La Lettera

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Era una calda giornata di fine giugno e Perwinck la stava passando al Malfoy Manor, la villa di proprietà dei Malfoy, nonché la casa del suo migliore amico.
Ormai era lì da quasi due settimane, vedendo che i suoi genitori erano partiti per una crociera. Aveva trascorso tutti i giorni in compagnia di Scorpius, che era, appunto, il suo migliore amico.
Scorpius era abbastanza alto per la sua età, biondo e con gli occhi tra il grigio e l'azzurro, ereditati molto probabilmente dal padre. I suoi genitori erano Draco Malfoy e Astoria Greengrass, un'amabile signora che Perwinck considerava come seconda madre.
Spesso veniva a trovarli la cugina di Scorpius, Lila.
La ragazza era abbastanza bassa, con i capelli lunghi, mossi e neri, gli occhi marroni e un paio di occhiali del medesimo colore dei capelli, appoggiati sul naso ventiquatto ore su ventiquattro.
I suoi genitori erano Adrian Pucey e Daphne Greengrass, la quale si era spesso presa cura di Perwinck quando sua madre non poteva.
Lila e Perwinck erano migliori amiche e si conoscevamo praticamente da quando erano nate, a distanza di 3 giorni l'una dall'altra, nell'ospedale del San Mungo.
Scorpius e Perwinck, invece, si conobbero, ad una noiosa cena tra i loro genitori, quando avevano poco più di quattro anni e, da lì, non si separarono più.
La più piccola di casa Nott era poco più alta di Lila, aveva i capelli mossi di un marrone scuro e gli occhi come quelli di Scorpius, ereditati sicuramente dalla madre.
Perwinck era figlia di Theodore Nott e Pansy Parkinson, ma li vedeva poco e passava quasi tutto il suo tempo libero o a casa di Lila, al Malfoy Manor oppure a giocare con i suoi elfi domestici nel giardino di casa.

"Ci sono visite, padroncino!" esclamò un piccolo elfo mentre si incamminava, o meglio correva, nella direzione di Scorpius e Perwinck, che stavano giocando, seduti sul prato, a gobbiglie.
Il biondo si alzò di scatto e, facendo un paio di passi, si ritrovò davanti all'elfo.
Si accovacció e guardò il piccolo essere che c'era davanti a lui con sguardo severo.
"Te l'ho detto mille volte che mi devi chiamare Scorpius, semplicemente Scorpius!" gli disse il ragazzo, assumendo nuovamente un'espressione rilassata e sorridendogli.
"Mi scusi, ma Arlen se ne dimentica sempre" si giustificò l'elfo scuotendo ripetutamente la piccola testa.
"Ti ricordo di darmi del tu, per favore" gli chiese gentilmente il giovane Malfoy, rassicurandolo con una mano sulla spalla.
"Va bene, Arlen se ne ricorderà" gli rispose alzando lo sguardo, che aveva abbassato per la vergogna.
"In ogni caso ti volevo informare che Lila e i signori Pucey sono appena arrivati e che ora stanno prendendo il the con i signori Malfoy" gli spiegò l'elfo, ogni tanto indicando la casa dietro di lui.
"Bene!" esclamò il biondo, mentre fece segno a Perwinck, che per tutto il tempo era rimasta seduta sul prato osservando la scena, di raggiungerli.
"Ciao Arlen!" salutò la ragazza appena li raggiunse.
"Buongiorno Perwinck!" ricambiò l'elfo con un inchino.
Scorpius si alzò nuovamente e le disse che Lila e i suoi genitori erano lì.
La ragazza fece i salti di gioia sentendo quella notizia, nonostante lei e la ragazza si fossero viste solamente una settimana prima.
"Calma Perwinck!" disse il biondo ridacchiando.
"Adesso Arlen deve andare, ci vediamo dopo" li salutò il piccolo elfo, prima di smateriallizarsi chissà in quale stanza di quell'immensa villa che era il Malfoy Manor.
"Non vedo l'ora di rivedere Lila!" gioì nuovamente la ragazza.
"Ti ho detto di calmarti, in fondo è solo una settimana che non la vedi!" le fece notare Scorpius.
"Oh... hai ragione" ammise quindi.
"Perwinck!" si sentì chiamare e una frazione di secondo più tardi si ritrovò tra le braccia dell'amica.
