Voglio solo trovare un po' di pace, non mi sembra di star chiedendo molto. Ed invece sembra che sia tutto eccessivo, visto che la pace è l'ultima cosa che trovo. Ruth continua a correre come un dannato, io lo inseguo con il fiato corto, sentendomi sempre più vicina alla morta, causa: attacco improvviso di cuore. Non era assolutamente una buona idea quella di passare le mie giornate vuote a portare a spasso il cane, decisamente no, non quando il cane in questione è Ruth. Mi aspettavo una passeggiata tranquilla, e mi sono fidata di lui a tal punto da slacciargli il guinzaglio per lasciarlo libero per le vie di questo rinomato quartieri di Los Angeles.
Mi fermo, non posso assolutamente permettere che mi venga seriamente un attacco cardiaco, non voglio morire giovane. Quando io mi fermo anche il cane bastardo si ferma, a decine di metri da me, ma si ferma. Allora è questo il gioco a cui vuole giocare, ad essere rincorso.
Mi siedo per terra sul prato verde e mi passo le mani sul viso, sono esausta.
Mi appoggio all'albero dietro di me, un signore con un elegante cagnolina dal manto bianchissimo passa sul marciapiede di fronte e me, mi guarda con aria di sufficienza e poi continua a camminare con finta superiorità e la testa alta. Ricchi di merda, odio i ricchi, i ricchi che tengono tutta la loro ricchezza per se, stronzi.
"Ruth, ti prego, torna qui, sto per morire." ansimo facendogli segno di avvicinarsi. Lo fa, zampetta fino a me e mi si siede affianco. "Sei un cane stronzo." lo rimprovero, abbia. "Scusa, non volevo offendere i tuoi sentimenti canini." mi acciglio per poi ridere, non posso credere di aver raggiunto questo livello di pazzia.
Rimesso il guinzaglio al cane indisciplinato del mio ragazzo.. la mia mente viaggia al pensiero di quest'ultimo. Nessuna chiamata, nessun messaggio.. nulla, sono passati tre giorni, e lui non mi ha chiamato o scritto, non ha risposto alle mie due chiamate. Ad un certo punto, mentre ero lì lì per eseguirne una terza mi sono trattenuta, non sarò una gran persona, ma ho una grandissima dignità verso me stessa, e preferisco umiliarmi pubblicamente piuttosto che apparire come una smielata fidanzatina pentita, al diavolo lui, i suoi bodyguard e tutto quanto. Vuole comportarsi da emerito stronzo? che lo faccia. Così da per vere tutte le supposizioni che faccio sempre sul suo conto.
"Lo sai che Harry è un gran bastardo?!" chiedo poi al cane mentre mi rialzo e lui fa lo stesso per seguirmi. "Abbaia due volte se credi che a volte sia uno stronzo, abbia una sola volta se credi che non sia mai stronzo." sorrido guardandolo. Ha la testa volta verso di me mentre camminiamo fianco a fianco.
Non fa nulla.. sorrido. "Guarda che non gli dico nulla, promesso."
Ed eccolo, due abbai netti netti.. rido.
"Lo sapevo." annuisco mentre ci dirigiamo verso casa.
Stasera dovrebbero arrivare le nostre fantasmagoriche famiglie e domani sera dovrebbe essere dei nostri anche lui, spero solo che tutto vada per il meglio. Tania stasera cucinerà qualcosa, visto e considerato che io sono una totale frana. Dovrebbe essere già a casa, vedrò di darle una mano.. questo posso farlo.
"Ti manca gemma?" chiedo poi al cane.
Un abbaio.. cavolo sono un'addestratrice coi fiocchi, ho appena inventato un modo per comunicare con un cane o cosa?
"A me manca invece, davvero tanto." sospiro mentre avanziamo nel viale di casa. In effetti la voglio qui, voglio qui lei, mia sorella, sua mamma.. le voglio tutte qui, per poter passare con loro ciò che ho sempre sognato di passare con mia madre. Mi mancano tutte quante.
Quando entriamo in casa libero Ruth dal guinzaglio, e questo corre sul divano, e poi raggiungo la cucina.
