Una storia d'amore virtuale, quella di Alessia ed Elisabet durante il periodo di quarantena, dove il presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, Giuseppe Conte, indisse il decreto per cui la popolazione fu costretta a restare in...
Squilla il cellulare. Rispondo, è mamma. Ieri sera le scrissi che avrei chiamato io non appena mi sarei svegliata. Ma tanto è inutile. A maggior ragione durante questo periodo di quarantena totale, lei è costantemente preoccupata per me, pensa sempre al peggio.
Alessia: Pronto, mamma?
Mamma: Buongiorno tesoro, ti sei svegliata? Hai fatto colazione? Non dirmi che stai ancora dormendo! Sono già le 10:30 del mattino! Sai che non fa bene dormire così tanto. A che ora sei andata a letto ieri sera?
Alessia: Buongiorno anche a te, mamma. Sì, stavo ancora dormendo perché oggi sarebbe il mio giorno libero dal mio smart working. Il capo ha detto che per oggi non è stato fissato nessun appuntamento. I clienti hanno deciso che, data la quarantena, il bollo dell'auto non si paga più.
Mentre stavo al telefono con la mamma mi alzai dal letto e decisi di prepararmi un caffè.
Mamma: Beh, allora oggi è la giornata migliore per poter fare quello che ti avevo chiesto, no?
Alessia: Mamma, ti prego, non ricominciare. Quando sentirò di farlo, lo farò. L'unica cosa che farò oggi sarà farmi un bagno ed ascoltare la playlist 'Relax' su Spotify. Ciao mamma, ci sentiamo dopo.
Mamma: D'accordo..come vuoi..buona giornata amore mio. Ti voglio bene.
Attaccai la chiamata e bevvi la mia tazza fumeggiante di caffè amaro. Poi mi preparai la vasca da bagno versando delle bath bomb colorate e profumate che ho acquistato con Carmen, la mia migliore amica, al mio negozio preferito, insieme a delle candele al profumo di vaniglia. Chiesi ad Alexa di riprodurre la playlist che contiene in particolare musica di genere jazz soft e quando riempì nuovamente la tazza di altro caffè, mi immersi nella vasca dei pensieri.
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Mi svegliai e sentì un rumore provenire dalla cucina, così mi alzai di scatto e presi al volo un'asciugamano. Di schiena c'era Marta che sistemava i piatti che lasciai la sera prima dentro la lavastoviglie. Il sole filtrava dalla finestra e lei indossava una mia maglia come pigiama e dei miei calzini. Aveva i capelli legati e il viso ancora struccato.
Alessia: Marta? Che ci fai qua?
Lei non mi rispose e continuò a darmi le spalle.
Alessia: Ti prego, parlami. Sono così felice che tu sia qua. Avevo bisogno di compagnia in questa quarantena. Ma dimmi, come hai fatto ad arrivare fin qui? E poi, come sei entrata in casa mia.
Marta continuava ad ignorarmi ed io iniziavo ad irritarmi. Come quando su whatsapp qualcuno ti visualizza ma non ti risponde nonostante sia online. E 'una delle cose che odio di più. Ad un certo punto il timer del forno iniziò a suonare, probabilmente aveva preparato la mia torta preferita al cocco. Vedo che lei non la tira fuori, così mi avvicino e cerco di aprire il forno seguito da un'esplosione in faccia. Non vedo più nulla, anzi, vedo tanta luce in viso e sento un forte calore.