Mi sentivo strana, non riuscivo a capire cosa mi stesse succedendo o cosa stessi facendo. Non riuscivo nemmeno a distinguere le mie emozioni ed i miei pensieri.
Mi sembrava di essere nel vuoto più totale.
Cercavo di aprire gli occhi, ma anche un'azione così banale in quel momento sembrava faticosa. Misi lentamente a fuoco e quello che vidi attorno a me mi destabilizzò. Mi spaventò. Non avevo mai visto nulla del genere.
Uno spettacolo di morte e distruzione. Il caos più totale. Il periodo più buio. La notte più oscura. E il vento più freddo.
Non avevo mai visto nulla di più terrificante. Ricordo che il sangue mi si gelò e un brivido mi percorse la schiena. La paura si fece largo dentro di me e iniziai a tremare. Per quanto mi sforzassi di rimanere impassibile e coraggiosa, non ce la feci. Tremai e potei sentire le lacrime, che scorrevano sulle mie guance.
Era per caso la fine? La fine di tutto?
Non lo sapevo. Non sapevo se quella poteva essere la fine del mondo in cui credevo e che amavo, come non sapevo se saremmo sopravvissuti. Non sapevo niente, e questo mi stava distruggendo.
Guardai in lontananza e notai che non ero più sola in quella terra deserta. C'era una figura poco distante da me, ma non riuscii a vederne i contorni o a capire chi fosse.
Iniziai a camminare verso la figura e solo poco dopo mi resi conto che non stavo più semplicemente camminando, ma stavo correndo. In me stava crescendo una costante ansia di non farcela. Di non arrivare in tempo dalla persona, che mi stava aspettando.
Perché sapevo che mi stava aspettando, me lo sentivo. Lo sentivo nel sangue, nelle ossa, nei muscoli. Nel mio cuore.
Tutto mi diceva di correre da lui. Ma più mi avvicinavo, più sembrava allontanarsi.
Aveva cambiato idea? Non aveva più bisogno di me?
No, io lo sentivo, che dovevo fare qualcosa per lui. Che dovevo aiutarlo in qualche modo.
Che volesse allontanarmi? Che volesse proteggermi?
Non ci sarebbe riuscito, volevo andare da lui e niente mi avrebbe fermato. Era il mio destino.
Si fermò e riuscii ad arrivare dietro di lui. Era un ragazzo. E non potei fare a meno di chiedermi cosa ci facesse lui qui, cosa ci facesse nel mio sogno.
Afferrai il suo braccio facendolo voltare. Aveva un bel viso, proprio come me lo ero immaginato. Ma presto la sua espressione impassibile si trasformò in una smorfia di dolore. Iniziò ad urlare parole incomprensibili e il panico mi inondò. Sembrava sofferente e spaventato. Cosa gli stava accadendo? Cosa dovevo fare?
Si portò le mani sul fianco e solo in quel momento notai che la maglietta era sporca di sangue e che era ferito. Il suo sguardo gridava aiuto e io risvegliandomi dal mio stato di trance cercai di aiutarlo.
Ma appena mossi la mano verso di lui, una scossa di terremoto fece perdere l'equilibrio ad entrambi. Una crepa si aprì nel terreno rivelando l'incubo di ognuno. Odore di morte si diffuse nell'aria circostante e ogni respiro diventò più affannoso e pesante. Iniziammo entrambi a tossire, io me la stavo cavando, ma il ragazzo sembrava distrutto. Cercai di alzarmi, volevo aiutarlo, ma la crepa ci aveva divisi.
Improvvisamente si sentì un boato e subito dopo un'altra scossa di terremoto, che fece aprire tante altre piccole crepe intorno a me. Non c'era via di fuga.
Ero in trappola.
Mi rialzai velocemente stando attenta a non perdere l'equilibrio. Cercai di urlare qualcosa al ragazzo, ma non ci riuscii. Non avevo voce. Iniziai a piangere ancora di più dalla disperazione. Questo incubo stava mettendo insieme tutte le mie paure più grandi. Non potevo aiutare il ragazzo, non potevo muovermi, non potevo salvare il luogo attorno a me, non potevo fermare i fenomeni naturali. Anche se quelli erano tutto tranne che naturali. Infernali, sarebbe stata la parola più adatta. Ma in quel momento pensavo solo a disperarmi.
Non avevo la voce, non potevo parlare, non potevo essere ascoltata o capita. Niente di tutto ciò. Odiavo la situazione in cui mi trovavo. Smisi di piangermi addosso e mi concentrai con tutte le mie forze.
Il tempo iniziò a cambiare, il cielo si aprì e l'aria diventò più respirabile. Ce la stavo facendo. Ero io che facevo tutto quello. Ma probabilmente cantai vittoria troppo presto, perché un fulmine si scaraventò su un albero poco distante da me, facendomi perdere la connessione che avevo creato. L'albero prese fuoco mostrandomi uno spettacolo atroce. La città intorno a noi era completamente distrutta. Case, auto, parchi. Tutto distrutto. Ma non sapevo che il peggio stava per arrivare.
Si aprì uno squarcio nel cielo nero, come la notte. Da lì uscì un meteorite, che raggiunse un punto poco distante da noi. Il mio cuore batteva talmente forte da poterlo sentire anche a chilometri di distanza. L'ansia e la paura mi stavano divorando. Il mio mondo stava cadendo a pezzi.
Un'energia incredibile ci scaraventò a terra, mentre la polvere sul terreno bruciato si alzò togliendoci il respiro. Un rumore assordante ci rimbombò nelle orecchie per alcuni secondi. Mi sembrava di impazzire, mentre il punto colpito dal meteorite prese fuoco.
Il ragazzo era vivo, per fortuna. Ma nel momento in cui i nostri sguardi si incrociarono, un altro terremoto ci scosse ed un'altra crepa si aprì. Ma stavolta comparve dietro al ragazzo, che fortunatamente riuscì a mantenere l'equilibrio. Improvvisamente notai che non eravamo più io e lui gli unici protagonisti del mio sogno, ma c'erano tante figure nere, alcune si muovevano velocemente, sembrava che stessero combattendo. Mi tappai subito le orecchie per non ascoltarli. Urla, lamenti, pianti. La disperazione.
Una figura era china su una sdraiata che non si muoveva. Un'altra stava prendendo in braccio una figura più esile. Una molto alta allontanava una figura da una inerme stesa per terra. Altre ombre stavano venendo verso di me, ma mi girai nell'istante in cui sentii il ragazzo urlare e a quel punto li vidi. Una figura imponente stava cercando di spingerlo giù nella crepa. Il ragazzo combatteva, ma non sarebbe riuscito a contrastarlo ancora per molto. Iniziai a correre verso di lui, sentii una voce chiamarmi, ma non mi girai.
Successe tutto troppo in fretta. Non fui abbastanza veloce e il ragazzo cadde nella crepa insieme alla figura nera che lo aveva attaccato. Li rimasi a guardare, mentre le forze mi abbandonavano e crollavo in ginocchio. Potei sentire il mio cuore spezzarsi. Non ero riuscita a salvarlo.
Mi svegliai di soprassalto. Sapevo che era solo un sogno, o meglio un incubo. Ciò che, invece non sapevo, è che sarebbe stato la mia rovina.
YOU ARE READING
Camden
Adventure"Mi svegliai di soprassalto. Sapevo che era solo un sogno, o meglio un incubo. Ciò che invece non sapevo, è che sarebbe stato la mia rovina." Aria Walker ha diciassette anni quando, a causa di un tragico incidente, perde il padre ed è costretta a tr...