"Hey Tania, come va?" le sorrido andando verso il lavello per potermi lavare le mani.
"Tutto bene tesoro, sembri esausta, quel cane ha un diavolo per pelo." ride indicandolo.
"Penso che sia sfinito anche lui oggi, non deve essere facile fare una buco nel giardino di ogni casa di questo quartiere." ridiamo di più. Mi metto il grembiule e la affianco.
"Se vuoi che faccia qualcosa, il massimo a cui arrivo è affettare qualcosa o mescolare.. per il resto potrei seriamente mettere a rischio la nostra incolumità." la guardo seria.
"Puoi tagliare i pomodori." sorride indicandomeli. Mi metto così dall'altro lato dell'isola e mi do da fare.. "Sai, non mi sono sentita per niente sola in questi giorni." affermo.
"Strano, qualsiasi altra persona si sarebbe sentita smarrita in una casa così grande.. Io stessa mi sento spaesata quando vengo a pulire." ridacchia.
"Non sono stata proprio sola, sai c'era Ruth, c'eri tu.. e poi avevo decisamente bisogno di un po' di tempo per me stessa. Certe volte sono così circondata dagli altri che a forza di sentire quello che hanno da dire, smetto di sentire i miei stessi pensieri." sospiro.
"Ma non puoi di certo essere triste di rivedere la tua famiglia e.. Harry." esita alla fine.
"No, certo che no.."
Harry's POV
"Complimenti Harold, sei arrivato al penultimo giorno senza provocare danni fisici a nessuno. Questo per te è davvero un record."
Se Naill non si tappa la bocca non avrà la possibilità ne di cantare ne di fare altro..
Sono stressato, pensavo che sarebbe stato solo una di quelle volte in cui ci incontriamo così, per provare qualche pezzo, provare i vestiti per lo show, fare una o due interviste, sistemare i microfoni, scrivere qualcosa.. ed invece no. Anzi, in pratica quello che è successo è proprio quello sopra citato, ma in teoria la mia mente ha dovuto sopportare molte più cose.
Mi sento fottutamente arrabbiato con lei per non avermi dato ascolto, per avermi parlato in quel modo al telefono e per tante altre cose per cui, ora come ora, non dovrei fottutamente essere arrabbiato. Non la capisco, perché non si è fermata un per un attimo a pensare a come potessi stare io? Non voglio che le accada qualcosa di male, ed è solo per questo che ho fottutamente chiesto a Daniel di stare nei paraggi, per evitare che qualche testa di cazzo decidesse di rubare qualcosa in casa mia quando c'era lei dentro, perché a quel dannato punto non avrebbe solamente rubato.
Lancio uno sguardo truce al biondo mentre mi lancia uno sguardo, distaccando per un attimo gli occhi dalla strada.
"E dai Harry.. sei qui, stiamo per passare una bella serata tra amici dopo dei giorni lunghi e noiosi a lavorare" fa spallucce mentre si ferma ad un semaforo. "So che avete litigato.." parla in modo esasperato. "Di nuovo, ma ti fai troppo condizionare."
"Non mi entra in testa perché cazzo deve reagire come una stronza se io mi preoccupo per lei."
"Harry.." Niall sorride di sbieco, con un sorriso da 'lo so che lo sai'.. "Non per dire, ma piazzare un cavolo di gorilla in casa alla tua ragazza è un comportamento un tantino ossessivo?" ridacchia.
"Che cazzo, Niall, tu meglio di tutti sai quanti furti ci sono."
"Si che lo so Harry, come posso dimenticarmi della mia Xbox perduta con tutti i salvataggi di Fifa?" subito diventa più sensibile all'argomento. "Ma, pensaci.. Non le dimostri di certo di avere fiducia in lei facendo così." fa spallucce. "So che ci tieni, anche lei lo sa, ma quando prendi delle decisioni che la riguardano, senza interpellarla, è come se tu la oggettivizzassi.." mi lancia uno sguardo.
"Voglio solo che stia bene, e questo perché ci tengo."
"No amico, tu ti senti in colpa per la storia dell'incidente e quindi cerchi di non lasciarla mai sola per paura che possa essere di nuovo in pericolo."
