciarci in pace?- risponde Megan scherzando guardando il ragazzo.

-Esatto, Morgan, ascolta la tua sorellona per una buona volta.- io però, a differenza sua, non scherzo.

-Siete sempre così noiose, comunque vi conviene cominciare a dirigervi verso scuola, tra poco cominciano le lezioni.- adesso anche lui aveva cominciato ad assumere un tono serio probabilmente offeso dalle nostre risposte.

Senza dire una parola mi alzo e me ne vado con passo svelto, mi metto le cuffie con la mia canzone preferita a tutto volume e proseguo verso la "prigione".

Arrivata davanti a scuola mi siedo lì vicino e noto non c'è ancora nessuno.

Mi guardo attorno, che strana sensazione.
C'è un vento molto leggero, fresco.

Mi sento così bene, ma allo stesso tempo così vuota.

-Quello di questa mattina è stato davvero uno strano sogno. Io che mi innamoro di qualcuno? Mi sembra impossibile.- mi dico spostando i ciuffi di capelli che mi ricadono davanti agli occhi.

Scaccio via questi inutili pensieri quando vedo una piccola ragazzina avvicinarsi: si comporta in modo strano, è bassa, ha i cappelli legati marroni con solo due ciocche che le ricadono sul volto, gli occhi sono leggeri e profondi allo stesso tempo, il suo sorriso è un po' imbarazzato, come se stesse cercando qualcosa pur facendo finta di niente.

Ha un maglione colorato sopra a una strana gonnellina, i suoi vestisti sembrano usciti direttamente da una fabbrica di dolci.

-Ehi, scusa.- mi dice lei avvicinandosi a piccoli passi con le mani dietro alla schiena.

Solo a quel punto mi rendo conto che sta parlando con me, mi levo le cuffie e la guardo negli occhi alzando un sopracciglio.

-Mh?- rispondo senza saper che dire aspettando che finisca la frase.

-Sono nuova qui, ho cambiato scuola da poco.- spiega passandosi una mano dietro la testa a disagio dalla situazione.

La guardo interrogativa spostando la testa di lato e aspettando che arrivi a una conclusione.

-Mi chiedevo se sapessi dirmi, ecco beh, insomma.- la guardo ancora senza capire.

-Sai dov'è la mia classe?- butta fuori tutto in un colpo socchiudendo timidamente le labbra.

-Immagino di sì, non conosci nessuno che ti ci possa portare?- chiedo, onestamente non ho tanta voglia di aiutarla, anche se, di solito, sono abbastanza disponibile.

-No, non conosco nessuno e tu sei l'unica che ho visto, la mia classe è la 2B, nel caso ti interessasse...-

Sospira e si ferma, poi riapre la bocca come per dire qualcosa, ma la chiude poco dopo.

-Non importa, la troverò da sola, credo.- dice poi allontanandosi parecchio frustrata.

Che cambio d'umore rapido.

Non voglio lasciarla così, forse dovrei fermarla e magari anche aiutarla, neanche la conosco però.

-Se ti fai ritrovare qui tra venti minuti ti ci accompagno, sempre se vuoi.- mi sentivo in colpa ok?

Ho sentito una scossa, un impulso.
Come se dovessi aiutarla per forza, come se questa scelta fosse già stata decisa da qualcun altro.

Quindi ora mi toccherà aiutarla per forza, che perdita di tempo.

-Va bene, ci sarò!- ecco qui che si ferma di nuovo.

-Io mi chiamo Vivian, ma puoi chiamarmi solo Viv!-mi dice sorridendo e porgendomi la mano con il polso pieno di braccialettini rosa.

-Piacere, Ester.- rispondo stringendogliela seria.

Rompendo la quieteDonde viven las historias. Descúbrelo ahora