Capitolo 1

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Lunedì 16 marzo 2020, ore 10:30  

Squilla il cellulare. Rispondo, è mamma. Ieri sera le scrissi che avrei chiamato io non appena mi sarei svegliata. Ma tanto è inutile. A maggior ragione durante questo periodo di quarantena totale, lei è costantemente preoccupata per me, pensa sempre al peggio. 

Alessia: Pronto, mamma?

Mamma:  Buongiorno tesoro, ti sei svegliata? Hai fatto colazione? Non dirmi che stai ancora dormendo! Sono già le 10:30 del mattino! Sai che non fa bene dormire così tanto. A che ora sei andata a letto ieri sera? 

Alessia:  Buongiorno anche a te, mamma. Sì, stavo ancora dormendo perché oggi sarebbe il mio giorno libero dal mio smart working. Il capo ha detto che per oggi non è stato fissato nessun appuntamento. I clienti hanno deciso che, data la quarantena, il bollo dell'auto non si paga più.

Mentre stavo al telefono con la mamma mi alzai dal letto e decisi di prepararmi un caffè.

Mamma: Beh, allora oggi è la giornata migliore per poter fare quello che ti avevo chiesto, no? 

Alessia: Mamma, ti prego, non ricominciare. Quando sentirò di farlo, lo farò. L'unica cosa che farò oggi sarà farmi un bagno ed ascoltare la playlist 'Relax' su Spotify. Ciao mamma, ci sentiamo dopo. 

Mamma: D'accordo..come vuoi..buona giornata amore mio. Ti voglio bene. 

Attaccai la chiamata e bevvi la mia tazza fumeggiante di caffè amaro. Poi mi preparai la vasca da bagno versando delle bath bomb colorate e profumate che ho acquistato con Carmen, la mia migliore amica,  al mio negozio preferito, insieme a delle candele al profumo di vaniglia. Chiesi ad Alexa di riprodurre la playlist che contiene in particolare musica di genere jazz soft e quando riempì nuovamente la tazza di altro caffè, mi immersi nella vasca dei pensieri. 

Mi svegliai e sentì un rumore provenire dalla cucina, così mi alzai di scatto e presi al volo un'asciugamano

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Mi svegliai e sentì un rumore provenire dalla cucina, così mi alzai di scatto e presi al volo un'asciugamano. Di schiena c'era Marta che sistemava i piatti che lasciai la sera prima dentro la lavastoviglie. Il sole filtrava dalla finestra e lei indossava una mia maglia come pigiama e dei miei calzini. Aveva i capelli legati e il viso ancora struccato. 

Alessia: Marta? Che ci fai qua?

Lei non mi rispose e continuò a darmi le spalle. 

Alessia: Ti prego, parlami. Sono così felice che tu sia qua. Avevo bisogno di compagnia in questa quarantena. Ma dimmi, come hai fatto ad arrivare fin qui? E poi, come sei entrata in casa mia.

Marta continuava ad ignorarmi ed io iniziavo ad irritarmi. Come quando su whatsapp qualcuno ti visualizza ma non ti risponde nonostante sia online. E 'una delle cose che odio di più. Ad un certo punto il timer del forno iniziò a suonare, probabilmente aveva preparato la mia torta preferita al cocco. Vedo che lei non la tira fuori, così mi avvicino e cerco di aprire il forno seguito da un'esplosione in faccia. Non vedo più nulla, anzi, vedo tanta luce in viso e sento un forte calore. 

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