1. RITARDO

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la rumorosa e violenta pioggia iniziò a cadere durante la mattina di un lunedì. Dalla camera di un ragazzo si poteva sentire una sveglia suonare. Esausto, si girò verso il dispositivo da dove era partita una canzone malinconica e la spense. Il vento fischiava mentre faceva svolazzare le tende del ragazzo, che di tanto in tanto gli accarezzavano le guance. Doveva assolutamente chiudere la finestra! Il telefono iniziò a squillare, ma il ragazzo lo ignorò. Entrando in bagno si spazzolo sia i denti che i capelli e successivamente andò in cucina per recuperare un pezzo di pane tostato appoggiato su un mobile. Probabilmente il suo coinquilino, Semi, glielo aveva preparato prima di andare a scuola. Lui era un ragazzo empatico e si preoccupava molto per il rosso. Tendo fissò l'orologio pensando di avere il tempo di andare a comprarsi il pranzo. Lesse 7:17 di mattina. Per il ragazzo di 187 cm ci vollero 5 secondi prima di realizzare di essere in ritardo.

"Cavoli sono un super-ritardo!"

Prese il suo zaino e un ombrello il più velocemente possibile mentre correva verso la porta principale. Dopo aver superato la soglia di casa ne sbattè la porta mentre con l'altra mano cercava di aprire i messaggi vocali con il toast ancora stretto tra i denti. Semi lo aveva già chiamato tre volte per essere sicuro che il ragazzo dagli occhi rossi non arrivasse in ritardo al suo primo giorno di università.

"Ciao Tendo, sono Semi. Sei già sveglio? Le classi stanno per iniziare. Se hai ascoltato questo messaggio allora chiamami."

Tendo digitò il numero di Semi, però scivolò su una pietra bagnata facendo cadere il telefono dalle sue mani. Neanche le sue lunghe dita riuscirono a intercettare la caduta del cellulare. Tutto il suo corpo iniziò a seguire il movimento del dispositivo mentre il toast gli volava via dalla bocca, provocandogli una reazione simile ad un sussulto quando il petto incontrò la superfice bagnata del marciapiede. Lo schermo del telefono era completamente distrutto. La pioggia si fece meno densa, creando un sottile rumore di sottofondo. Gocce d'acqua continuavano a scivolare sulla schiena del ragazzo caduto. Dava l'impressione di aver rinunciato a raggiungere la sua destinazione. Lenti movimenti venivano compiuti da Tendo mentre cercava stancamente di girarsi sulla schiena, contemplando le gocce che gli bagnavano la pelle pallida facendolo sembrare sul punto di piangere. Sorrise, mentre una lieve risatina gli sfuggì dalla gola.

"Ahh... Va bene se sono in ritardo, ho vissuto di peggio nella vita."

Il giovane uomo inclinò la testa verso sinistra solo per vedere il telefono distrutto sul marciapiede. La sua espressione si trasformò velocemente in uno sguardo scoraggiato. Si rianimò un attimo per riuscire a tirarsi su e si sedette a gambe incrociate. Una delle sue mani bagnate e sporche raggiunse ciò che rimaneva del telefono e lo avvicinò al suo corpo per poi levare la ghiaia che si era incastrata nelle fessure del dispositivo. Alla fine Tendo si rialzò e si rimise in cammino verso scuola. Grazie al suo viso deluso si riusciva a capire che per il suo telefono quella fu la fine. Non si accendeva più. Inclinò la testa all'indietro prendendo un bel respiro mentre si lasciava accarezzare il viso dal vento delicato che faceva danzare i bagnati capelli rossi. Mentre guardava in basso un grande edificio apparve improvvisamente ai suoi occhi.

L'università in cui andava il magro ragazzo aveva quattro piani. Sfortunatamente la sua classe si trovava nell'ultimo piano perciò si ritrovo a correre con le poche energie che gli rimanevano dopo il suo piccolo incidente. Carente di energie Tendo Satori si ritrovò dentro l'enorme struttura. Appena mise piede dentro la sala principale sentì gli occhi di tutti puntati su di lui. Tutti lanciarono occhiate al povero ragazzo, ma Tendo li ignorò visto che erano tutti irrilevanti per lui. Orami era abituato a tutti gli sguardi crudeli che riceveva, che lo valutavano e giudicavano per l'aspetto che aveva ( possiamo sicuramente dire che riceveva regolarmente la sua dose di attenzione). Salire le scale era già abbastanza faticoso per il ragazzo mezzo addormentato. Fortunatamente raggiunse l'ultimo piano illeso e così si avviò vivacemente alla classe di biologia. Le sue mani tremanti raggiunsero la maniglia della porta e lentamente iniziarono a girarla, provocando piccoli e rapidi scricchiolii. La lezione era ovviamente già iniziata, però tutti smisero di fare quel che stavano facendo per puntare i loro occhi sul ragazzo bullizzato.

La faccia di Tendo tramutò subito in uno sguardo scoraggiato. Sentendo il cuore perdere dei colpi decise di ignorare i sorrisetti di tutti i presenti. Ciononostante non riuscì ad evitare un ragazzo che stava per morire dal ridere. Subito dopo essersi seduto, Tendo si accigliò facendo riportare l'attenzione di tutti i ragazzi sul professore. Tranne uno.

"Perché stai indossando il tuo pigiama?"

Disse il ragazzo sorridendo e ridacchiando mentre si copriva la bocca con una mano. Gli occhi di Tendo si spalancarono mentre con lo sguardo controllava i suoi vestiti. Alzò velocemente la testa e iniziò a sudare e a mordersi il labbro.

"CAZZ-"

...Stories to obsess over. Discover now