Storia di un fiore

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Piccola piccola cresceva la bambina.
Un esserino facile da stringere, così piccola che stringendo troppo potevi spezzarla. Sarà stato per questo che nessuno l'ha mai più abbracciata?
Piccola media cresceva la bambina, e tutti la trovavano molto carina.
Ma non abbastanza da amarla, non abbastanza da cercarla.
Le persone attorno le iniziarono a sembrare così vuote, che ad un certo punto, iniziò a vivere in un mondo tutto suo.
<non li voglio nemmeno io>
Una fascinazione per ciò che non parla. Come le piante, gli animali, i sassi, le piante morte, l'acqua, gli animali morti, le rocce...
E più viveva tra se e se, più le diventava difficile far entrare gli altri nel suo regno, di cui era a capo.
Un petalo giallo iniziava a sbocciare dal suo collo, la pelle verde le diventava.
Media grande cresceva la ragazza, voleva una sola cosa: tanto amore. E lo voleva tutto per sè.
Chiunque entrasse nel suo mondo doveva diventarle devoto, amarla, onorarla; senza però aspettarsi troppo in cambio. E senza permettersi la libertà di poter dare quelle emozioni a qualcun altro che non fosse lei.
Compiacenza diventò.
La corona di petali gialli, un angelo con l'aureola la facevano sembrare. E ottenne gli sguardi degli altri, non era più solo carina, ma anche interessante, come il miele per le api.
Le stolte api tuttavia non avevano ancora visto la pianta carnivora che si nascondeva dietro l'odore del miele, e così cadevano nella sua trappola.
Ma l'amore non era mai abbastanza, la fame era tanta.
E trascinava così qualsiasi suo fedele, in una spirale di dolore e tristezza, in cui lei risultava essere la vittima della sua stessa manipolazione.
Grande grande cresceva la donna.
E tutt'ora restava senza il vero amore.
Un fiore che muore le sembrava di essere, affascinata da se stessa, dal suo stesso dolore e dal suo stesso vuoto interiore.
C'era ancora in lei la luce? Forse nascosta sotto uno spesso strato di vecchi petali e foglie marce.
Ma a lei sembrava di starsi spegnendo, e la sua fame stava diventando ancora di più.
Le radici però erano già state affondate al centro della palude invalicabile che aveva costruito attorno a se.
E in quell'acqua torbida rimase a vedere il suo volto cambiare mano a mano in quello di un narciso.
E una volta divenuta fiore, si guardò appassire e marcire lentamente. Affascinata dalla sua stessa decadenza.

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