Odiavo la polvere, e la casa della zia ne era piena.
Era una casa a due piani, con tre camere da letto e rispettivi bagni, una cucina enorme, una sala da pranzo e un salotto niente male.
Insomma nulla a che vedere con il mini appartamento che avevamo a Boston.
Appena arrivate la zia ci fece un rapido giro della casa, stette massimo mezz'ora e poi scappò a lavoro. Era lo sceriffo della città, quindi non la si vedeva molto per casa. Ecco spiegata la polvere.
La mia stanza era davvero grande, ma purtroppo abbastanza vuota.
C'era un lettone contro la parete, un armadio, e la zia si era preoccupata di comprarmi una scrivania dove poter studiare. Era comunque più di quanto mi aspettassi visto che dopo la sua morte eravamo destinate a stare sotto i ponti per poter pagare i suoi debiti.
Ricordo ancora quanti turni extra ha dovuto fare la mamma allo spedale, e come tornava a casa distrutta. Io provavo ad aiutarla il più possibile con lavoretti qui e là, ma lei non me lo permetteva mai. Mi diceva sempre "preoccupati della scuola, che per lavorare avrai tempo tutta la vita."
Stavo sistemando i miei vestiti nell'armadio quando sentii la mamma chiamarmi dal piano di sotto.
Uscendo dalla stanza quasi inciampai in uno dei scatoloni, ammetto che l'equilibrio non mai stato il mio forte..
La trovai in cucina, intenta a bersi un bicchiere di succo.
-Dimmi mamma.
- Allora, come ti sembra la casa? Mi chiese con un sorriso a trentadue denti.
Le piaceva.
-Bella, è solo un po' grande, non sono abituata a tutto questo spazio. Le dissi con un po' di imbarazzo, non volevo che si sentisse in colpa.
-Ti ci abituerai tesoro, vedrai che qui staremo bene. Mi disse dolcemente e poi mi abbracciò.
Era bello stare tranquille, senza urla, bottiglie e bicchieri lanciati contro il muro. Solo io e la mamma finalmente.
Poi andò verso il frigo aprendolo. Era pieno di qualsiasi cosa. Wow..
-Io non so tu Cassie, ma io un boccone me lo mangerei. Lo disse con gli occhi spalancati e una faccia alla quale non si può dire di no. Perciò ridendo accettai.
Mi offrì di aiutarla ai fornelli, ma come al solito non mi prese in considerazione. Perciò la guardai cucinare chiacchierando del più e del meno.
Io e mia madre non ci assomigliavamo per niente. Lei era bellissima.
Occhi celesti e capelli d'oro, alta e slanciata. Mentre io avevo gli occhi dorati, capelli castani chiari, ero bassa e il caso ha voluto che fossi anche un po'.. rotondetta.
Mamma mi definiva formosa, tuttavia non riuscivo ad apprezzare le mie forme completamente. Mi erano costate tanto. Ecco perché non ero il genere di ragazza da top attillati e gonne corte.
Dopo aver litigato con la mamma, per chi avrebbe dovuto lavare i piatti, e vinto. Andai in camera e finì di sistemare i miei scatoloni, non avevo molto, non potevamo permetterci scarpe e vestiti nuovi ogni settimana, ma la mamma ha sempre cercato di darmi tutto ciò di cui avevo bisogno.
Sistemando le ultime cose pensai alla scuola e mi assalì l'ansia.
Domani sarei dovuta andare con la mamma alla nuova scuola per ritirare i moduli d'iscrizione, avevo già pianificato di portarmi avanti con il programma per non rimanere indietro, ma non era questo ciò che mi preoccupava visto che a scuola me la cavavo bene, bensì i compagni.
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Into the woods
RomanceUn anno dopo la morte del padre per overdose, Cassie e sua madre perdono l'appartamento nel quale abitavano a Boston e decidono di accettare l'invito di Kate, sorella della madre, di abitare con lei nella piccola cittadina di Custer nel South Dakota...
