IL BAMBINO!

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"T/NNNNNNNNNNNNNNNN!!!"

Basta non ce la faccio più, ogni minima cosa T/N, T/N, T/N... Piuttosto che gravida sembra invalida.Vado in camera sua e mi avvicino al suo letto a baldacchino. Non riesco a vedere molto, solo i suoi capelli arrotolati nei bigodini e la sua enorme pancia. Non è che io sia una nana o cose simili, solamente ho sei anni e lei già mi tratta come se ne avessi dodici. Infanzia? Non so cosa sia. A 6 anni sono già perfettamente autonoma.

"Dimmi mamma"

"T/N, tesoro. Potresti prepararmi una tazza di tè caldo?"

E riecco che fa la finta madre gentile ed amorosa.

 "Come no... "

Rispondo scocciata.

 "Che c'è? Credi che sia facile vivere in questo stato? Non posso nemmeno mettermi un vestito senza sembrare una balena!"

"Che tragedia"

Ovviamente lo dico sottovoce, Dio non voglia che mi senta. Già urla come una pazza così.

"Mamma, sai benissimo che non dovresti fumare in gravidanza"

"Vuoi togliermi anche questo? Non ho più niente e nessuno a cui aggrapparmi... Da quando tuo padre se né andato"

Se magari finisse di accopparli tutti...

" E ADESSO VA!"

Mi dirigo in cucina, prendo la vecchia sedia dal tavolo e la avvicino al mobile. Monto su, apro la credenza e cerco la scatolina del tè.

"Quello alla mela no perché è troppo dolce, quello alla pesca no perché è troppo rosa... Che strazio"

La scatolina è troppo in alto e non riesco ad arrivarci neanche allungando il braccio. Scendo pensando a come poterla prendere, se non le faccio il tè diventerà insopportabile! Nel mentre Lucky, il mio adorabile cucciolo, viene verso di me con una pallina in bocca e me la lascia vicino ai piedi.

"Ma certo!"

Prendo la pallina e la lancio contro la scatolina facendola cadere a terra.

"Grazie Lucky"

So cosa state pensando. 'La figlia di Crudelia De Mon ha un cane, si come no' e pensate che è anche un dalmata guarda un po'. Solo perché mia madre è così non vuol dire che anche io lo sia, però posso dirvi che Lucky e mia madre non si prendono proprio.Metto l'acqua a scaldare sul fuoco e nel frattempo prendo una tazza. Quella di mia madre ovvio.

"ALLORA, QUANTO CI METTI?!"

"ARRIVO, ARRIVO!"

Verso di corsa il contenuto nella tazza e gliela porto. La poggio sul comodino.

"Lascia che si freddi è bollente"

"T/n... T/N!"

"Che ti prende adesso?"

Mi guarda con gli occhi sbarrati, in viso è sbiancata (più del solito) e non muove un muscolo.

"Sta arrivando... IL BAMBINO STA ARRIVANDO! Devi portarmi subito in ospedale!"

"COSA?! Adesso?!"

A non ve l'ho detto? Avrò un fratellino!!! Ancora non so come si chiama, mia madre non ha ancora deciso come chiamarlo, non che la cosa gli importi. Per me decise come chiamarmi dandomi il nome di una tipa di una certa telenovela che stava guardando in ospedale la sera che mi concepì. Ho deciso che il nome del bambino lo sceglierò io. Ancora non ce l'ho ma mi verrà in mente un nome...

"Come faccio a portarti io in ospedale? Non credo che in bici o a cavallo vada bene mamma!"

"Chiama qualcuno accidenti!"

Il tempo di chiamare un'ambulanza e... O meglio, il tempo di riuscire a trovare un'ambulanza che la volesse e qualcuno che avesse il fegato di arrivare fin qui.Io ho trovato più conveniente andare in bici all'ospedale invece che in ambulanza con lei. Perché? Ve lo dico io. Quando sono arrivata ho trovato mia madre su una sedia a rotelle che urla peggio di un'aquila e i poverini che l'hanno accompagnata in ambulanza ricoperti di graffi e uno addirittura senza più una ciocca di capelli.Mia madre mi voleva dentro con lei ma il dottore ha detto che sono 'troppo piccola' per assistere a certe cose e mi ha lasciato fuori. Qui tutti mi guardano storto, nessuna mamma lascia mai giocare i propri figli con me, mi evitano sempre tutti come se fossi un'appestata e a me va bene... Ho finito di soffrire per questo anni fa, nessuno si prende la briga di conoscermi prima di giudicare.

Sento un forte pianto provenire da dentro la sala e questo significa solo una cosa... LUI È QUI! Vedo come lo portano fuori per lavarlo e vestirlo, non sono riuscita a scrutare poi tanto, era così in alto e così sporco. Ho visto solo una testa piena di capelli bianchi e il suo piccolo sbirulino.

[...]

Sono in stanza con mia madre, seduta vicino a lei che aspetto il mio fratellino. A lei non frega granché, anzi un bel niente per la precisione. Sta lì sdraiata a vedere la televisione e fumare.La porta si apre ed entra un'infermiera che spinge una piccola culletta di plastica.

"T/N pensaci tu"

Mi avvicino all'infermiera e vedo finalmente più caramente il mio fratellino che ancora piange a squarciagola.

"Per l'amor del cielo, fa smettere quel lattante ambulante!"

Me lo da in braccio e mi dice di fare attenzione. Appena tocca le mie braccia strabuzza gli occhi e mi fissa con quei suoi occhioni pieni di lacrime, cercando di capire chi io sia.

"Non si piange..."

Dico teneramente facendo toccare i nostri nasi. Si mette a ridere e si agita giocando con le manine. Per un attimo mi fermo a vederlo meglio... Capelli bianchi come la neve, due enormi occhioni e il volto pieno di lentiggini.

"Carlos"

Al suono del suo nome impazzisce letteralmente.

"Ti piace il tuo nome è?"

"E Carlos sia"

Grazie della sua benedizione signora madre...

"Pensaci tu a dargli un po' di calore umano. Mi raccomando te lo affido"

Mi dice l'infermiera vedendo il feeling che ho con mio fratello e che comunque mia madre non ne vuole sapere.

"Non si preoccupi, da oggi saremo una cosa sola. Vero Carlos?"

Di tutta risposta lui mi abbraccia...

Ed eccomi qui, oggi 28 Maggio divento mamma a soli sei anni.

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Ed eccoci qui alla prima mini storia di questa raccolta su Carlos. Che ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere nei commenti e non scordatevi di votare mi raccomando! >.<

CARLOSWhere stories live. Discover now