"Oh, Lila, non sai quanto mi sei mancata..." disse la ragazza, stringendosi ancora di più a lei e iniziando a dondolarsi tra le sue braccia.
"Ehm... ehm" tossì il biondo, attirando l'attenzione delle due ragazze, che si staccarono immediatamente e si misero a ridere.
"Lei l'abbracci e tutto quanto.... e a me, che sono tuo cugino, neanche rivolgi un misero saluto! Sono indignato!" e, dicendo questo, il ragazzo girò i tacchi e iniziò ad andarsene con fare teatrale.
"Dai vieni qua Scorpius!" lo prese in giro Lila, mentre fece segno all'amica di saltargli addosso da dietro. Lei, però, scosse la testa, per farle capire che non aveva intenzione di farlo.
"Sì invece..." la intimò lei a bassa voce.
"E va bene" sbuffò quindi Perwinck, sospirando e sbattendosi una mano in fronte con fare preoccupato.
Poi, qualche secondo più tardi, iniziarono a correre verso Scorpius, che si stava dirigendo verso la fontana.
Ma, quando ormai si trovò davanti alla costruzione in marmo, il ragazzo, sentendo i passi delle amiche farsi sempre più vicini, si girò e...
Due cose accaddero contemporaneamente: il biondo scivolò e loro lo spinsero, scivolando a loro volta.
Così si ritrovarono tutti e tre nella fontana del Malfoy Manor, con l'acqua fino al petto e i vestiti zuppi.
"Ma dico... Ma che problemi avete?" chiese il giovane Malfoy alzando le mani al cielo e sbuffando molto sonoramente.
"È stata un'idea di Li-" ma non fece in tempo a finire la frase che Scorpius le schizzò dell'acqua in faccia.
"Stavi dando la col-" stavolta era Lila, che si era girata verso Perwinck, a parlare, ma fu interrotta da uno spintone che la fece scivolare in acqua.
"Scorpius!" lo sgridò la piccola Nott.
Lui, però, la guardò di sbieco, per poi, con un gran ghigno, spingere verso di lei l'acqua che, per colpa della notevole spinta ricevuta, andò a colpire la ragazza in pieno volto.
Dopo aver attutito il colpo ed essersi stropicciata gli occhi, la ragazza lo fulminò con lo sguardo.
"Allora questa è guerra" dichiarò lei, mentre si avventò con furia contro il ragazzo.
Intanto Lila, che si era da poco ripresa dalla rovinosa caduta in acqua, stava osservando la scena a fatica, poiché senza occhiali, che aveva perso in acqua, ci vedeva ben poco.
"Guarda che sono molto più forte di te" ansimò il ragazzo mentre cercava di non farsi spingere giù dall'amica.
"Ah sì?" lo provocò lei, per poi spingerlo dalle spalle in acqua. Lui annuì, così lo guardò accigliata. "Allora dimostramelo".
"Con molto piacere" disse il biondo ridacchiando. Poi prese un profondo respiro, si girò di schiena e andò sott'acqua.
In un batter d'occhio Perwinck si ritrovò sulle spalle di Scorpius, pregandolo di farla scendere e che aveva vinto lui.
"Va bene... Sei più forte tu!" quasi urlò, per poi mettersi a ridere.
"Cosa!? Penso di aver sentito male..." fece sarcastico l'erede dei Malfoy.
"Dai... Hai capito benissimo! Fammi scendere... Hai vinto tu, va bene? HAI-VINTO-TU!" scandì bene le parole la ragazza.
"E va bene..." esordì il ragazzo, facendola cadere all'indietro nella fontana.
Poi si mise a ridere e chiese a Lila, che aveva iniziato a cercare i suoi occhiali, che cosa stesse facendo.
"Oh, sto cercando i miei occhiali..." rispose infatti preoccupata.
"Intendi questi?" chiese una voce ansimante. Era Perwinck, che era appena risalita e che ora si stava strofinando gli occhi con una mano, mentre nell'altra teneva gli occhiali dell'amica.
"Si, grazie!" esultò, mentre, con passi ampi e spostando l'acqua con le mani, si diresse verso di lei.
La mora, avvicinandosi, le porse gli occhiali, che l'altra afferrò e si mise, ma si tolse subito, accorgendosi che erano tutti bagnati.
"Comunque signorino Malfoy... Io non intendevo mettermi giù in quel senso!" incolpò Perwinck il biondo, puntandogli un dito contro.