"Che cazzo sei? uno fottuto strizza-cervelli?" sgrano gli occhi facendolo ridere.
"Una volta ho letto una rivista di psicologia.. che vuoi?" fa spallucce e io ridacchio.
"È solo che sono pazzo di lei ok? E sono ancora più pazzo quando non c'è."
"Ed è per questo che non le hai risposto al telefono?"
"Più o meno, non volevo dire altre cose che potessero compromettere la mia situazione già merdosa." ridiamo mentre scendiamo dalla sua auto per poter avanzare verso il Club in cui ci 'diletteremo', così lo ha definito Louis, stasera.
Spero solo che non ci siano spogliarelliste stavolta, quelle lì sono delle serpi velenose e drogate di soldi.
Veniamo scortati dentro, per fortuna senza troppi intoppi, visto che ci sono sia i bodyguard di Niall che i miei. La musica assordante mi penetra i timpani quasi a volermeli far esplodere, poi, subito dopo, un forte odore di alcol e fumo mi irrompe nelle narici.. In un altro giorno, in altro giorno che non è oggi, a quest'ora sarei a casa, a letto, a respirare il dolce profumo sei suoi capelli, con lei stretta tra le braccia.
Avanziamo tra la folla ubriaca fino a raggiungere i divanetti dove Louis e sua sorella stanno facendo una gara di Tequila.
"Ciao." saluto in modo freddo tutti quanti. Spogliarelliste anche questa volta, grande.. Non appena mi siedo due di loro mi affiancano.
Resto indifferente alle loro attenzioni, chiedendo al cameriere del moijto.
Nella mia mente si rincorrono due immagini: la mia, in una sottospecie di night-club a sbronzarmi e quella di lei, a casa nostra, con la mia famiglia e la sua, a raccontare cose su di noi, nelle risa silenziose del gruppo di famigliari, con della cioccolata calda in una mano (non preparata da lei) e un sorriso che mi manca tanto, dipinto in volto.
Il mio cuore galoppa un po' più in fretta al solo pensiero di lei che sorride, che mi sorride, e sento come tutto il fottuto corpo reclamarla, senza che io possa seriamente averla qui. Bevo il primo bicchiere e poi lo appoggi al tavolo. Mi faccio più indietro nel divano e tiro fuori il telefono. Vorrei chiamarla, ma chiamarla per cosa? per farle capire che sono in un posto in cui non dovrei effettivamente stare, perché la amo. Ecco perché Liam non c'è: perché è fidanzato e perché è intelligente..
Scorro nella galleria.
Di solito cambio telefoni spesso, davvero molto spesso, questo invece ce l'ho da quando le regalai il mio cellulare perché accidentalmente ruppi il suo in quello scontro all'angolo, quando si era lasciata con Richard, quando mi era incomprensibile come una creatura così bella potesse trovarsi nella mia stanza, a piangere sulla mia spalla, a dormire nel mio letto.. non capivo come qualcuno potesse avere bisogno di me; eppure lei c'era.
La mia galleria non pullula di foto, lo ammetto, ma due, e solo due, sono quelle che la riempiono.. una foto che lei fece alle nostre mani 'in volo' (e per 'in volo' intendo, noi a letto, lei con una mano nella mia e nell'altra una macchina fotografica, che scatta una foto alle nostre dita intrecciate) e una foto che sono stato io a scattarle. Eravamo a casa nostra, intendo quella di mia madre, era lo stesso periodo in cui papà venne a trovarci e ci trovò a scendere le scale mano nella mano, assonnati come pochi.. Avevamo deciso di preparare la limonata più buona del mondo per poi venderla a tutti quanti. Quello che ne venne fuori furono tanti frutti gialli qui e lì, un gran casino in cucina e questa semplice ed unica foto che ho di lei.. Un sorriso a trentadue denti mentre nasconde i suoi magnifici occhi neri dietro due metà di limoni.
"Non sei più quello di una volta." Parla Charlotte facendo alzare una delle ragazze e sedendosi al suo posto. Non le rispondo. "Adesso sei una persona migliore."