Chapter 1

83 1 0
                                        

Un'altro anno ad Hogwarts stava cominciando, il binario 9 3/4 era gremito di giovani studenti maghi accompagnati dalle famiglie, almeno per la maggior parte... a spiccare era un gruppetto di amici che sprizzava nobiltà da tutte le parti, i Serpeverde del quinto anno. Pansy, Daphne e Zabini erano in realtà stati accompagnati ma subito abbandonati, l'unico ad essere stato lasciato a se stesso era Malfoy, che dentro di sé provava emozioni discordanti, una parte di lui avrebbe gradito il sostegno dei genitori, mentre l'altra era felice di non dover sopportare oltre i coniugi Malfoy. A far vacillare il suo menefreghismo per il poco affetto dei genitori era stata la vista di tutte quelle famiglie commosse che si stavano salutando, gli fece provare un senso di vuoto e solitudine, si allontanò furtivamente dai tre compagni di casata per accendersi una sigaretta, inconsapevole di non essere il solo. Infatti, dall'altra parte del binario, seduta su una panchina con una sigaretta tra l'indice e il medio della mano destra c'era una ragazza, sola in apparenza, ma accompagnata da mille tormenti, ansie e domande. Dentro di lei una battaglia tra passato e futuro, tra gli ideali della sua famiglia e i suoi, spesso le sue certezze barcollavano, erano come un funambolo su una fune sospesa in aria, e quello ero uno di quei momenti:si chiedeva se stesse facendo la cosa giusta o se tre mesi di fuga erano sufficienti ed era il caso di tornare indietro, non era certa di cosa pensasse, ma era stata la sensazione di nausea che le provocavano quei discorsi e quella sottospecie di uomo a portarla a scappare. Convintasi che fuggire era la scelta esatta si domandava se lo stesse facendo con sufficiente astuzia, suo padre era un uomo orribile, poco ma sicuro, ma non era affatto stupido. Erano tanti altri i dubbi che le frullavano in testa, ma non ebbe più tempo per rimuginarci, buttò il mozzicone in terra e con un incatesimo non verbale lo fece sparire nel nulla, sistemò la visiera del suo adorato cappello, calandola il più possibile sul volto, ma abbastanza in alto da permetterle di vedere in contro a cosa stava andando. Si mise dietro a un gruppo di giovani studenti che si accalcavano per salire e li guardava di sottecchi e innervosita, odiava i luoghi affollati, odiava stare al centro dell'attenzione, preferiva la solitudine, nei primi tre mesi di fuga a Firenze ebbe occasione di restare da sola a riflettere e progettare un piano, dopo lunghi ragionamenti aveva dettotto che quello che stava mettendo in atto fosse il piano migliore. Quando l'entrata si decongestionò salì sulla carrozza e a passo lento camminava in cerca di una cabina vuota.

Seduto lì, su quei sedili polverosi e vecchissimi, in una cabina che sapeva tremendamente di chiuso, Draco Malfoy si limitava ad ascoltare gli amici parlare delle vacanze con una maschera di indifferenza, di tanto in tanto annuiva, ma non faceva altro che riflettere sull'ultima conversazione col padre, che più che altro era stato un monologo, che celava un'ordine, di  quest'ultimo. Quando le due ragazze iniziarono a parlare di borse non ne poté più, si alzò e senza dire niente uscì dalla cabina, diretto verso destra perchè con la coda dell'occhio aveva catturato l'immagine misteriosa di quella che pareva una bella ragazza. Senza dare nell'occhio percorse il corridoio del vagone sbirciando nelle cabine alla cerca di una gonna di pelle, un cappello nero con visiera e dei capelli lunghi, mossi e di un color castano scuro. Arrivato alla fine non la trovò, sembrava si fosse immaginato tutto o che avesse visto male, ma non voleva tornare indietro, così uscì alla fine del vagone e chiudendosi con cautela la porta alle spalle vi appoggiò la schiena, con gli occhi chiusi si concesse un attimo per inspirare l'aria fresca autunnale della notte. Aprì poi gli occhi per rovistare nelle tasche e accendersi una sigaretta, osservava le nuvolette di fumo che fuoriusciva dalla sua bocca dissolversi e lasciare visibili alla sua vista le stelle, si rilassò un po', ma il fatto che i problemi degli altri ragazzi fossero quale paio di scarpe comprare o quale meta scegliere per le prossime vacanze gli dava sui nervi, possibile che solo lui dovesse diventare adulto, solo lui dovesse affrontare certi discorsi?
Lei, la ragazza col cappello, non era una fantasia, Malfoy ci aveva visto benissimo, ma non era stato sufficientemente accurato nel guardarsi attorno, lei era lì, appena lo aveva sentito arrivare era saltata sopra il vagone, e in quel momento lo osservava interessata dall'alto. Quanto le sarebbe piaciuto fare una delle sue entrate plateali trovando un modo improvviso per palesarsi, ma no, doveva tenere un profilo basso, e se il suo istinto non la tradiva, quello era l'ultimo ragazzo di cui attirare l'attenzione, i capelli biondo platino tradivano ogni possibilità di sbaglio, era un Malfoy, per essere precisi l'erede di Lucius Malfoy. Senza fare rumore si distese a pancia in su ad osservare le stelle. Quando sentì la porta chiudersi attese un paio di minuti e poi scese nuovamente sul terrazzino.

Purple eyes/Draco MalfoyStories to obsess over. Discover now