"Potevo farmi seriamente male!" aggiunse poi, mentre spinse Scorpius con fare arrabbiato ma, questo, a malapena barcollò, vedendo che era più alto di lei.
"Dai, mi perdoni?" le chiese quindi, facendo il muso e sporgendosi verso di lei, ma la ragazza si girò dall'altro lato, con fare infastidito.
"Per favore" la pregò il ragazzo, inclinando la testa in avanti.
"E va bene" gli disse, quindi, Perwinck, girando la testa e osservando l'espressione sul suo volto. Rise, per poi girarsi verso Lila.
Si avvicinò piano a tutti e due, mettendosi in mezzo, e, quando furono tutti e tre vicini, mise un braccio sulla spalla di Lila e l'altro su quella di Scorpius.
I due si guardarono, non capendo minimamente le intezioni dell'amica.
"Lo sapete vero..." iniziò Perwinck, mentre se li strinse al fianco. "Che siamo fradici, nella fontana del Malfoy Manor, che i vostri genitori sono in soggiorno e che ci verranno a chiamare tra poco perché è quasi ora di pranzo?"
"Seriamente è quasi ora di pranzo?" chiese Lila preoccupata, staccandosi dalla presa dell'amica e iniziando a guardarsi intorno per capire come uscire dalla fontana senza farsi male.
"Beh penso proprio di sì" disse Scoprius sbarrando gli occhi e indicando alle due ragazze un uomo che, con ampie falcate, veniva verso di loro.
"Mi sa che lo zio ci sta per fare una ramanzina" sussurrò Lila, affiancandosi a Perwinck e fissando Draco che si avvicinava sempre di più alla fontana in cui si trovavano.
"Questa volta si arrabbia veramente" commentò nuovamente la ragazza.
"È sempre più vicino" disse di nuovo, aggiudicandosi un'occhiataccia da parte del biondo.
"Buona fortuna Scorpius" disse infine, facendolo sospirare nervosamente.
"Hai finito?" le sussurrò quindi lui, esasperato, temendo di essere sentito dal padre, che ormai si trovava davanti a loro.
"Lila" la salutò con fare indifferente.
"Perwinck..." disse con fare deluso, guardando la ragazza al centro.
"E... Scorpius" disse con voce ancora più affranta.
Tutti e tre guardarono in basso, temendo il peggio.
"Dai venite fuori, che vi asciugo con un'incantesimo" li intimò, con un lieve sorriso stampato sul volto e la mano porsa in avanti, in caso che a qualcuno servisse un'aiuto per uscire.
"Scusa..." sussurrò Scorpius guardando il padre, poi uscì velocemente e iniziò a strizzarsi i vestiti.
"Non fa niente" affermò l'uomo, stupendo tutti i presenti.
Perwinck guardò Lila, poi prese un profondo respiro e guardò il padre del suo migliore amico.
"È stata tutta colpa mia, sono stata io a spingerlo in acqua" confessò lei, guardando Scorpius, che le dedicò uno dei suoi più bei sorrisi.
"Nostra... È stata colpa nostra" tenne a specificare Lila, guardando l'amica e sorridendole con fare goffo.
"Fa niente ragazze, ma ora uscite che dobbiamo andare a pranzo" annunciò Draco, guardando poi suo figlio.
Lila uscì con l'aiuto del signor Malfoy e Perwinck venne aiutata da Scorpius.
Appena uscite le due ragazze iniziarono a strizzarsi i capelli e i vestiti, in modo da non farli più gocciolare ovunque.
Il padre di Scopius però, con un leggero movimento di bacchetta, asciugò tutti e tre i ragazzi e loro, in risposta, biascicarono un "grazie" sorridendo.
"È l'incantesimo dell'aria calda, vero?" chiese curiosa Lila mentre cercava di asciugarsi gli occhiali con la maglietta.
"Sì, esatto!" esultò Draco, con un immenso sorriso sul volto.
"Penso che i miei occhiali si siano rotti" spiegò la ragazza preoccupata.
"Come?" sbarrò gli occhi Perwinck.
"Eh, sì" sussurrò lei in risposta.
"Dammeli che te li sistemo" le disse l'uomo, porgendole una mano avanti e facendo segno di darglieli.
"Ecco qua" glieli diede lei.
"Oculus Reparo" disse deciso lui, puntando la bacchetta agli occhiali, che ora stava tenendo in mano. In un attimo gli occhiali tornarono come nuovi.
