Roma siamo nel 1985, quando nasce Claudio nel malfamato quartiere corviale situato appunto nella capitale, luogo colmo di malinconia e disperazione, famoso fino ai giorni nostri per la facilità disarmante del traffico di droga.
Claudio nasce lì, dentro il serpentone, luogo simbolo di quel malfamato e disagiato quartiere, luogo chiave e casa madre della camorra romana e dello spaccio di qualunque roba considerata illegale, dalla droga, alla vendita clandestina di armi, fino al raggiungimento di omicidi, questi atti è da evidenziare che sono spesso attuati con professionalità, freddezza, e disinvoltura capace di non destare nessun minimo sospetto, vengono considerati addirittura quasi blindati per evidenziare l'impotenza delle forze dell'ordine, e quindi la potenza di questo quartiere o del "serpente".
Claudio sin da piccolo a contatto con quegli ambienti crebbe in un contesto sociale difficile, perse il padre alla tenera età di 3 anni, molto probabilmente assassinato da un locale di quel quartiere, quest'ultimo lasciò in miseria la famiglia composta da 5 figli e la moglie disoccupata e vedova, che per portare il minimo a casa fu costretta a trovarsi occupazioni anche poco grate, dandosi alla prostituzione per sfamare se stessa, ma soprattutto i propri figli. Claudio perse anche la madre per AIDS ad 8 anni.
Claudio nel frattempo aveva imparato stando a contatto con certi ambienti l'arte dello spaccio, accordandosi con un certo Attila, soprannominato in quel quartiere: Niño, perché costui all'epoca aveva solo 12 anni, meno rispetto agli altri spacciatori, Spacciò con Niño per 2 anni per poter mantenere se stesso e i suoi 4 fratelli, nel mentre andava a scuola solo a giorni alterni per vari motivi legati al suo tenore di vita che non sto qui a precisare.
In questi 2 anni Claudio dimostra di essere dotato di grandissimo talento, e di immensa freddezza, molto probabilmente quest'ultima qualità è da attribuire alla perdita dei suoi familiari, la batosta fu talmente forte che Claudio possiamo dire che morì dentro; Claudio fu per i suoi fratelli come un padre, le sue cupe giornate erano tutte uguali e difficili: alternava "lavoro", scuola e casa in cui dava importanza solo ai suoi fratelli, nascondendo loro la sua vita poco legale, non viveva per sé, viveva per i suoi fratelli nella speranza che loro potessero avere un futuro, dato che Claudio lo guardava per sé stesso in maniera utopica, passando le tristi giornate d'infanzia con la paura che quelle potessero essere le ultime della sua vita.
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Claudio "Escobar", Il Narcos di Roma
ActionLa biografia di uno dei più grandi spacciatori delle storia presente passata e futura, del suo passato oscuro fino al raggiungimento della stabilità Economica, beffandosi delle forze dell'ordine con la sua solita disinvoltura
