Dopo che Kit se n'era andato senza salutarlo, Ty si era sentito triste e vuoto, come se il suo cuore si fosse spezzato nuovamente, perché il suo era fatto da due parti: una metà apparteneva a Livvy e l'altra Kit. La morte della sorella lo aveva segnato profondamente ma non aveva intenzione di arrendersi e non accettava l'idea che non fosse più con lui. Nonostante quello che era accaduto, Ty aveva bisogno del ragazzo biondo, lo faceva stare a suo agio, capito, e dopo che se ne fu andato, gli parve di essere rimasto completamente solo.
Anche se lo spirito della gemella era lì con lui, gli continuava a mancare lo stesso un pezzo del suo cuore che il ragazzo biondo aveva preso mentre se n'era andato via.
Passarono tre anni dal loro ultimo incontro, dall'ultima volta che i loro occhi si erano incrociati, da quando Ty si era sentito calmare dall'abbraccio dell'altro, da quando Kit chiamò l'altro "Sherlock" e fu chiamato a sua volta "Watson".
Sembrava un tempo infinitamente lungo, cosa poteva cambiare in tre anni?
Il ragazzo che portava sempre le cuffie camminava silenziosamente per le strade di Londra, era lì che lo aveva condotto la sua nuova pista. Seguiva un caso da molto tempo e finalmente quando riuscì a capire dove esso lo portava, non ci pensò due volte a prendere un aereo ed arrivare lì e trovare finalmente una svolta e risolvere il mistero.
Ormai era buio, le strade erano illuminate solo dai lampioni, infatti le stelle e la luna erano ricoperte da fitte nuvole. Un venticello lo fece rabbrividire mentre cercò di non calpestare una pozzanghera creata dalla pioggia qualche ora prima. L'odore che gli entrava nelle narici gli piaceva, non si trovava in centro e quindi lo smog non si sentiva, l'asfalto bagnato e le aiuole che si trovavano ai lati della strada rendevano più forte la fragranza della pioggia.
Mentre osservò una figura non ben definita che si spostò velocemente in una via poco illuminata, nelle sue cuffie la musica cambiò facendo partire "Chasing Cars" di Snow Patrol ed ebbe una piccola fitta al cuore.
"We'll do it all
Everything
On our own
We don't need
Anything
Or anyone..."
Decise quindi di togliersi le cuffie e mettersele in tasca, non aveva voglia di ascoltare quella canzone. Non ora. Ma seppur contro la sua volontà, il testo della canzone gli continuava a risuonare in testa e più voleva che smettesse e più si faceva forte.
Provò così a concentrarsi sulla figura che aveva visto, magari gli avrebbe aiutato con il suo caso, e, tirando fuori dalla cintura un pugnale, si avvicinò verso il punto in cui aveva visto quella persona. Si appoggiò al muro e lentamente guardò dentro al vicolo cercando di non farsi vedere. Sfortunatamente non c'era nessuno, così si avviò per quella stradina tranquillamente, ma stando sempre all'erta.
Gli unici rumori che sentiva era quello del vento che faceva cadere i vasi sui balconi e i manici di scopa che sbattevano contro la ringhiera producendo un fracasso, facendo pentire Ty di aver tolto le cuffie.
Si sistemò la felpa di Sherlock, che gli aveva regalato tempo prima Julian, e si strinse nelle spalle poco prima di girarsi di scatto appena sentì un rumore diverso, quello di passi pesanti, infatti un demone si stava avvicinando a lui.
I movimenti di Ty furono veloci, si era allenato molto dopo la morte della gemella, non voleva che la stessa sorte toccasse anche a un altro membro della famiglia, così il pugnale volò in aria conficcandosi nel braccio del demone facendogli uscire icore, l'essere mostruoso urlò dal dolore togliendosi l'arma dal braccio, dando così abbastanza tempo al giovane Shadowhunter di prendere la spada angelica e di attivarla per poi, con gesti precisi, tagliare entrambe le braccia del demone e infine la testa, la quale rotolò per terra per qualche metro prima di dissolversi, come il corpo, lasciando solo una pozza di icore.
Non fu abbastanza veloce però da difendersi da ciò che gli accadde qualche secondo dopo: si sentì un coltello puntato verso la gola e lasciò cadere la spada angelica per terra. In realtà avrebbe potuto difendersi o scappare, perché l'altro non lo teneva, ma gli bastò un secondo per capire chi fosse il suo aggressore.
Non pensava di poterlo rivedere ancora, di poter risentire la sua voce, di poter osservare i suoi occhi azzurri e i suoi capelli morbidi del colore del sole. I suoi piedi si rifiutarono di muoversi così rimase in piedi a guardare l'altro cercando di decifrare la sua espressione. Il suo cuore continuava a perdere battiti mentre immergeva i suoi occhi grigi in quelli dell'altro. La prima cosa che gli passò per la mente era quanto fosse bellissimo, nonostante gli stesse puntando un coltello alla gola. Durante i tre anni in cui non si erano visti, Kit era cresciuto diventando ancora più perfetto ai suoi occhi.