"Grazie!" esultò la mora, prendendoli e appogiandoseli sul naso.
"Adesso sì che ci vedo!" disse poi ridacchiando, seguita poi dagli altri tre.
"Adesso andiamo, la tavola sarà già sicuramente apparecchiata" comunicò il signor Malfoy, mentre con la testa indicava la grande villa.
"Va bene" risposero tutti e tre i ragazzi in coro.
I quattro iniziarono, così, ad incamminarsi verso la casa davanti a loro.
Ogni tanto Lila sussurava qualcosa o spingeva Perwinck, che a sua volta spingeva Scorpius, che finiva per sgridarle entrambe.
Draco camminava un paio di passi davanti a loro e, sentendoli spesso battibeccare, non poté fare a meno di sorridere, pensando a quanto loro fossero legati e, con rammarico, a come lui non avesse mai avuto degli amici così.
In un attimo si ritrovarono davanti alla grande entrata della villa.
"Gli ospiti vi stanno aspettando in sala, signore" disse in tono allegro un elfo che, dopo avergli aperto la porta, stava invitando i quattro ad entrare.
"Grazie mille Hainst" lo ringraziò l'uomo.
"È tutto pronto per la sorpresa?" aggiunse poi sussurando, assicurandosi che i ragazzi non lo stessero ascoltando, troppo impegnati a discutere su quale fosse il colore di biglie più bello e, momentaneamente, stava vincendo l'azzurro.
"Sì, tutto pronto! Vostra moglie ha voluto a tutti i costi preparare il pranzo e noi elfi abbiamo apparecchiato e decorato la sala da pranzo, Hainst in persona ha controllato che tutto fosse perfetto" sussurrò in risposta lui, guardando il padrone dritto negli occhi e annuendo ripetutamente con la testa.
"Bene" disse Draco, entrando e facendo segno ai ragazzi di seguirlo.
"Beh anche il verde è bel- oh ciao Hainst!" Lila si accorse del piccolo elfo.
"Ciao Hainst, come va?" gli chiese Perwinck, facendolo arrossire.
"Ciao Hainst" salutò poi, debolmente, il biondo.
"Oh... A Hainst va tutto bene, grazie di averlo chiesto!" rispose l'elfo, tutto rosso e colto alla sprovvista.
"Prego!" disse poi Perwinck.
Subito dopo i tre ragazzi salutarono l'elfo ed entrarono, dirigendosi alla sala da pranzo.
Appena varcata la porta della sala, la scena che si presentò davanti ai loro occhi li lasciò a bocca aperta.
Il lungo tavolo in legno d'ebano era ricoperto di candele, piatti dorati e pietanze di ogni tipo. Poi, al centro della tavola, c'erano tre lettete appoggiate su un piedistallo in vetro, che però nessuno dei ragazzi notò. Inoltre, c'erano tre gufi che svolazzavano per la stanza, uno bianco ed elegante, un'altro grigio e vivace e un'altro ancora nero e maestoso. In più il lampadario conferiva alla stanza un'aura magica, come se lì ci fosse concentrata tutta la magia del loro mondo. Era una vista semplicemente splendida ed eterea.
Nella stanza erano presenti varie persone, fra cui Astoria e Draco, i genitori di Scorpius, Adrian e Daphne, i genitori di Lila, Ryan, il fratello di Lila e...
"Terence!" esclamò Perwinck, per poi correre nella direzione di un ragazzo sui quattordici anni, alto, dai capelli marroni e gli occhi nocciola. Era suo fratello.
"Non eri al campo estivo di Quidditch?" chiese la ragazza, stringendo il fratello a sé con tutta la forza che aveva in corpo.
"Così finirai per uccidermi!" disse lui ridendo e staccandosi da lei. Successivamente le spiegò che aveva chiesto un giorno di permesso per venirla a trovare.
La ragazza, poi, però, piegò la testa di lato, incrociando lo sguardo di un ragazzo di tredici anni, con gli stessi lineamenti di quello precedente, ma con i capelli biondi e gli occhi azzurri.
"Alexander!" esclamò lei, correndo tra le braccia dell'altro fratello.
"Da quanto sei tornato dal viaggio in Francia?" chiese lei, staccandosi dall'abbraccio e guardandolo allegra.
"Sono qua da ieri; adesso rimando ancora a casa di Henry, ma appena i nostri genitori arrivano ritorniamo tutti quanti a casa" rispose lui, sorridendole e passandosi una mano fra i capelli.
