CAPITOLO 1: LA CROCE - PARTE 1

46 6 0
                                        

Miami, California.

31 Agosto 2018.

"Così si conclude il nostro speciale sull'anniversario dell'inizio degli omicidi del noto serial killer Jack lo squartatore" - Concluse il giornalista di NBC al termine del servizio.

"Cavolo!" - esclamò entusiasta Mike

"Sono sempre più convinto che tu sia malato..Come cavolo fai ad essere appassionato di certe cose?! è Macabro!" - rispose Evan con aria disgustata.

"Guarda, non so, c'è qualcosa che mi affascina da morire nei serial killer, ovviamente ripudio ciò che fanno ma non so, se ci pensi, psicologicamente parlando, cosa li porta a fare ciò? non so se mi spiego" - disse Mike ribattendo il commento dell'amico.

"Dai, si è fatto tardi, meglio tornare o chi li sente quelli" - Esclamò Evan riferendosi ai suoi genitori.

Andato via l'amico, Mike, un diciassettenne di Miami con una grande passione per la criminologia e la psicologia, decise di approfondire la storia sul noto serial killer "Jack lo squartatore" .

"YAAAWN..meglio mettersi a letto, s'è fatto tardi, però mi sarebbe piaciuto parlare con lui almeno una volta" - pensò Mike mentre sbadigliava sonoramente.

Il giovane si addormentò poco dopo essersi disteso sul suo letto confortevole.
Il giorno seguente, Mike si avviò verso la scuola con  Deborah ed Evan, suoi amici e compagni di classe.

"Ho fatto un sogno strano, sognavo di parlare con Jack e mi diceva cose strane" - narrò Mike ai due ragazzi.

"Dai amico, ti sei fissato troppo con questa storia, cominci seriamente a preoccuparmi" - rispose Evan con tono ironico.

"Dai, non cominciare, ha solo delle passioni...ehm...particolari, non fare il coglione come tuo solito" - esclamò Deborah rimproverando Evan.

"No ragazzi, ascoltatemi!! è stato davvero strano, mi diceva cose strane, abbiamo cominciato a parlare del più e del meno e siamo arrivati al discorso "religione" e lui mi ha detto qualcosa di davvero strano, mi ha detto di trovare quasi poetica l'immagine di un uomo inchiodato su una croce, poi ha proseguito dicendo di adorare la lentezza con cui si muore" - narrò Mike

" Inquietante forte e forse non dovrei neanche assecondarti ma...com'era fatto?" - disse con curiosità Evan.

"Non saprei, aveva il volto coperto, non riesco nemmeno a ricordare il suono della sua voce...in fondo era pure sempre un sogno" - disse Mike.

Neanche il tempo di terminare la narrazione del suo sogno che i 3 notarono fuori la loro scuola un mucchio di persone, alcuni visibilmente sconvolti, altri esageratamente curiosi, per di più, la sirena dell'auto della polizia rompeva il silenzio con il quale la folla guardava una scena delle più macabre in assoluto.
Attirati dalla curiosità i tre corsero per vedere e videro il fatto :
La professoressa Mary Ann Patterson, di 43 anni era stata crocefissa sulla porta d'entrata della scuola, aveva la gola recisa da parte a parte e con lividi ed escoriazioni su tutto il corpo, ai piedi della povera professoressa, sul pavimento, un' iscrizione dallo stile cupo, rosso sangue, probabilmente quello di Mary, recitava: "I'M THE NEW JACK".

"Oh no..è la professoressa Patterson..chi può averle fatto una cosa simile?" - disse Deborah cercando di trattenere le lacrime e il terrore per quanto successo.

"Che schifo..mi fa senso, ragazzi allontaniamoci, sto per vomitare" - esclamò Evan colto dal disgusto.

"Non posso crederci... non può essere solo una coincidenza, proprio dopo il mio sogno.. La professoressa si chiamava Mary Ann... questo nome mi ricorda qualcosa ma non riesco proprio a ricordare" - pensò Mike osservando il cadavere della povera donna che si trovava all'altro lato del nastro della polizia.

"Cosa ci fai li impalato?! SPOSTIAMOCI! EVAN STA MALE!" - disse Deborah rimproverando Mike.

I tre si spostarono dal luogo del delitto e andarono alla tavola calda per permettere ad Evan di riprendersi.

"Evan come ti senti?" - chiese Mike preoccupato.

"Capita sempre qualcosa di inquietante quando sto con te" - rispose Evan ironizzando sulla faccenda.

"Non mi sembra il caso Evan, la prof. è morta e per di più Mike ha sognato qualcosa che somiglia alla sua storia...anche se in modo vago" - disse Deborah con tono preoccupato.

"Calma okay? ora non farti prendere dal panico, le coincidenze capitano di continuo" - esclamò Evan cercando di rassicurare l'amica.

"SI MA QUI PARLIAMO DI UNA COINCIDENZA INERENTE UN OMICIDIO!!!" - urlò Deborah.

"Smettetela okay?! ora torniamo a casa, è stata una scena orribile e capisco la paura che si prova, si trattà di un orribile fatalità e sono sicuro che il serial killer verrà preso prima della prossima vittima" - disse Mike.

"E tu come fai a sapere che si tratta di un assassino seriale scusa?" - chiese Evan curioso.

"Dimentichi che sono un appassionato, si è firmato, ha voluto lasciare un messaggio di sfida, la sua firma personale, fa parte dei tratti che distingue un assassino seriale da un semplice omicida, insieme al modus operandi ovviamente"- spiegò Mike.

"Smettetela di parlarne..voglio solo tornare a casa" - disse Deborah con tono cupo.

I tre si salutarono e rincasarono, ancora scossi dalla forte scena alla quale avevano assistito.
Una volta entrati in casa, i tre continuarono a pensare al fatto, ormai, anche se in modi diversi, quell'omicidio aveva preso possesso dei loro pensieri.


THE NEW JACKWhere stories live. Discover now