E cosa accadeva nella testa del ragazzo biondo?
Era uscito quella sera per cercare degli indizi su un'attività demoniaca e proprio quando stava per scoprire qualche informazione, il demone fu ucciso dal ragazzo che pensava di non incontrare più, ma ciò lo capì solo dopo avergli quasi tagliato la gola. Gli venne quasi da ridere per la similitudine di quella scena con la prima volta in cui si erano incontrati, solo che in quel caso era proprio lui a temere per la sua vita, ma come allora pensò che l'altro fosse estremamente bello.
La pelle chiara dell'altro ragazzo faceva risaltare di più i suoi capelli corvini che si erano arricciati per l'umidità e Kit dovette cercare tutta la sua forza di volontà per non passare una mano tra quei capelli e sistemare il ciuffo che gli era cascato sul viso per il venticello che era appena passato.
Le nuvole erano sparite lasciando scoperto il cielo blu coperto di lentiggini bianche e la luna quasi piena. Anche il vento si era calmato, probabilmente dopo una giornata così stancante aveva deciso di andare a dormire.
Si guardarono in silenzio per alcuni minuti finché non fu l'Herondale a rompere il silenzio, dopo che si fu rimesso il coltello nella giacca non distogliendo però lo sguardo dall'altro ragazzo, non voleva assolutamente perderlo di vista.
"Ty" quella parola gli uscì delicata e gentile, con un tono di stupore, dalle sue labbra mentre il suo cuore cercava di evadere dalla sua gabbia toracica. Dopo tre anni rincontrava finalmente la persona che gli faceva provare sentimenti intensi e profondi come mai nessun altro.
"Kit" disse l'altro con voce flebile e una leggera nota di dolore, i suoi occhi risplendevano per la luce lunare.
Quando il ragazzo biondo sentì pronunciare il suo nome, in modo così delicato, dal ragazzo da cui era scappato per tanti anni per cercarlo di dimenticare, per solo e puro egoismo, non curandosi dell'altro, gli sembrò che dentro di lui il suo cuore stesse subendo degli attacchi. Come aveva potuto fare una cosa simile ad una persona tanto meravigliosa, unica e gentile come Ty? Si maledisse mentalmente per essere stato così stupido e così incosciente.
Da quando se n'era andato gli parve che tutto il mondo ce l'avesse con lui, infatti nonostante la speranza di dimenticarlo, non faceva altro che ritrovarsi ogni mattina gli stessi occhi grigi che appartenevano anche a Tessa.
Ebbe un attacco di panico, non sapeva cosa fare e di sicuro fuggire non era la soluzione adatta, non poteva farlo di nuovo, non a Ty.
Cercò quindi di mantenere la calma anche se dentro di sé sentiva una tempesta che stava prendendo il sopravvento.
"Ty, mi dispiace..." fece una breve pausa in cui spostò i suoi occhi per terra, ma subito dopo capì che era sbagliato comportarsi così con l'altro ragazzo, si meritava onestà e vero pentimento
"Mi dispiace di essermene andato" la voce gli stava iniziando ad incrinare e tentò di mantenere il controllo per non farsi vedere debole
"Mi dispiace di averti lasciato solo..."
L'altro scosse la testa leggermente e l'Herondale ebbe paura di aver detto qualcosa di sbagliato, ma subito dopo si sentì rispondere:"Kit ho bisogno di te".
E come se fosse stato telepatico, il biondo capì subito ciò di cui l'altro aveva bisogno e quindi si avvicinò lentamente a lui e lo guardò negli occhi come per chiedergli se ne fosse sicuro e quando ebbe ottenuto il consenso con un cenno del capo, gli mise le mani intorno, avvolgendolo in un abbraccio. Sperava che il Blackthorn non potesse sentire il suo cuore scalpitare, mentre tentava di uscire dal suo corpo, e chiuse gli occhi godendosi il momento, assaporando il profumo delicato di menta del ragazzo.
Sherlock aveva ritrovato finalmente il suo Watson e Watson era felice di essere di nuovo con il suo Sherlock.
Percepì che l'altro si era rilassato sotto il suo tocco e lo sentì bisbigliare nel suo orecchio:"Mi sei mancato Kit".
Una lacrima silenziosa gli scese lungo la guancia mentre pronunciava:"Non ti lascerò più Ty, te lo prometto".
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Kitty Reunion
Fanfictionvari one shot inventati dalla reunion della Kitty (Ty Blackthorn e Kit Herondale) dopo la fine di "La regina dell'aria e delle tenebre". Può contenere spoiler. Ci saranno vari momenti tra di loro in diversi ambiti. Spero apprezzerete.