"Ah, mamma e papà non sono ancora tornati?" chiese Perwinck malinconica.
"No, ma entro una settimana dovrebbero tornare" rispose Terence, sorridendole imbarazzato.
"Ah, va bene" mormorò lei, abbassando lo sguardo.
"È proprio per questo che siamo qui noi due, per rappresentare mamma" disse Alexander.
"E papà" concluse la frase Terence.
"Va bene... Ma perché siete tutti qui? È successo qualcosa?" chiese poi, Perwinck, allarmata, poiché sapeva benissimo che, a causa delle condizioni fisiche di Astoria dopo la nascita del figlio, Draco preferiva rimanere isolato dal resto del mondo e che lei e Lila erano le uniche persone che invitava volentieri.
"No no, tranquilla" la rassicurò Ryan.
"Ma non eri anche tu al campo estivo con Terence?" domandò al ragazzo.
"Sì, ma, come puoi ben vedere, mi sono rotto un braccio e quindi mi hanno rispedito a casa" rispose lui, alzando un braccio ingessato con fare indifferente.
"Ma perché avete organizzato tutto questo?" chiese poi Scorpius, attirando a sé l'attenzione di tutti i presenti. Nessuno rispose...
"Ma... quelle sono... le lettere... di ammissione... ad... Hogwarts!?" Lila quasi urlò, con voce tremante e sorridendo estasiata.
"Indovinato sorellina" confermò Ryan, sorridendole.
"Seriamente?" chiese Scorpius, facendo fatica a credere che veramente lui fosse stato ammesso a quella scuola.
Perwinck, invece, rimase immobile a fissare le lettere. Era paralizzata, non riusciva né a muoversi né a proferire parola da quanto fosse stupita. Scorpius, quindi, le si avvicinò e le mise una mano sulla spalla.
"Sei stata ammessa ad Hogwarts, insieme a me e Lila, Perwinck!" esclamò, poi la abbracciò forte. Inizialmente la ragazza rimase ferma, ma poi ricambiò l'abbraccio, felice come non mai.
"Vorrei che mamma e papà fossero qui con me" sussurrò all'orecchio del ragazzo.
"Ti staranno sicuramente pensando... In ogni caso ci sono io qui per te e ci sarò sempre" ripose lui sottovoce, facendola sorridere.
"Grazie" disse, prima di staccarsi dall'abbraccio e osservare di nuovo le lettere.
Lila, intanto, si era messa a parlare con Ryan di quanto fosse grande e bella Hogwarts e, quando vide i suoi due amici di nuovo separati, si mise di fianco a loro.
Tutti e tre si diressero piano al tavolo di fronte a loro e presero la loro lettera.
Sulla busta di Lila c'era scritto con una calligrafia elegante e verdastra:
"Signorina L. Pucey
Cameretta al secondo piano
Pucey Villa
Lacock"
La lettera era arrivata a casa sua qualche giorno prima, ma i suoi genitori l'avevano portata lì e il loro gufo stava svolazzando per la stanza poiché avevano spedito qualche ora prima una lettera ai signori Malfoy in cui dicevano di venire da loro per pranzo; loro non risposero, vedendo che avevano già concordato precedentemente l'appuntamento, perciò il volatile era rimasto lì.
Scorpius, intanto, stava osservando con estrema cura cosa c'era scritto sul fronte della lettera che teneva in mano:
"Signor S. Malfoy
Cameretta al primo piano
Malfoy Manor
Wiltshire"
Perwinck prima di aprire la sua lettera diede nuovamente una breve occhiata alla scritta sulla busta:
"Signorina P. Nott
Stanza degli ospiti al primo piano
Malfoy Manor
Wiltshire"
Si chiese varie volte il perché fosse segnato quell'indirizzo, vedendo che in realtà lei abitava a Bath, ma poi pensò che forse era perché in quel momento effettivamente stava alloggiando al Malfoy Manor, nello Wiltshire. Era un po' inquietante il fatto che chi avesse scritto quella lettera sapesse dove stesse in quel momento e anche la camera esatta in cui dormiva, ma in quel momento, presa dall'euforia, non ci fece troppo caso.
Poi la ragazza aprì la busta, sfilò piano la lettera giallastra che c'era all'interno e lesse:

Gli Eredi e il segreto del Lago NeroBağımlısı olacağınız hikayeler. Şimdi keşfedin